La domanda è: chi ha in mano il telecomando?
di Francesco Petrone - 22/10/2026

Fonte: Francesco Petrone
Ci dicono che le proteste sono spontanee. Poi ci dicono che sono organizzate dall'estero. Quale delle due?
Il nostro governo e quello francese, davanti alle recenti manifestazioni di protesta, hanno detto la stessa cosa. Ci informano che con molta probabilità dietro a tutto ciò ci sono degli Stati stranieri. Roma indica la Russia. Parigi aggiunge addirittura Iran, Cina e perfino Musk per non farsi mancare niente
Quindi ammettono candidamente e spudoratamente che loro sono a conoscenza che oggi esistono metodi sofisticati capaci di far scendere in piazza folle immense, per orientarle, per farle diventare strumento politico contro un governo. Dicono che è guerra ibrida e che è una prassi consolidata.
Infatti non è una novità. Abbiamo visto lo stesso schema all'opera per 30 anni. Ma ci veniva detto sempre che erano spontanee ed era giusta rabbia popolare contro governi a loro invisi.
Manifestazioni analoghe hanno preceduto l'intervento NATO in Libia e la fine di Gheddafi.
Manifestazioni analoghe in Siria hanno aperto la strada alla guerra civile e al Califfato.
Manifestazioni analoghe hanno disintegrato la Jugoslavia.
Manifestazioni analoghe in Iran sono state seguite da attacchi e sanzioni.
A Euromaidan dopo analoghe manifestazioni è nata la crisi ucraina che dura ancora oggi.
Le rivoluzioni colorate erano esattamente questo: dei tentativi dichiarati di innestare colpi di stato nelle ex repubbliche sovietiche, presentati come rivolte spontanee.
La NATO stessa ha teorizzato che quelle mobilitazioni erano leva per il cambio di regime.
Oggi non c'è più bisogno di inviare armi o istruttori. Oggi lo dicono loro stessi: con le attuali tecniche informatiche, con i social, con gli algoritmi, con l'intelligenza artificiale, si possono muovere folle a piacimento. Si può decidere chi vede cosa, quando indignarsi, dove andare a protestare.
Allora la domanda non è se le folle possano essere manipolate. Lo ammettono i governi per primi quando fa comodo a loro.
La domanda è: chi ha in mano il telecomando?
Anche il movimento degli ombrelli in Cina fu definito come "rivoluzione colorata" tentata da USA e Regno Unito per destabilizzare la Cina, con finanziamenti tramite ONG, National Endowment for Democracy, e supporto mediatico esterno. Per Pechino gli ombrelli sarebbero lo stesso modello di Euromaidan esportato in Asia.
Sul piano tecnico, nel 2014 e nel 2019 esistevano davvero gli strumenti come social, messaggistica criptata, crowdfunding internazionale. Per questo Hong Kong è diventato il caso di studio principale nelle scuole di guerra ibrida, sia per chi studia come si organizza una protesta senza leader, sia per chi studia come si contrasta.
Forse attualmente Italia e Francia farebbero meglio a tacere invece di svelare troppi altarini che rivelerebbero troppi torbidi di cui tutto l' Occidente sarebbe stato protagonista per troppo tempo.
