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Cosa è successo nello stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt?

di Marco Tarchi - 08/09/2026

Cosa è successo nello stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt?

Fonte: Inside Over

C'è chi l'ha chiamata la “valanga blu” e chi ha fatto risuonare l'allarme per il “ritorno dei nazisti”. Cosa è successo nello stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt? Alternative fur Deutschlandha stravinto le ultime elezioni statali ottenendo circa 44,8% dei voti, staccando nettamente l'Unione Cristiano Democratica (Cdu) del cancelliere Friedrich Merz (17,2%), Spd (9,3%), Verdi (8,9%) e Die Linke (8,6%). Per capire meglio come ha fatto Afd ha ottenere un successo così clamoroso, ma ancor più per provare a decifrare il futuro della Germania, abbiamo intervistato Marco Tarchi, politologo, esperto di populismo e professore ordinario presso la facoltà di scienze politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze.

Professore, era prevedibile il boom di AfD in Sassonia oppure, come molti giornali scrivono, è stata una sorpresa?

I sondaggi già da molti mesi indicavano una crescita di Afd intorno al 40%. Alle elezioni si è registrato un 4% in più. Si sapeva che ormai da tempo, nel Land interessato, la Cdu era in fortissima perdita di consensi. Quindi, anche se le cose sono andate ancora peggio per il partito del cancelliere Merz, non si è trattato affatto di una sorpresa.

Hanno già ribattezzato AfD come “il partito nazista”. C'è del vero o siamo di fronte a un'esagerazione giornalistica?

Ho avuto la sorpresa di vedere che anche il tuttologo principe della scena italiana, Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, nella versione online, ha scritto che quelli di Afd non sono neonazisti ma legati a Putin. A prescindere da questa seconda questione, chi parla di Afd come di un partito neonazista lo fa soltanto per propaganda, anche se fosse un intellettuale o un accademico.

Per quale motivo?

AfD ha tre correnti interne. Una corrente maggioritaria, attualmente, che esprime la sua leader principale, Alice Weidel, che si potrebbe definire nazional-conservatrice e liberale in economia. Poi c'è una tendenza che è certamente quella più forte nell'Est e quella che ha consentito questo grande successo nella Sassonia-Anhalt, che invece si potrebbe definire socialista nazionale, ovviamente senza invertire i termini, perché questo in Germania creerebbe ancora maggiore scandalo. Ed è questa piattaforma sociale avanzata, unita alla critica all'immigrazione, che ha garantito questo consenso.

E la terza componente?

È quella maggiormente criticata dagli osservatori, che potremmo definire nazionalista vecchio stampo, e che utilizza a volte delle frasi che di per sé non avrebbero nulla di particolare. L'esempio maggiore che si può fare è proprio la frase “la Germania ha di sopra di tutto”, che però in Germania non si può utilizzare perché si dice che sia stata utilizzata da Hitler. Insomma, c'è questa sorta di ossessione per cui tutto viene calcolato su quella base. Questa tendenza può anche a volte avere qualche piccolo riflesso nostalgico, certamente direi non superiore a quelli dei quali in Italia, attualmente, sta dando prova Vannacci.

A suo avviso il successo di Afd nella Sassonia-Anhalt potrà essere replicato anche su scala nazionale?

Ancora una volta i sondaggi sono piuttosto chiari: c'è un'avanzata di Afd in tutti i Lander. Però i veri successi, quelli eclatanti, con cifre tra il 30 e il 35% o addirittura di più, potranno venire esclusivamente dai Lander dell'Est. Ma la tendenza generale, con aumenti perfino a Berlino che sembrava completamente immunizzata contro una possibilità di crescita dell'AfD, parla di una possibilità di arrivare addirittura al 29%. Ed è chiaro che, se un domani questo risultato su scala nazionale venisse replicato, magari addirittura arrivando al fatidico 30%, il problema dell'esclusione totale e del cordone sanitario verrebbe messo veramente in rilievo e molti partiti sarebbero costretti a rivedere un po' le loro posizioni.

Secondo lei l'AfD sarebbe in grado di governare o ha dei programmi slegati dalla realtà e intrisi di populismo?

Naturalmente, come in moltissimi altri casi, c'è un eccesso di promesse in questi programmi rispetto alle possibilità effettive di realizzazione. Ma direi che non c'è nessun partito politico, negli ultimi decenni in Europa, che abbia tenuto fede a quello che aveva detto in sede elettorale e pre elettorale. Il discorso fondamentale sulle possibilità di governare, naturalmente, varia se parliamo di realtà locali o di realtà nazionali. Se, ad esempio, con un accordo con il partito di Sahra Wagenknecht o in altro modo riuscisse l'AfD a governare in Sassonia-Anhalt, sarà un test molto significativo. A livello nazionale questa prospettiva al momento la vedo chiusa dalla volontà di tutti i partiti tradizionali di sbarrare la strada. Ma il problema è che, per sbarrare la strada, devono sempre dar vita a coalizioni innaturali che poi non fanno nulla, quasi, perché si elidono i vari programmi e le varie richieste dei componenti delle coalizioni. E quindi questo favorisce ulteriormente i partiti nazional-populisti, che poi aumentano di nuovo il loro consenso.