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In arrivo una "october surprise"?

di Massimo Mazzucco - 22/10/2026

In arrivo una "october surprise"?

Fonte: Massimo Mazzucco

Le prossime due settimane rappresenteranno un momento molto delicato nei già precari equilibri internazionali.
Trump e Netanyahu infatti vanno ad elezioni ravvicinate, e nessuno dei due ha la garanzia di non uscirne con le ossa rotte.
Se poi pensiamo che i due sono complici e responsabili per la recente guerra contro l’Iran, c’è il rischio concreto di una devastante “October surprise” a pochi giorni dalle elezioni: un nuovo attacco all’Iran, per giustificare in qualche modo la loro “necessità” di restare al potere. Solo due giorni fa Hegseth e Netanyahu si sono incontrati a Tel Aviv, e non credo che volessero discutere di calcio.
Così scrive Seymour Hersh sul suo Substack: “Israele, guidato da un primo ministro moralmente corrotto, e gli Stati Uniti, guidati da un presidente sempre più impopolare e privo di successi – entrambi alle prese con elezioni imminenti – tornano a parlare di un attacco congiunto contro un presunto sito di arricchimento nucleare in Iran. Se l'attacco pianificato contro l'impianto iraniano di "Pickaxe Mountain" dovesse concretizzarsi – come mi ha riferito questa settimana un esperto internazionale di petrolio ben informato – una conseguenza certa sarebbe la reazione dell'Iran, che colpirebbe gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo. In sostanza, gli Stati Uniti finirebbero per "scaricare" un'Arabia Saudita già in grave difficoltà. I sauditi, così come molti altri Stati del Medio Oriente ricchi di petrolio e gas, sono stati ripetutamente colpiti da droni e missili iraniani da quando, a febbraio, Washington e Tel Aviv hanno cospirato per riaccendere il conflitto contro l'Iran. Trump – impegnato in un'intensa campagna elettorale a sostegno dei Repubblicani, che rischiano una disfatta totale nelle elezioni per il Congresso del 3 novembre – non ha fornito alcuna spiegazione chiara sulla necessità di bombardare nuovamente l'Iran. Dal canto suo, Netanyahu, che affronterà le elezioni israeliane il 27 ottobre, considera un nuovo bombardamento di "Pickaxe Mountain" un elemento essenziale per la propria rielezione. L'Iran, al pari del Libano e dei palestinesi di Gaza – questi ultimi bersaglio costante dei bombardamenti israeliani – è tuttora privo di difese antiaeree significative.”
In una situazione del genere, sarebbe più che necessario che i vari leader europei denunciassero ad alta voce questo rischio, in modo da ricondurre in qualche modo i due pazzoidi alla ragione, prima che sia troppo tardi.
Ma voi pensate che sentiremo la voce di qualcuno?