Il percorso verso la nuova grande guerra europea non sta rallentando
di Riccardo Paccosi - 23/10/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Prima che dalla giornata di domani ricominci il tran-tran sugli scontri di piazza, è bene rammentare che in questi stessi giorni, per quanto Trump stia cercando di rallentare la guerra russo-europea, il percorso verso quest’ultima sta procedendo a ritmo serrato.
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Venendo al presidente americano, abbiamo visto l’accordo sul gasolio russo da egli voluto, la parziale interruzione dei servizi Starlink all’Ucraina e, contemporaneamente, i suoi alleati Milei e Netanyahu arrivare ai ferri corti con la iper-guerrafondaia Gran Bretagna rispettivamente tramite nuova rivendicazione argentina sulle isole Falkland nonché tramite etichetta di “stato canaglia” appioppata ai britannici in ragione delle loro sanzioni contro Israele.
Le motivazioni di Trump sono tutt’altro che pacifiste e meno che meno sembrano volte – come sostiene invece la narrazione filo-trumpiana – alla creazione d’un mondo multipolare: semplicemente, la sconfitta finora inflitta dall’Iran agli americani ha messo in luce il venir meno della supremazia militare statunitense. Così, il 30 settembre scorso, il Segretario alla Guerra Peter Hegseth ha annunciato l’avvio del Meridian Project guidato da un triumvirato corrispondente ad altrettante reti di potere: la Paypal Mafia tramite Elon Musk, i Cavalieri Neri del Dark Enlightenment tramite il fondatore di Anduril Palmer Luckley e, infine, lo stesso Partito Repubblicano tramite uno dei suoi leader storici più noti, ovvero Newt Gingrich. Il lavoro del triumvirato consterà, a detta di Hegseth, dell’ideare e progettare gli strumenti finalizzati a garantire la supremazia tecnologica degli Stati Uniti “per le guerre future”.
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Dinanzi a questi progetti trumpiani all’insegna della lungimiranza bellicista, però, gli accelerazionisti dell’Apocalisse non stanno restando con le mani in mano: la Gran Bretagna e i suoi burattini baltico-scandinavi, Friedrich Mertz con la Bundeswehr al seguito, gli apparati dell’Unione Europea e della NATO, stanno infatti procedendo dritti verso la nuova Grande Guerra Europea.
Elencando alla rinfusa, possiamo citare i seguenti fatti e segnali:
• L’esercitazione NATO nel Mar Baltico, svoltasi dal 18 al 21 agosto, simulante l’assedio all’enclave russa di Kaliningrad.
• L’esercitazione NATO Steadfast-Noon, svoltasi dal 13 al 20 ottobre anche nei cieli italiani, simulante una guerra nucleare in corso.
• L’esercitazione congiunta tra Forze Armate e Servizio Sanitario Nazionale, svolta in Gran Bretagna il 20 ottobre, per pianificare la gestione di enormi flussi di morti e feriti negli ospedali.
• In Germania, l’invio dal prossimo gennaio e da parte della Bundeswehr di circa 500.000 questionari a compilazione obbligatoria, inviati ai giovani dai 18 anni in su al fine di testarne la disponibilità ad arruolarsi.
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Se tutto questo appare come una follia in relazione all’impossibilità - anche al netto dell’arsenale nucleare britannico - che l’Europa possa vincere un confronto con la Russia, bisogna dire che tale impressione si basa su un’errata percezione in merito all’immutabilità dello scenario americano: difatti, attualmente non vi è in ballo soltanto il possibile azzoppamento politico di Trump alle elezioni di mid-term, ma anche il dato per cui già adesso il controllo di quest’ultimo sulla NATO e sui suoi meccanismi interni appare limitato. Pochi giorni fa, per esempio, l’influente esponente dell'American Foreign Policy Council Thomas Kent ha scritto sulla necessità dell’ingresso diretto della NATO nel conflitto. E questo senza contare le dichiarazioni reiteratamente bellicose dei vertici miliari dell’Alleanza, da Mark Rutte in giù.
In sostanza britannici, tedeschi e guerrafondai vari stanno scommettendo tutto sull’ipotesi che, una volta innescato il conflitto in Europa, le pressioni interne ed esterne renderanno impossibile agli Stati Uniti il perseguire una linea isolazionista o, come oggi, di mediazione diplomatica. A quel punto quella Terza Guerra Mondiale decisa dalle èlite occidentali circa quindici anni fa, si materializzerebbe davanti ai nostri occhi.
