L'orda rossa
di Fabio Filomeni - 14/07/2026

Fonte: Fabio Filomeni
La prossima crociata di Trump è già stata dichiarata: il terrorismo rosso. Ad inaugurarla sarà il segretario di Stato americano Marco Rubio con un summit internazionale che si terrà a Washington dal titolo “rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra”. Gli americani, si sa, hanno sempre bisogno di individuare un nemico per giustificare le loro guerre in giro per il mondo. Dal momento che gli è andata male con gli attacchi ripetuti all’Iran e alla Palestina che non hanno scatenato per rappresaglia il terrorismo jihadista con attentati in Europa (come avvenne all’indomani della guerra in Iraq e la creazione per mano USA dell’Isis) adesso provano a riesumare l’antifascismo, che fa sempre una certa presa tra l’erudito popolo della civiltà degli hamburger. Tireranno fuori la sempreverde leggenda dei comunisti che mangiano i bambini e potranno finalmente preparare l’attacco a Cuba già più volte minacciato. Non è un caso che sia proprio Rubio, figlio di cubani emigrati, a tenere il summit contro il “terrorismo rosso”. Fossi Sanchez comincerei a preoccuparmi, perché oltre alla Meloni un altro leader poco gradito – per usare un eufemismo – al bullo americano è proprio il socialista spagnolo che gli ha negato le basi americane per le scorribande guerrafondaie in Medioriente. Gesto per nulla gradito a quel complesso industrial-finanziario militare che ha il suo centro di potere nel Pentagono. Insomma, dopo la “false flag” delle armi di distruzione di massa di Saddam, dell’11 settembre e di Bin Laden, dell’uso di armi chimiche da parte di Assad, dell’Iran che costruisce bombe atomiche, adesso gli USA sono ritornati al maccartismo degli anni Cinquanta, con la caccia ai presunti comunisti e sospetti sovversivi. E chissà che in Italia non tornino a riesumare pure le Brigate Rosse…
