La civiltà piegata alla dimensione economica
di Martino Mora - 14/10/2026

Fonte: Martino Mora
Nel momento stesso in cui una civiltà fa della dimensione economica il proprio centro assoluto, essa non solo si secolarizza, perdendo progressivamente la sua dimensione spirituale, ma si atomizza nell’incapacità di pensare se stessa altrimenti che come somma di individui, cioè di atomi intercambiabili.
Qualsiasi ordine gerarchico qualitativo è perduto per sempre, l’eguaglianza diventa valore supremo, mentre l’unica reale gerarchia accettata è quella quantitativa della ricchezza, tra atomi umani dal diverso reddito e capacità di acquisto.
Si nega ogni vera autorità. Resta solo il vero potere globale, il più subdolo e spietato: quello del denaro.
La democrazia si rivela plutocrazia, mentre il pensiero unico restringe gli spazi di libertà.
Tutto viene ridotto a merce: anche lo sperma, gli ovuli, i bambini da produrre in laboratorio e gli uteri da affittare per nove mesi.
Nella modernità liberalcapitalista, qualsiasi visione olistica, cioè comunitaria, si perde, e la libertà e i "diritti"vengono concepiti quasi esclusivamente come liberazione individuale da tutti i vincoli.
Da vincoli religiosi, etnici, comunitari, familiari, infine sessuali (i “generi” immaginati e immaginari diventano molteplici),
Proprio mentre si diffonde l‘ideale animale, che riduce l’essere umano ad una bestia come le altre (una bestia per di più ormai sterile), al contempo si afferma l’assoluta sovranità del medesimo ’animale umano come dio di se stesso.
Si deificano l’uomo e la donna proprio mentre li si abbrutiscono..
La ragione è ridotta a mero calcolo, nel trionfo ottundente del sentimentalimo da operetta e dell'istintualismo da trivio.
La tecnologia, come il denaro, è strumento e ragione calcolante che rivela se stessa come dominio e manipolazione integrale della realtà.
Tutta la modernità –e l’attuale cosiddetta post-modernità, che ne è la fase estrema – è un processo materialista e antropocentrico insieme.
Ma questi aspetti hanno rivelato del tutto solo ora, dopo la perdita generalizzata di ogni riferimento sacrale, religioso, trascendente, la loro piena natura nichilista.
Viviamo nella nuova barbarie. In un’epoca di assoluto oscuramento spirituale.
Ma chi sa ancora vedere ha il privilegio di non potersi piùi ingannare su ciò che vede.
