Saccheggio edonista
di Martino Mora - 19/10/2026

Fonte: Martino Mora
Guardo sconcertato le immagini dei maranza che, quasi indisturbati, si dedicano al saccheggio e alla distruzione nel centro di Milano. La mia città. Un moto di disgusto mi assale.
C’è qualcosa dell’assalto al forno manzoniano. Ma i maranza non vogliono il pane, ce l’hanno già. Vogliono le brioches. Cioè vogliono vestiti e scarpe firmate. E le vogliono gratis, saccheggiandole.
Sono viziati materialisti fino al midollo. Come gli italiani. Però loro non pagano. Sfasciano e rapinano, nella quasi totale impunità.
Lo Stato liberale, il nostro come quello inglese o francese, è totalmente incapace di affrontare con la fermezza necessaria il fenomeno. Lo Stato liberale sta fallendo, ha fallito, non meno del totalitarismi. E per ragioni opposte, ma altrettanto serie.
E’ evidente che i maranza sono accecati dal risentimento, dal rancore, dall’odio. Contro Milano, contro l’Italia, contro l’Europa. Eppure i loro genitori sono stati accolti in questo Paese, spesso senza nemmeno avere il diritto di entrarvi.
I nostri politici dicevano fin dai primi anni Novanta, ricordo bene, che erano “una ricchezza”. Caspita, che ricchezza. Lo vediamo bene.
I maranza vogliono il benessere, il vero grande idolo di un Occidente americanista che è governato dal denaro. Ma lo vogliono gratis. Escono dai loro ghetti per razziare i simboli di questo benessere.
I loro riferimenti non sono gli imam, come certi idioti sostengono, ma i rapper e i trapper del sistema orgiastico-mercantile americanista. Che dagli iphone, non dai minareti, dissemina ogni giorno tutto il suo veleno.
Lo stesso sistema capitalista che del resto ha fatto entrare i loro padri, anche per avere manodopera di riserva a basso costo a danno dei nostri operai. Con il consenso esultante dei sindacati e di Confindustria.
I maranza non sono maomettani, se non sociologicamente, ma nichilisti e consumisti. Come noi. Ma godono dell’impunità vergognosa che noi stessi gli abbiamo concesso, in nome della stessa ideologia astratta dei diritti dell’uomo per la quale abbiamo permesso ai loro padri di entrare in massa.
Con la benedizione costante e ostinata del clero modernista cattolico, che occupa il vertice della Chiesa da sessant’anni.
Benessere materiale e diritti dell’uomo. Ovvero la “società aperta”, una dissocietà senza più legami, senza più autorità, senza più ordine, ove nulla precede l’individuo e l’unico potere supremo è quello impersonale del denaro, esaltata da liberali come Popper e Dahrendorf, oggi da George Soros.
O dal socialdemocratico Habermas, quello del ridicolo “patriottismo della Costituzione”. I maranza dovrebbero riconoscersi “patrioti” della Costituzione, possibilmente quella che il giullare di corte Benigni definisce la “più bella del mondo”. Siamo alle comiche.
Sono gli intellettuali come Habermas, come diceva Costanzo Preve, ad essere, per la prima volta nella storia, molto più stupidi dell’uomo poco scolarizzato.
Il centro di Milano, la capitale economica e morale di questo Paese, è stato consegnato, per tre pomeriggi consecutivi, alle bande di maranza. Che hanno vandalizzato e saccheggiato impunemente.
Se fossimo in una realtà non distopica, il ministro dell’Interno Piantedosi dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità. Come Sala, l’orrido sindaco radical chic.
Purtroppo, invece, siamo in una plutodemocrazia liberale avanzata. Cioè in una distopia. Restano al loro posto.
La maggioranza dei minori arrestati è già stata rilasciata, pochissimi anche tra i maggiorenni resteranno in carcere, ancora meno verranno condannati dalla nostra pessima magistratura. Non siamo forse l’Europa dei diritti? Liberté, egalité, fraternité, come insegnano i massoni e I Papi conciliari.
Abbiamo detronizzato Dio, per intronizzare al suo posto il benessere economico e i diritti degli individui astratti.
Di essi moriamo.
