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Non ci può essere lotta popolare senza un popolo dotato di una propria identità

di Vincenzo Costa - 18/10/2026

Non ci può essere lotta popolare senza un popolo dotato di una propria identità

Fonte: Vincenzo Costa

Ciò che non può essere cambiato può solo essere distrutto 
Se voi togliete ai popoli la possibilità di cambiare, se li mettete in un recinto stretto e asfissiante in cui tutto è già deciso, distruggete la possibilità di un progetto politico. 
Ogni progetto politico risulta velleitario, farsesco, irrealistico. Puro esercizio da salotto. Privo di credibilità. 
Le persone possono anche essere d'accordo, ma sono realiste e sanno che è fantasia. 
Nella coscienza popolare e' cresciuta la consapevolezza che non si può cambiare niente, e dunque che la democrazia liberale è una farsa inutile. 
Questo è il fondo di tutti i fenomeni attuali: le violenze, gli scontri, il voto di protesta.
Quando il bisogno di cambiare non può assumere la forma di un progetto politico, quando la speranza di cambiare muore, resta disperazione e rabbia. 
Inutile disputare e moraleggiare sui singoli fenomeni. 
Ma anche velleitario e' illudersi che siano segni di un inizio, di una rivitalizzazione della politica. Per due ragioni oltre quelle menzionate. 
1) sono scoppi di rabbia impossibili da unificare in un progetto di cambiamento. Non sono orientati da affermazione positiva, un ideale, una vita che vuole affermarsi. Sono solo reattive, non sono fenomeni collettivi, ma di massa. 
Non li sto disprezzando. Anzi. Sono fenomeni importanti perché la rabbia è una reazione a una espropriazione di possibilità di vita, delimita il senso del rispetto personale. Ma non difende una collettività. Può evolvere o non evolvere in questa direzione, se genera legame, se fa riscoprire forme di appartenenza. Altrimenti sarà, e credo sarà così, un fuoco di paglia, seguito da tanti altri fuochi di paglia. 
Contro qualcosa non è niente. Ma senza il "per qualcosa" non dura. 
2) sono espressione di rabbia individuale ma non espressione di rabbia collettiva. Ognuno protesta per sé, ma non per un popolo cui si appartiene. Probabilmente le lotte politiche in questa epoca possono essere solo di questo tipo, ma producono un cambiamento profondo nella nozione di lotta politica e di lotta popolare. Non ci può essere lotta popolare senza un popolo dotato di una propria identità. 
Ciò cui assistiamo non è un inizio: è un ulteriore momento del processo di disgregazione delle nostre società, una disgregazione resa inevitabile dalla chiusura elitaria di questi ultimi 40 anni. 
Le persone non ne possono più, anche se sanno che non possono cambiare. Da questa contraddizione nasce ciò che vediamo 
A muoverli è rabbia e disperazione, e' "muoia Sansone e tutti i filistei".