IA: il miraggio della “ tecnica “ tra bolla finanziaria e giustizia sociale
di Fabrizio Pezzani - 18/10/2026

Fonte: Fabrizio Pezzani
La tecnica da mezzo diventa fine
L’affermazione dell’IA sembra abbia contribuito a modificare ulteriormente la prospettiva di studio e di applicazione del ruolo crescente della “ Tecnica “ (dal greco τέχνη [téchne) , "arte" nel senso di 'perizia', 'saper fare', 'saper operare') è l'insieme delle norme applicate e seguite in un'attività, sia essa esclusivamente intellettuale o anche manuale. Nel tempo la tecnica ha subito profonde accelerazioni nel suo sviluppo ed in quello del sistema economico che è sempre più stato visto come la forza trainante dei cambiamenti nei sistemi sociali , nei processi di produzione e distribuzione della ricchezza .
La tecnica negli anni non solo ha accresciuto il proprio peso nel corso della storia ma soprattutto ha cambiato ruolo : la tecnica da mezzo è diventato fine . E’ proprio tale mutamento qualitativo ad essere fondamentale per la nostra società tanto che oggi si può parlare di dominio della tecnica che diventa la gestione ideologica dell’economia e più propriamente della finanza che domina l’economia trasformandola da scienza sociale a scienza esatta e quindi giustificando un approccio totalmente razionale ad una ex scienza sociale che non riconosce più sé stessa.
L’uomo diventa un mezzo e non più un fine e l’individuo ha il dovere ed il compito , ma anche la necessità di favorire l’incremento della potenza della tecnica . L’uomo sotto il dominio della tecnica sarà costretto ad assecondare il potenziamento indefinito della tecnica ed “in ciò consisterà la giustizia della tecnica ovvero nell’adeguazione di ogni forma di agire allo scopo supremo e fondamentale della tecnica :l’incremento indefinito della capacità di realizzare scopi “ ( E. Severino, DIKE, Adelphi 2015 )…Alla guida dell’agire del mondo si pone la tecnica , l’ideologia vincente che sostituisce il capitalismo alla guida del mondo ed ha come scopo l’incremento indefinito della capacità di realizzare scopi come se fosse l’ultimo Dio.
“Si pone prima di procedere la necessità dal punto di vista economico chiarire la distinzione tra sapere tecnico e sapere morale trasmesso da Socrate che metteva in evidenza come il sapere tecnico -la tekhnè- sia condizione necessaria ma non sufficiente per il successo di un’azione in quanto quel sapere non ha la certezza che i suoi risultati siano un bene perché il bene ed il male sono sovraordinati :è il sapere morale che può definire in che misura il suo uso sia un bene od un male. ..La conoscenza che assicura la felicità individuale non è il sapere tecnico che può garantire la prosperità materiale ma il saper morale . Una società retta dall’esigenza della competenza tecnica non è certa di conoscere la felicità e dimentica il valore del sapere morale che dovrebbe definire il bene ed il male e non lasciare questo giudizio al sapere tecnico che diventa metafisico” ( Fabrizio Pezzani, E’ tutta un’altra storia,2013 , pag45/699)
“Questo passaggio separa la tecnica che diventa fine inconfutabile dall’uomo che perde come scriveva Bertrand Russel il “ sentire del cuore “ rendendolo indifferente alla banalità del male .” Quando la scienza si considera come una tecnica per la trasformazione di noi stessi e di quanto ci sta attorno vediamo che ci dà un potere del tutto indipendente dalla sua validità metafisica…Non appena si comprende l’insuccesso della scienza considerata come metafisica il potere conferito dalla scienza come tecnica si otterrà solo qualcosa di analogo all’adorazione di Satana cioè la rinuncia all’amore “( Bertrand Russel, La visione scientifica del mondo , Laterza , Bari , 2009 p.181) .
La tecnica , la giustizia sociale e l’assenza della politica
L’IA diventa il miraggio finale di un sistema che la erge a verità suprema capace di avviare un processo di ulteriore cambiamento nei modelli di sviluppo e sociali; in una fase , grazie alla finanza, di crescente aumento della disuguaglianza . La tecnica crea un ulteriore processo di concentrazione di ricchezza cavalcando una finanza che sembra esplodere in una bolla pericolosissima e crea un problema di conflitto di giustizia sociale perché il progresso tecnico contribuisce a generare reddito e solo dalla distribuzione della reddito dipende il grado di giustizia di una società in altri termini la ricerca esasperata di crescita del reddito se non legata ad una giustizia retributiva diventa un grave problema sociale . La ricerca dell’efficienza e della produttività grazie alla tecnica dell’IA non si accompagna ad una società giusta che già oggi è minata da una concentrazione di ricchezza senza pari nella storia ma questo riequilibrio è compito della politica che oggi è purtroppo soggetta al potere della finanza che la domina e si dimostra incapace di dare un ordine ai processi di crescita celebrati come panacea i tutti mali . La tecnica è fondamentale nella vita dell’uomo ma deve essere ordinata ad una visione di giustizia sociale che sta scomparendo perché la ricerca dell’efficienza e della produttività fini a sé stessa minano i problemi occupazionali che la sola massimizzazione della ricchezza finisce per distruggere il sistema distributivo che tiene insieme una società.
L’applicazione dell’IA alle attività di produzione ha come conseguenza dell’efficienza il calo dell’occupazione che diventa , se non temperato , un problema esplosivo ; l’avvio della tecnica senza coperture per le classi sociali diventa un problema sociale di devastazione del sistema di tenuta di una società ma sembra che la politica non si occupi del problema che la tocca direttamente . La stessa Ue non è in grado di affrontare in termini propositivi i problemi , alcune società hanno proposto di ridurre le ore lavorative ma di non abbattere le remunerazioni, possibile ma non facile. E’ evidente che si porrà un problema sociale simile alla cassa integrazione per la quale già non esistono fondi sufficienti e la gestione del bilancio con il debito alle stelle rischia di fare saltare il sistema ma se non ci pensiamo ora tutto diventerà più difficile , ora ci sono i cantori della IA senza riserve innalzandola a soluzione di tutti i problemi poi ci saranno i pianti per i danni occupazionali.
L’altro aspetto dell’IA che desta profonda preoccupazione è il legame con una finanza solo apparentemente infinita che rischia di diventare una bolla esplosiva .
L’IA , la tecnica e la bolla finanziaria
L’aspetto più preoccupante ora è il rischio di una bolla speculativa , l’avvio delle procedure per avviare l’IA richiedono ingenti investimenti in forma crescente basti pensare le sole Amazon, Meta,Microsoft ed Alaphabet dal 2021 ad oggi hanno investito oltre 5000mld/ in modo crescente e secondo Morgan Stanley gli investi menti al 2030 raggiungeranno i 7000mld/$ . Quasi tutti gli investimenti sono fatti a debito con il ricorso sia a finanziamenti diretti sia grazie a società veicolo che vengono a loro volta indebitate come era già successo nel 2008 con la bolla dei sub-prime quindi non siamo in grado di capire l’esatta entità dei finanziamenti e la correlata posizione debitoria se sia in grado o meno di essere coperta dai futuri ricavi mentre la borsa sta gonfiando la valutazione delle big tech. Se consideriamo le più esposte -Tesla, SpaceX, Invidia, Amazon , Meta, Apple, Microsoft, Alphabet – il loro valore cumulato di borsa è 26.660 mld/$ mentre il loro capitale netto , sempre cumulato , è di 1877 mld /$ ; in altri termini la borsa sta valutando le aziende in questione tra le 15 e le 20 volte il capitale netto . Si può temere uno squilibrio finanziario in un circuito dove i capitali investiti vengono rinvestiti negli stessi fornitori di infrastrutture alimentando una domanda guidata dall’ingegneria finanziaria , ma la domanda in questione diventa quando i ritorni futuri saranno in grado di ripagare gli investimenti e non arrivare al “ Minky moment “ .
In altri termini il Minsky moment si verifica quando le aspettative e la pubblicità portano ad assumere posizioni di rischio e di debito creati dalle aspettative più emozionali che razionali – le aspettative non sono conoscenze ma fa comodo pensarlo – gli stati patrimoniali delle imprese e delle banche diventano più fragili ed esposti a crisi finanziarie che si ripetono più intensamente, fino a generare bolle finanziarie sempre più disastrose. Le posizioni speculative, in queste fasi, si avvitano al rialzo in una sorta di schema Ponzi lontano dal reale, fino a quando la fiducia si incrina, il clima delle opinioni muta bruscamente e gli operatori non riescono più a finanziare le proprie posizioni scoperte di fronte ad un crollo dei prezzi; la crisi di liquidità si trasforma in una crisi di solvibilità ed il sistema collassa. Il sistema al momento sembra insensibile al problema reale ma purtroppo come da sempre succede le bolle crescono lentamente ma non si svuotano lentamente come è stato nei precedenti dalla bolla dei tulipani del 1637 poi quella di John Law nel 1719 e più vicino a noi quella del 1929 di Wall Street , delle Dot-Com del 1999 ed infine Lemhan del 2008 , è sempre stato così ma non lo vogliamo capire .
