Una verità scomoda
di Laura Ruggeri - 22/10/2026

Fonte: Laura Ruggeri
Il Ministro della Difesa Guerra, Guido Crosetto, durante il Defence Procurement Forum di Roma, un convegno dedicato agli investimenti militari, aveva definito gli scontri di Milano «il punto di arrivo» di una guerra ibrida condotta contro l’Occidente attraverso strumenti come TikTok e YouTube.
Secondo Crosetto, «alcune nazioni hanno accumulato attraverso le piattaforme digitali una quantità di informazioni tale da poter conoscere e influenzare le nuove generazioni meglio delle loro famiglie. L’intelligenza artificiale ha reso questa capacità ancora più efficace.» Crosetto parla di una «controeducazione» che avrebbe modificato il rapporto dei ragazzi con le regole democratiche, precisando che il fenomeno riguarda i giovani italiani in generale e non solo quelli di seconda generazione. Attraverso la capacità dei social di amplificare certi contenuti invece di altri, uno Stato può usare la disinformazione per alimentare tensioni. Fin qui nulla di nuovo. Ma una domanda sorge spontanea, peccato che nessuno l'abbia posta al ministro. Chi, se non gli Stati Uniti, potrebbe verosimilmente controllare gli algoritmi di TikTok, YouTube e Instagram, dal momento che sono piattaforme americane?
