Ha stato Putin
di Francesco Petrone - 21/10/2026

Fonte: Francesco Petrone
L'Europa non è mai stata una comunità. È stata un mercato, un trattato, una moneta, una burocrazia. Non ha mai avuto una lingua comune, un mito fondatore condiviso, un eroe fondatore comune pianto da tutti
Durkheim ti direbbe che senza un rito collettivo, senza un sacrificio condiviso, non c'è società. Ci sono solo individui scollegati.
Girard dice come si risolve di solito: se non esiste una comunità naturale, la dobbiamo costruire inventando un nemico.
Oggi l'Europa lo sta facendo in diretta, sotto i nostri occhi.
Vi prova con Putin. "Siamo uniti contro la Russia". È il capro perfetto. È esterno, lontano, storico, già codificato come il Male nella memoria della Guerra Fredda. Ogni crisi interna che subentra, un caro diesel, i maranza, gli studenti, gli scioperi, viene ricodificata come "ingerenza russa". Così non occorre spiegare il carovita, si deve solo difendere la democrazia.
È Schmitt che collima con Girard: l'Europa non riesce a dire chi è perché non ha un noi e allora dice con ossessione chi è il nemico. E spera che, odiando insieme lo stesso, soggetto, il continente diventi finalmente comunità.
In altre parole l'Europa non cerca un nemico perché è forte e deve difendersi. Cerca un nemico perché è vuota e deve inventarsi.
Se non trova Putin, lo inventa. Se non trova il russo, trova la lotta tra civiltà con l' Islam. O la Cina, o l' Iran o gli Stati canaglia oppure il sovranismo, l'autocrazia.
