Il nodo di Gordio
di Francesco Simpatia - 11/06/2026

Fonte: Francesco Simpatia
Rileggevo "Il nodo di Gordio" di Junger e Schmitt, e la parte più politicamente rilevante è quella del giurista. Schmitt ci ricorda che la storia non si ripete, gli eventi sono sempre specifici, collocati in un momento preciso, ma, come per Toynbee, si articolano sempre sul binomio challenge-response, sfida-risposta. Questo indica che ogni tornante storico decisivo è attraversato almeno da una grande domanda, da una grande tendenza, che deve essere compresa in tutta la sua portata. Ebbene, è almeno dalla comparsa del "momento" populista che i popoli, massificati e atomizzati finchè si vuole, cercano di tornare sulla scena. E non sono mai i singoli a fare la storia, a decidere del futuro, sono i popoli, i quali si fanno portavoce di correnti profonde, anche difficili da capire. Questo grumo oscuro che agita la storia sta facendo irruzione nell'unico modo in cui può farlo, dal momento che non viene compreso e incanalato positivamente dalla politica e dalla società. La rivolta violenta chiama alla mente quel moto che fa la storia, che la tiene viva e costringe i cambiamenti bruschi, le rotture nel tempo storico. Sorel torna a parlarci. L'unico approccio possibile, è quello di chi osserva gli eventi e attende il momento per inserirvisi in modo operativo, creativo, attivo. Perchè oramai il flusso non può e non deve essere arrestato. Non serviranno appelli *contro* le rappresaglie, non bisognerà invocare la calma. Bisognerà lasciare che le cose facciano il loro corso, che i popoli d'Europa trovino la loro espressione storica spontanea. Bisognerà capire quale sia la *challenge* del nostro tempo, dove tende il nostro futuro.
Allora si potrà fare largo un progetto politico reale, concreto, che oggi non ha nome e che non potrà avere i simboli e il linguaggio del passato. Le nuove sintesi le abbiamo davanti agli occhi, sta a noi smetterla con le rigidità teoriche. Siamo nel pericolo, ma solo il pericolo è fecondo."
