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L'ecologia profonda è carente nel sociale?

di Guido Dalla Casa - 17/02/2017

Fonte: Arianna editrice

 

  Una critica che viene mossa all’Ecologia Profonda è che sarebbe “carente nel sociale”. Questa critica ha come origine il solito antropocentrismo, sempre presente.  L’Ecologia Profonda si occupa di un “sociale” ben più grande di quello soltanto umano, di un sociale molto più esteso ed ecologico, il sociale del Complesso dei Viventi, o anche quello di lupi, bonobo, scimpanzé, api, termiti, formiche e così via; di una società complessiva, mista, simbiotica, che comprende il rapporto fiori-insetti, essenziale per la Vita. Con la consapevolezza che tutto è collegato. A proposito di impollinazione (fiori-insetti) qualcuno, che magari si occupa attivamente del sociale soltanto “umano”, ha pensato di usare i droni per impollinare le piante con fiori (Fanerogame). E le api? E il miele? Siamo alla follia! Purtroppo in alcune parti del mondo esistono già degli umani “pagati” per impollinare i fiori (in Cina? Ma anche altrove). Così “si crea lavoro”!! ..e si distrugge la Vita.

Movimenti “paralleli”

  Oltre alle Associazioni ambientaliste classiche accettate dal sistema, ci sono diversi movimenti che hanno qualche affinità con l’Ecologia Profonda, come la Decrescita Felice, i movimenti “di transizione”, e altri, che svolgono un’attività utilissima (ved. www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58046). Tuttavia scivolano spesso nel solito linguaggio economico, sociale, politico: sarebbe meglio attenersi ad un più solido linguaggio scientifico-filosofico e andare molto più alla radice della situazione complessiva. E’ notevole constatare che sono pervenuti all’Ecologia Profonda personaggi di formazione diversissima, come Gregory Bateson, Fritjof Capra, Rachel Carson, Frans de Waal, Jane Goodall, Konrad Lorenz, Aldo Leopold, Joanna Macy, Arne Naess, Rupert Sheldrake, Gary Snyder, Tiziano Terzani, Enzo Tiezzi, Leena Vilkka, e altri (ved. www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=53473).

  C’è chi ha iniziato con Spinoza, chi ha fatto amicizia con gli scimpanzé per 40 anni, chi si è divertito con l’equazione di Schroedinger , chi ha viaggiato per decenni attraverso l’Asia, chi ha visto la mente estesa in tutti gli esseri, chi ha studiato il comportamento dei sistemi complessi, chi ha capito a fondo le oche e i cani. Qualcuno ha meditato sulle Quattro Nobili Verità e sull’amore compassionevole verso tutti gli esseri senzienti. Ma tutti sono pervenuti allo stesso paradigma, allo stesso sottofondo di pensiero.

Conclusioni

  Il vero problema di oggi non è “la crisi economica”, ma il problema ecologico globale, da cui discendono tutti gli altri. L’Ecologia Profonda costituisce una proposta culturale che va alla radice del problema.

 L’Ecologia Profonda non è una specie di “ritorno alle origini” o una ”visione del mondo nostalgica”, anche se è presente in molte culture umane del passato e tradizioni spirituali antiche, ma si basa soprattutto sulle conoscenze che derivano da alcune tendenze della scienza moderna, che non sono ancora riuscite a diventare “maggioranza” perché richiedono un deciso cambio di paradigma, molto lontano da quello  della scienza meccanicista nata dal pensiero di Cartesio, Galileo e Newton e attualmente ancora imperante. Ma ci sono alcune tendenze più propriamente attuali, in cui si evidenzia che il richiamo spirituale dell’Ecologia Profonda non è un rifiuto della razionalità o una forma di misticismo, ma una visione del mondo che trae le sue basi da: la Fisica Quantistica, la Biologia, l’Evoluzione, le Scienze Naturali, la Dinamica dei Sistemi, gli studi sulla Mente, l’Ecopsicologia, le ricerche sulla mente degli altri animali e delle piante. Gli aspetti economici e politici del nostro mondo attuale sono effetti secondari, conseguenze di un sottofondo filosofico: l’economia è un piccolo dettaglio dell’ecologia e non viceversa, come è evidente anche dalla  scala dei tempi molto diversa.

  Purtroppo i personaggi più noti dei movimenti ecologisti “ufficiali” non hanno mai nominato pubblicamente l’Ecologia Profonda, né parlato della sua grande importanza: non è per caso, dato che i suoi principi comporterebbero modifiche considerate troppo forti alla società e soprattutto al sistema economico. L’Ecologia Profonda non è “carente nel sociale”, ma comporta modifiche considerate troppo drastiche anche nel sociale. Per quanto riguarda poi l’obiezione che “toglierebbe valore all’uomo”, basta domandarsi se ha più valore un tipo di cellule inserito in un Organismo, oppure una coltura di cellule tenute “staccate” in un laboratorio.