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Il nuovo totalitarismo senza ideologie

di Francesco Petrone - 16/10/2026

Il nuovo totalitarismo senza ideologie

Fonte: Francesco Petrone

Il filo-sionismo si è trasformato in una tendenza per quasi tutte le destre italiane ed anche europee. Però, a ben guardare, osserviamo che il fenomeno si è esteso in modo pandemico anche al centro politico che un tempo si identificava con la cultura cattolica o in ogni caso, era espressione della cultura cristiana. Lo vediamo condizionare anche la sinistra istituzionale o mainstream e, in modo indifferenziato, tutto il mondo politico post '89. È più un conformismo ritenuto un obbligo sociale che una convinzione. Quel mondo che, trionfalmente, era stato indicato come quello nato dall' epoca in cui le ideologie finalmente erano morte perché, come profetizzava nell'euforia del momento Fukuyama nel 1989, si stava assistendo alla "fine della storia". Crollato il Muro, si era creata la certezza che non ci fosse più bisogno di ideologie, perché avremmo avuto un modello unico, tecnico, neutro. Niente più ideologie, solo competenze. Non più destra e sinistra, ma gestione. L'economia a cura di esperti, tecnici, la politica come amministrazione, la società come mercato che si autoregola. Il buon governo non avrebbe dovuto avere idee, ma solo numeri. In troppi, alla descrizione di questo incubo demenziale, hanno applaudito con le stesse speranze stupide con cui agli inizi del Novecento la borghesia della Belle Époque, in modo fatuo, applaudiva al progresso senza fine in modo irresponsabile. Nell'89 invece dissero: non più classi, popoli, comunità, ma individui che scelgono. La morale al posto della politica. Nasce la politica come moralismo permanente. In questo mutamento radicale non aveva vinto il liberalismo, che era altra cosa, ma è nato un autentico mostro che alcuni al suo esordio chiamarono turbocapitalismo, altri semplicemente liberismo o mercatismo e che sarebbe l'essenza dell'anarco capitalismo, un capitalismo selvaggio che non tollera alcuna regola. Per aderire a questo nuovo totalitarismo, espressione dell’oligarchia finanziaria, sembra che molti considerino obbligatoria l'adesione non solo all'ideologia sionista in modo acritico, unica ideologia politica ottocentesca superstite, ma anche all'atlantismo che, da alleanza militare tra Stati sovrani, con un fine unicamente difensivo in un determinato contesto storico, sembra essersi trasformato in ideologia anch'esso, con i suoi valori fondativi che sono diventati i valori per antonomasia. Anche il termine Occidente, da indicazione puramente geografica, si è trasformato in dimensione spirituale ed esistenziale di cui è obbligatorio sentirsi parte, a imitazione dell' ecumene del mondo romano e in seguito della cristianità. Anche l'euro, da semplice moneta per lo scambio, si è trasformato in ideologia economica liberista che impone rigide regole economiche e politiche. Come anche è stato il destino del dollaro che, fino al 1971, era una moneta ancorata all'oro, ma dopo, con Nixon diventa una moneta-fede che vale solo perché tutti sono obbligati a usarla per comprare petrolio e per stare nel sistema SWIFT, e da lì smette di essere solo strumento di scambio e diventa pedaggio, arma di sanzione e simbolo del modello unico occidentale, cioè una vera ideologia. Usarlo non significa più solo fare commercio, significa aderire a un determinato modello, e criticarlo non è più un dibattito tecnico ma un atto di disobbedienza morale. È diventato lui stesso ideologia. È questa la realtà per cui molti politici, intellettuali e militari hanno detto che i nostri figli dovrebbero andare a morire. Un nuovo feudalesimo finanziario in cui il privato si è sostituito al pubblico e in cui gli Stati si estinguono perdendo sovranità sostituiti da coloro che gestiscono le ricchezze