Unificazione dei fronti, ovvero formalizzazione della Terza guerra mondiale
di Riccardo Paccosi - 26/07/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Due fatti hanno formalizzato ciò che già sapevamo da tempo e, naturalmente, si tratta di azioni d'escalation da parte dell'Occidente:
1) L'Ucraina ha bombardato una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio, con tanto di rivendicazione da parte di Zelensky.
2) La CIA, l'Ucraina e altre forze occidentali stanno diffondendo la tesi che l'Iran stia avendo sostegno tecnologico russo e cinese per colpire i bersagli (in realtà, del sostegno cinese su tale specifico versante si sapeva da mesi, mentre rispetto a quello russo finora non era trapelato nulla). Insomma, secondo tale narrazione l'America starebbe fronteggiando un blocco unitario con tutto quello che ciò comporta in termini di potenzialità di escalation.
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Rispetto al punto 2), Trump ha smentito in sede di conferenza stampa che sussista un aiuto russo-cinese agli iraniani ma, giunti a questo punto, continuare con l'esegesi intorno agli intenti esotericamente "pacifisti" di Trump sarebbe solo perdita di tempo giacché abbiamo appurato in via definitiva quanto già osservato durante il suo mandato 2016-2020: non è tanto che Trump abbia il potere di cambiare il mondo quanto che sia invece il mondo ad avere il potere di cambiare Trump.
Questo lo si può affermare elencando giusto alcune delle recenti débacle:
- l'agenda di pacificazione con la Russia definita ad Anchorage nell'agosto 2025, risulta ormai cancellata;
- l'accordo con l'Iran stipulato a giugno, si è risolto nell'ennesima escalation mediorientale;
- la confusione e l'inaffidabilità del personaggio, ormai, prescindono da quello che si può considerare giusto o sbagliato: vedi il pasticcio dell'accordo sull'uranio arricchito con l'Arabia Saudita, che Trump ha fatto saltare dal giorno alla notte con un post sui social.
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Sul versante eurofederale, ogni sforzo è volto a marciare verso la guerra aperta con la Russia: la guerra è oggi l'unico scenario futuro contemplato da tutti i leader di quella Europa Unita rispetto alla quale nessuno, neanche i più scettici fra noi, trent'anni fa aveva previsto potesse in modo tanto estremo fare sì che il sogno si tramutasse in incub.
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Sul versante interno alle nazioni, l'ultima notizia di attentato a Berlino ci dà conferma di come, grazie alle politiche immigrazioniste e ai loro effetti di disgregazione sociale, destra e sinistra abbiano assunto il pieno controllo dell'opinione pubblica al fine di bloccarne ogni insorgenza.
Il fatto che la vicenda specifica di Berlino palesi una contraddizione interna alla sinistra riguardo alla pretesa di tenere assieme agenda Lbbt e immigrazionismo, conta fino a un certo punto: in ogni caso, destra e sinistra si stanno muovendo in sinergia affinché la società finisca avvolta da un conflitto orizzontale interetnico facente sì che intanto, a livello verticale, tanto le pecore immigrazioniste quanto quelle remigrazioniste si lascino passivamente condurre al macello.
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L'opposizione anti-sistema, oggi, non può prevenire la guerra e questo significa che un movimento "per la pace" sarebbe una perdita di tempo nella stessa misura in cui sarebbe necessario, invece, un movimento europeo internazionale finalizzato ad abbattere l'Unione Europea.
Sia come sia, chi è all'opposizione si troverà in uno stato di guerra con tutto ciò che ne consegue sul piano legale. E questo significa che dovrà forse fare i conti con l'ipotesi dell'ingresso in clandestinità o, più probabilmente, con l'assunzione del modello organizzativo proprio delle società segrete.

