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I bravi dei nuovi Don Rodrigo decidono chi deve passare e chi no

di Antonio Catalano - 09/07/2026

I bravi dei nuovi Don Rodrigo decidono chi deve passare e chi no

Fonte: Antonio Catalano

I fatti di Genova di lunedì sera ci dicono che la corda non la puoi tirare oltre il suo limite naturale di rottura. Se ci sono forze politiche come Avs e Anpi e centri (a)sociali che scendono in piazza per impedire il proseguimento di una fiaccolata di cittadini autoconvocati che chiedono più sicurezza in città vuol dire che queste agiscono in nome e per conto di interessi superiori anti-popolari. Perché una cosa è certa, il popolo teme il disordine, in esso la sopraffazione diventa quotidiana, fisica, dilagante, solo i ricchi e i potenti non solo non c’hanno niente da perdere per via dei sistemi di protezione di cui godono ma acquisiscono così maggiore possibilità di controllo sociale, un popolo intimorito è più facile da gestire. Il popolo è disposto a mettersi in gioco, a rischiare il disordine, solo a condizione di intravedere un ordine nuovo nel quale condurre un’esistenza più giusta e tranquilla. Solo l’anarchismo e il ribellismo, figli viziati delle classi privilegiate, possono teorizzare l’esclusione del principio d’ordine dal vivere associato. I cittadini chiedono sicurezza perché le città (anche quelle piccole, ormai) sono diventate giungle dove a ogni angolo si nasconde un pericolo, dove a una certa ora scorrazzano bande di ragazzini (i cosiddetti maranza) che intimidiscono e spesso aggrediscono per puro divertimento, perché ci sono giovani maschi stranieri che vagano senza meta e facilmente brandiscono coltelli e machete e nelle donne “sotto tiro” vedono prede da aggredire. Se quindi i cittadini autoconvocati di Genova scendono in piazza per reclamare sicurezza nei propri quartieri non è perché sono sostenitori di dottrine politiche securitarie, autoritarie, xenofobe come vogliono far credere quei fanatici intolleranti che pretendono di essere i migliori, quelli umani contro la barbarie che avanza, quelli che, in virtù di questa odiosa e infondata presunzione, decidono che la manifestazione non s’ha da farsi. Sono, questi, i nuovi “bravi” al servizio dei don rodrigo che non amano che si sgarrino le proprie regole.