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Docenti

di Martino Mora - 13/07/2026

Docenti

Fonte: Martino Mora

Il ceto dei docenti di scuola media, superiore ed inferiore, svolge un ruolo centrale non solo e non tanto per la trasmissione del sapere (cioè per il suo compito ufficiale), ma anche per quello della trasmissione dell’ideologia dominante.
La professione docente produce e trasmette non solo saperi oggettivi, ma soprattutto saperi ideologici, soggettivi, del tutto opinabili, spesso persino orwelliani, ma spacciati per verità definitive, che servono al sistema per perpetuarsi. Il pensiero unico, insomma.
E mentre la scuola italiana abbassa sempre di più, con la scusa dell' ”inclusione” ,i suoi standard qualitativi nella trasmissione del sapere puro, svolge  invece un ruolo sempre più intenso, con l'invasione dei demenziali "progetti", nell’indottrinamento ideologico dei giovani.
E’ un indottrinamento che, semplificando all’osso, corrisponde alla trasmissione acritica dei valori liberali di sinistra, in gran parte di provenienza  anglosferica.  
Semplificando ulteriormente, si tratta dell’ideologia politicamente corretta del Partito democratico italiano, che è poi la copia di quello americano.  
Antonio Gramsci ha tragicamente  ceduto il passo, da un pezzo, a Walter Veltroni e infine a Michela Murgia.
Gli insegnanti, insomma, sono la cinghia di trasmissione  essenziale al sistema liberalcapitalista per perpetuarsi, con tutti i falsi dogmi che lo legittimano: dallo scientismo darwinista  al culto dei “diritti”, dall’odio per il passato - giudicato sempre oscurantista -  alle giullaresche  panzane su “la Costituzione più bella del mondo”,  dall’elogio dello sradicamento planetario  al vittimismo femminista,  dal rifiuto dei confini di ogni tipo al più becero istintualismo panerotista spacciato per  “educazione affettiva”.
Fino alle idiozie dell'agenda Onu 2030 e alla folie del "wokismo" fucsia con cessi neutri e carriere alias.  E potrei continuare.
Ciò che però sfugge alla maggioranza degli insegnanti è che, in quanto parte del ceto piccolo borghese senza possibilità di reale  ascesa sociale (né economica né di prestigio) essi non sono tra i vincenti della globalizzazione felice (se mai ne esiste una).  Ma tra i perdenti di quella infelice.
A differenza dei loro colleghi universitari, o dei gazzettieri propagandisti delle grandi redazioni giornalistiche, gli insegnanti delle scuole medie superiori e inferiori, licei compresi, sono tra i perdenti del sistema. Ma pensano assurdamente di non esserlo, servendo fedelmente un regime che li umilia ed emargina.
Per quanto il “populismo” si sia rivelato in Italia e  spesso altrove un grande bluff, esso ai suoi inizi  suscitò il fuoco di sbarramento  demonizzante dei media della classe dominante .  
Il grosso del ceto degli insegnanti, avido lettore della propaganda  dei  giornaloni liberal, si accodò prontamente, bollandolo da subito con parole di disprezzo e di demonizzazione.
La stessa cosa per il movimento no-vax, demonizzato nelle scuole come “antiscientifico” nonostante gli obblighi vaccinali e le varie umiliazioni (comprese le interminabili ore di lezione con mascherina pesante obbligatoria: ne so qualcosa ) imposti a una classe docente generalmente contenta di essere trattata come cavia.  
Per questo  il ceto degli insegnanti, al quale purtroppo appartengo,  é un ceto tragico e patetico al contempo.
Agisce come  cane da guardia del sistema, pur essendo completamente subalterno e svantaggiato, con stipendi fermi al palo, un tenore di vita in contrazione  e una considerazione sociale sempre più misera.
Un ceto perdente ed umiliato che invece di ribellarsi, come dovrebbe fare, anche attraverso  un’ evoluzione teorica di rifiuto  dell’ideologia dominante  politicamente corretta anglosferica, e di contestazione integrale dell'esistente. preferisce servire fedelmente il potere che lo umilia.
Similmente  a ciò che accade anche nella Chiesa con  l'autodissoluzione  del clero modernista e conciliare, tutto ciò non può  essere spiegato che come idiotismo integrale e completo oscurantismo dello spirito.
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