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Le prospettive per il 2006

di Lyndon LaRouche - 21/12/2005

Fonte: movisol.org

 

In un'intervista radiofonica del 17 dicembre il fondatore dell'EIR Lyndon LaRouche ha commentato il divieto della tortura e il congelamento delle leggi speciali “Patriot Act” decisi dal Congresso degli Stati Uniti (vedi oltre). Spiegando le misure da prendere come prossimo passo LaRouche ha detto:
“Possiamo ormai quasi dire che Rumsfeld è al capolinea, e che lui lo ha capito ... e che Cheney - per tante ragioni e non per un fatto specifico - è nei guai fino al collo... La situazione ora vede coagularsi in ambedue le camere del Congresso una resistenza all'amministrazione Cheney-Bush, vista come un fiasco senza speranza di redenzione.
“Non siamo ancora pronti ad affrontare il peggiore crollo finanziario della storia moderna, cui stiamo andando rapidamente incontro... La mia preoccupazione principale, dunque, è far sì che siano adottate le riforme finanziarie necessarie, e fare in modo che il Congresso si mobiliti per sostenerle, coinvolgendo altre istituzioni...
“Ho avanzato delle proposte. Una di queste è stata ripresa in un certo senso dall'iniziativa di Nancy Pelosi, capogruppo dei democratici alla Camera dei Rappresentanti, che nel discorso pronunciato ad Harvard ha annunciato un impegno a salvare l'economia facendo ricorso a misure capaci di portare l'economia fuori dalla depressione e procedere ad un programma di sviluppo industriale ... C'è Paul Volcker, l'ex presidente della Federal Reserve USA, che si sta muovendo su questo tema con delle proprie idee. E' una posizione filo-americana, la sua, anche se io non concordo con lui, ma condivido la sua opposizione a Felix Rohatyn, che è ciò che tecnicamente si definisce un 'banchiere sinarchista' ...
“L'America ha perso il suo sistema ferroviario, che ora dev'essere ricostruito. Le industrie dell'auto, come General Motors, Ford e Delphi, sono in grado di farlo. Occorre ricostruire il sistema dei trasporti aerei. Occorre utilizzare la levitazione magnetica, e stabilire un rapporto più razionale tra i tre sistemi di trasporto: aereo, ferroviario e autostradale. Il sistema di fiumi e canali è fatiscente. I sistemi elettrici del paese stanno crollando. Sono tutte cose in cui le capacità ingegneristiche e produttive dell'auto consentirebbero di rimediare alle mancanze. E' un argomento molto dibattuto, questo, tra tre rivali: il sottoscritto, Paul Volcker e Rohatyn ...
“Dobbiamo tornare ad essere di nuovo una potenza industriale, altrimenti non ce la faremo. E di fronte alla crisi finanziaria, se gli Stati Uniti non sono i primi a muoversi per una ripresa economica mondiale, questa ripresa non ci sarà proprio. Guardiamo al resto del mondo, dove qualcosa di interessante sta avvenendo in Cina, in India, e cose potenzialmente interessanti si stanno sviluppando in Europa. La Russia rappresenta un punto interrogativo molto interessante. Ma non saranno essi ad avviare una ripresa economica mondiale ... Pertanto, noi negli Stati Uniti dobbiamo prendere un'iniziativa di portata mondiale verso una politica di ripresa generale. Questo implica il recupero del potenziale scientifico che avevamo nel passato, quando J.F. Kennedy lanciò l'impresa di portare l'uomo sulla luna, che fu la continuazione delle misure prese da Eisenhower nel periodo 1957-1958 ...
“Da parte mia ho definito le basi per un programma di istruzione superiore, e il mio Movimento Giovanile lo sta applicando in maniera esemplare (l'edizione speciale di fine anno della rivista EIR pubblica un documento di LaRouche intitolato “The Principle of Power”, corredato da una serie di schede pedagogiche realizzate dai giovani del LYM).

Batosta N. 1 per Cheney: la Casa Bianca costretta ad arrendersi di fronte all'emendamento di McCain

Il 16 dicembre una straordinaria alleanza bipartitica, sia al Senato sia alla Camera, ha costretto la Casa Bianca ad accettare l'emendamento del sen. McCain che vieta tassativamente la tortura. Si tratta di una sconfitta personale per il vice presidente Dick Cheney, che quel giorno non si è fatto vedere in giro.
Alla Camera dei Rappresentanti oltre 100 repubblicani si sono uniti a 208 democratici, permettendo che una mozione presentata da John Murtha a sostegno dell'emendamento di McCain in Senato fosse approvata con 308 voti contro 122. “Niente torture e niente eccezioni”, ha dichiarato Murtha. Da mesi ormai l'opposizione all'emendamento impediva che si approvasse l'intero bilancio della difesa a cui è proceduralmente legato.
“Questo accordo fa essenzialmente due cose: primo, definisce procedure specifiche per gli interrogatori nell'Army Field Manual, secondo, proibisce il trattamento crudele e disumano, o la tortura”, ha detto McCain alla conferenza stampa che ha tenuto alla Casa Bianca insieme a John Warner, il presidente della Commissione armamenti del Senato.
McCain ha spiegato: “Durante i negoziati l'amministrazione ha sollevato preoccupazioni legittime riguardanti i diritti di coloro che interrogano. Adottando la formula dell'Uniform Code dal codice militare abbiamo definito per loro la difesa legale e certe garanzie che un individuo ragionevole può esigere nell'eseguire degli ordini, senza contraddire le decisioni di Norimberga, in cui fu stabilito che obbedire agli ordini non costituisce una difesa sufficiente”.
McCain ha poi ringraziato il presidente e il consigliere di sicurezza nazionale Stephen Hadley per la loro disponibilità a raggiungere un accordo, mentre non ha fatto alcun riferimento a Cheney, clamorosamente assente.
Esperti di Washington fanno notare che è la quarta volta in sei mesi che Bush prende decisioni opposte a quelle volute da Cheney su questioni importanti, appoggiandosi su altri esponenti del suo gabinetto. Questo non significa che tra i due è la fine, anzi, continuano regolarmente a pranzare insieme almeno una volta a settimana.
Bush senior avrebbe inoltre espresso, sempre privatamente, l'intenzione di puntare ad un contenimento di Cheney piuttosto che ad un suo allontanamento. Di contro, un gruppo di repubblicani soprannominato “big-whigs” vorrebbe ristrutturare completamente la presidenza partendo dalla sostituzione di Cheney con McCain.

Batosta N. 2 per Cheney: bloccato il Patriot Act

Per riconfermare le misure di emergenza del Patriot Act, che scadono il 31 dicembre, la dirigenza repubblicana del Senato aveva bisogno di una maggioranza di 60 voti. Invece il 16 dicembre ne ha ottenuti solo 52 contro 47, consentendo a 43 democratici di mantenere aperto il dibattito, ai limiti della “filibuster”, l'ostruzionismo legale.
Dick Cheney e Andrew Card volevano la riconferma su due piedi, mentre l'opposizione vuole avere tre mesi per riconsiderare tanti aspetti che possono essere lesivi per le libertà personali.
Nel prendere la parola, l'uno dopo l'altro i senatori hanno citato l'articolo pubblicato quello stesso giorno dal New York Times, che riferiva come la National Security Agency (NSA) avesse illegalmente spiato i cittadini americani. “Non voglio sentir più dire, dall'attorney general o dai miei colleghi senatori, che questo governo ha dimostrato di meritare la fiducia nell'esercizio dei poteri che noi responsabilmente gli abbiamo affidato”, ha detto ad esempio il sen. Russel Feingold.

Patriot Act come Lettre de Cachet

Lyndon LaRouche ha caratterizzato il “Patriot Act” e misure connesse adottate dopo l'11 settembre 2001 come Lettre de Cachet, gli ordini segreti con cui la gente veniva rinchiusa nella Bastiglia o esiliata, senza un regolare processo, nella Francia assolutista del XVII e XVIII secolo. Un altro paragone è quello con la politica delle denunce segrete nella “bocca del leone” a Venezia.
Ora più che mai, dopo che è diventato per tutti chiaro che le iniziative dell'aministrazione Bush-Cheney si basavano sulle menzogne e sullo spionaggio illecitamente condotto, le misure poliziesche imposte o i verdetti dei tribunali nei confronti dei detenuti di Guantanamo e simili dovrebbero essere riconsiderati. Si tratta insomma di tornare alla Costituzione, ha spiegato LaRouche, allo stato di legalità precedente all'11 settembre. Tutto ciò che è stato deciso dopo è sospetto, restrizioni e procedure speciali debbono essere riconsiderate. Occorre ripristinare i diritti dei cittadini in vigore prima dell'11/9 e chi ha subito i rigori di quelle misure ha il diritto immediato di appello.
La questione politica reale di tutto questo è sempre Dick Cheney, che infatti ha subito cambiato aria, prendendo l'aereo per il Medio Oriente. Tutto il resto è teatrino. Cheney è il responsabile delle cose essenziali: torture, guerra in Iraq, illeciti della Halliburton. A seguito dei rovesci subiti dal vice presidente, LaRouche ha affermato: “Cheney se ne deve andare, tutto il resto è una perdita di tempo”.

Spionaggio illecito della NSA

Con un ordine presidenziale sottoscritto poco dopo l'11 settembre 2001, la NSA è stata autorizzata a spiare elettronicamente e in altro modo i cittadini americani a partire dal 2002. Lo ha riferito il New York Times in un esplosivo articolo immediatamente diffuso in tutto il mondo, che riferisce come la NSA abbia intercettato telefonate e posta elettronica di migliaia di americani nel tentativo di arrivare ad Al Qaeda, senza chiedere la dovuta autorizzazione all'apposita corte istituita nel 1978 a seguito del Watergate (Foreign Intelligence Surveillance Act, FISA).
Lo stesso New York Times afferma chiaro e tondo che sebbene l'ordine porti la firma del presidente Bush, il programma è stato gestito dal vice presidente Dick Cheney. Alcuni parlamentari, soprattutto membri delle commissioni sui servizi, furono ricevuti nell'ufficio di Cheney, insieme a Michael Hayden e George Tenet, allora direttori rispettivamente di NSA e CIA, per essere messi al corrente della decisione da parte del vice presidente. Dopo di ciò il sen. Jay Rockefeller scrisse a Cheney una nota in cui esprimeva ufficialmente la propria preoccupazione per quel programma.
Questa decisione di spiare illecitamente gli americani e quella di ignorare la convenzione di Ginevra sulle torture sono state giustificate con note legali riservate basate sul presupposto che il presidente, in qualità di comandante in capo, deve disporre di tutti i poteri che occorrono per sostenere la risoluzione approvata dal Congresso nel 2001 che consente il ricorso alla forza contro Al Qaeda.
Il New York Times ha ammesso di aver rimandato la pubblicazione della notizia da oltre un anno, dietro insistenze della Casa Bianca.
Il sen. Arlen Specter, che presiede la Commissione Giustizia, ha promesso delle audizioni sull'argomento riscuotendo l'immediato sostegno della sen. Diane Feinstein.