La regola aurea del potere
di Francesco Petrone - 23/10/2026

Fonte: Francesco Petrone
Crosetto alla BBC ha detto testuale queste parole:
"La maggioranza dell'opinione pubblica è contro gli aiuti all'Ucraina, ma noi abbiamo fatto 12 pacchetti e ne faremo un 13°. Non si può cedere all'opinione pubblica quando pensi che l'opinione pubblica stia sbagliando."
Formalmente ciò che ha detto è ineccepibile. È la teoria del rappresentante di Burke: io non sono delegato che esegue i sondaggi, sono fiduciario che decide con il proprio giudizio, anche contro la maggioranza momentanea.
In pratica però non stava parlando agli italiani. Stava parlando a Londra.
Il pubblico vero, quello che ha importanza, sono gli anglo-americani. La BBC è il megafono dell'establishment atlantico. Dire lì "non cediamo al popolo" vuol dire che l'Italia può avere il 60% contro le armi all'Ucraina nei sondaggi, ma il governo è solido, non si muove, potete contare su di noi. Siamo diversi dai governi che cadono se la piazza fischia. È un linguaggio da governatore.
È rassicurazione sulla continuità.Il 13° pacchetto, il 5% del PIL per la difesa, sono promesse fatte in sede NATO. Londra e Washington hanno paura di una cosa sola: che in Italia torni il "partito del gas a basso costo dalla Russia", come lo ha chiamato lui. Quindi Crosetto deve dire: anche se il popolo vuole il gas russo a basso costo e smettere di aiutare Kiev, noi non lo ascoltiamo. Stiamo con voi.
Usa il linguaggio che a Londra capiscono."Non cedere all'opinione pubblica quando sbaglia" a Londra è Churchill, è il discorso del 1940. È nobile. Se l'avesse detto a Vespa sarebbe sembrato "vi ignoro". Detto alla BBC sembra "Stato responsabile".
Non è cinismo, è come funziona un paese che è dipendente dal gas, con un'opinione pubblica tendenzialmente pacifista, ma che vuole stare nel club dei grandi, di chi conta. Deve continuamente dire al club: "non vi preoccupate del mio popolo, ci penso io a tenerlo".
Il problema è politico, non giuridico.
Quando lo dice la destra, come Crosetto ora: "il popolo sbaglia, influenzato dall'esterno, cioè dai russi, noi dobbiamo guidarlo verso il Bene". È paternalismo: il popolo è un minore da tutelare.
Quando lo diceva la sinistra sui populismi: "il popolo sbaglia, guardate Hitler è stato eletto democraticamente nel '33, quindi la volontà popolare non è sacra, va arginata". È lo stesso paternalismo, solo che il "influenzato dall'esterno" diventa "influenzato dai populisti, dai social, dalle fake news".
È sempre il potere che si dà la patente di capire quando il popolo ha ragione e quando ha torto.
Se il popolo vota come vogliono loro: "grande lezione di democrazia, la voce del popolo sovrano".
Se il popolo vota contro quello che voglio io: "il popolo è stato ingannato, disinformato, sbaglia, non bisogna assecondarlo, anche Hitler fu eletto".
È la regola aurea del potere. Da sempre.
Per questo Burke diceva anche l'altra metà della frase che Crosetto non ha citato: il rappresentante deve al popolo il suo giudizio, sì, ma deve anche poi tornare davanti al popolo e farsi giudicare. Se il popolo continua a pensare che sbagli, ti manda a casa. Non puoi fare il 13°, 14°, 15° pacchetto dicendo che il popolo sbaglia all'infinito.
Altrimenti non è più rappresentanza, è: io so dove sta il Bene e il Male, voi no. E quello non è più né destra né sinistra. È proprio la definizione di potere assoluto.
