Grafici e mazze da golf
di Guido Dalla Casa - 08/10/2026

Fonte: Guido Dalla Casa
Diamo un’occhiata ai grafici che mostrano l’andamento di molte grandezze presenti sulla Terra, come la popolazione mondiale (ora di 8.3 miliardi di umani), la concentrazione di CO2 nell’atmosfera, lo sfruttamento-degradazione degli Oceani, la distruzione delle foreste, il consumo di acqua, il numero di autoveicoli, il tasso di estinzione delle specie, il PIL dell’economia mondiale, e così via.
Sebbene tutti illustrino fattori molto diversi tra loro, questi grafici hanno una forma pressoché identica. Una linea inizia sulla sinistra del grafico, salendo molto lentamente man mano che si sposta verso destra. Poi, intorno al 1800, vira bruscamente verso l'alto, come un pilota di aereo che vede improvvisamente una montagna, o come riproducesse la forma di una mazza da golf, con la sua caratteristica impennata.
Cosa è successo attorno a quel cambio di secolo, come mai c’è questa straordinaria somiglianza? In quel periodo è iniziata la civiltà industriale, quel modello culturale che, nato in Inghilterra, si è sviluppato nella cultura occidentale e si è poi imposto in tutto il mondo, spesso con la violenza. Tutte le tendenze elencate in quei grafici continuano a peggiorare velocemente, senza alcun segnale di un prossimo cambiamento: quindi dobbiamo attenderci un grave collasso, dato che la loro prosecuzione è evidentemente impossibile, perché incompatibile con la Vita (o il funzionamento) del Sistema Biologico Terrestre. La nostra civiltà sta correndo rapidamente verso la fine.
Il progresso
La maggior parte di noi (compresi moltissimi di coloro che fanno parte di vari movimenti “ambientalisti”) è ancora legata a una visione del futuro come versione migliorata del presente. Crediamo ancora nel "progresso", che è una delle invenzioni dell’Occidente per autonominarsi superiore agli altri modelli culturali. Crediamo che potremo continuare a condurre più o meno la nostra solita vita (anche se con più energie rinnovabili e lampadine a basso consumo) se solo riusciremo a realizzare rapidamente lo "sviluppo sostenibile" e che potremo poi estenderlo agli altri miliardi di esseri umani, continuando a dimenticare i sintomi, rapidamente crescenti, della distruzione della Vita e del disagio psichico. E’ ancora molto diffusa e spacciata per ovvia una concezione tutta occidentale di progresso, nata con la rivoluzione industriale, i cui scopi sono la crescita economica legata alla globalizzazione e al dominio sulla Natura. Lo sviluppo economico degli “altri” è un tentativo di occidentalizzare quella parte di umanità che non ha ancora potuto gustare le ineffabili gioie delle periferie urbane, delle catene di montaggio e della competizione aziendale. In realtà lo sviluppo serve solo ad aprire all’Occidente nuovi mercati e nuovi spazi commerciali in cui riversare le proprie merci, con una creazione di bisogni artificiali che serve solo a far lavorare le nostre fabbriche.
Ci sono anche altri grafici che si vedono molto raramente, e mai nei mezzi di informazione di massa, che riflettono il disagio della Terra, la diminuzione degli indicatori della Vita e della biodiversità, oltre a quelli che evidenziano il consumo di droghe e l’aumento delle malattie psichiche.
Guerre e rivoluzioni
Negli ultimi due secoli, o poco più, ci sono state due “grandi” rivoluzioni (quella francese e quella sovietica) e due spaventose guerre mondiali, ben note. Non sono mancati i morti, né i cambiamenti “finti”. Ma questi avvenimenti, anche se importantissimi per i libri di storia delle scuole occidentali e per il tragico numero di morti e feriti, non si notano neanche sui grafici di cui abbiamo parlato, quelli “dello sviluppo”. In particolare, vi si nota appena la seconda guerra mondiale, con la tragica “coda” di Hiroshima e Nagasaki, ma soltanto con una piccolissima e breve flessione durante quei cinque anni. Questo significa che il modello culturale attuale, la civiltà industriale, non è modificabile con guerre o rivoluzioni, se si mantiene inalterato il paradigma su cui si basa, quello che è stato battezzato cartesiano-newtoniano dal famoso fisico-filosofo Fritjof Capra. Quindi è necessario cambiare profondamente la filosofia di base: come piccola speranza, si intravede qualche segnale di un futuro passaggio al paradigma denominato sistemico-olistico, ma quanto tempo è richiesto? Una specie di precedente cambio di paradigma (dalla Chiesa all’Illuminismo-anni 1600-1800 circa) ha richiesto due secoli!
A questo punto è evidente che l’opposizione politica fra destra e sinistra, tanto discussa ed evidenziata nei dibattiti attuali, fa soltanto ridere chi ne ha ancora voglia.
Sviluppo e facce sorridenti
Se vogliamo trovare molte facce sorridenti, dobbiamo cercarle in Costarica, nel Bhutan, o in qualche piccola popolazione incontattata dall’Occidente, se ne esistono ancora, non certo nelle Nazioni “che contano”, nei cosiddetti “Paesi civili”, dove ci sono molti musi lunghi, depressi, malati psichici, suicidi, o qualcuno in attesa della prossima dose, senza contare quelli che vengono mandati a morire in guerre stupide e inutili. Troviamo ancora maggioranze sorridenti in Nazioni molto in basso nella scala del P.I.L., della competizione economica, dell’industria (anche delle armi).
Intanto la popolazione mondiale cresce di tre unità al secondo, il collasso climatico è in corso, gli Oceani si svuotano di Vita e si riempiono di plastica, i ghiacciai si fondono, la bellezza diminuisce a vista, il consumo di territorio è enorme, i rifiuti si accumulano, la biodiversità cala vertiginosamente, il disagio aumenta, l’acqua è sempre più scarsa.
Dal quotidiano La Stampa (anno 1993):
Ecco un pensiero di Konrad Lorenz: “l’unico introito legittimo di energia del nostro pianeta è costituito dall’irraggiamento solare, e ogni crescita economica che consumi più energia di quella che riceviamo dal sole, irretisce l’economia mondiale in una spirale debitoria, che ci consegnerà a un creditore spietato….”
Il Creditore Spietato, evocato da Lorenz, non è un fantasma del futuro. Si presenta ogni giorno, e ogni sua apparizione è una rapina: si porta via della vita vivente, ma ci lascerà fino all’ultimo lo sviluppo. (Guido Ceronetti)
