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Un’Europa suicida, affetta da filo sionismo e islamofobia

di Luigi Tedeschi - 24/05/2026

Un’Europa suicida, affetta da filo sionismo e islamofobia

Fonte: Italicum

L’Italia si riscopre sovranista? Sembra mediaticamente resuscitato il patriottismo italiano, con la condanna di Mattarella, del governo e tutti i partiti di opposizione per il trattamento riservato da Israele ai 430 militanti di “Global Sumud Flottilla”.

Imbarcazioni italiane, con un atto di pirateria, sono state sequestrate in acque internazionali dalle forze armate israeliane, che hanno aperto il fuoco contro natanti civili disarmati, battenti bandiera italiana: l’azione israeliana si configura quindi come una vera e propria aggressione al territorio italiano. All’arresto illegale, hanno fatto seguito violenze e torture perpetrate nei confronti degli attivisti italiani e le invettive suprematiste del ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Ben – Gvir: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa» … «sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente di che, ma sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo». … «Ottimo lavoro, così si fa, non lasciatevi turbare dalle loro urla».

Da parte italiana sono state invocate sanzioni europee nei confronti del ministro Ben – Gvir. Appare sorprendente, che l’Italia, del tutto omologata alle politiche filo sioniste dalla UE, abbia chiesto in questo caso l’erogazione di sanzioni europee. Non sono state applicate sanzioni nei confronti dello Stato ebraico, quale responsabile di genocidio a Gaza per l’uccisione di oltre 70.000 palestinesi, con la relativa replica nell’attuale invasione dl Libano, quale artefice degli incessanti atti di barbarie compiuti dai coloni israeliani in Cisgiordania ai danni della popolazione araba. Attualmente sono detenuti nelle prigioni israeliane quasi 10.000 palestinesi (con la formala della “detenzione amministrativa”, cioè senza imputazione e alcuna garanzia legale), oggetto di un regime carcerario disumano, da parte delle autorità israeliane.

Israele non ha mai rispettato alcuna direttiva dell’ONU e, pur violando sistematicamente i più elementari diritti umani, viene accreditato dall’Occidente quale unica democrazia del Medio Oriente. In realtà Israele poteva e doveva essere sanzionato in sede UE, con la abrogazione dell’Accordo di Associazione Israele – UE del 2000, secondo cui, l’istituzione del regime di libero scambio tra le parti era subordinato al rispetto dei diritti umani. E’ rimasta invece in vigore la cooperazione economica e militare tra la UE e Israele, con relativo sostegno al debito pubblico israeliano, quale fonte di principale finanziamento alle guerre aggressive e genocide dello Stato ebraico. La cyber sicurezza italiana continua ad essere appaltata a Israele. L’Italia acquista da Israele il 20% delle proprie importazioni di armamenti. 

Dalla richiesta di sanzioni europee da parte italiana emerge un malcelato bluff: l’Italia ha convocato l’ambasciatore israeliano e ha chiesto all’Europa che vengano erogate sanzioni individuali nei confronti del ministro Ben – Gvir, non verso Israele. E’ quindi del tutto ragionevole ritenere che qualora l’IDF non avesse angariato i prigionieri, le palesi violazioni del diritto internazionale commesse da Israele sarebbero passate sotto silenzio.

Il mainstream condanna infatti i crimini del governo Netanyahu, non la guerra genocida di Israele, gli attentati terroristici che hanno causato la morte delle leadership iraniane e sciite del Libano e l’aggressione all’Iran, che invece hanno riscosso il consenso dell’80% della popolazione israeliana. Il governo Netanyahu quindi, potrebbe essere sconfitto nelle prossime elezioni, ma non a causa dei crimini commessi contro l’umanità (già oggetto di condanna da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia), ma per non essere riuscito a conseguire alcuna vittoria nei 7 fronti di guerra aperti da Israele in Medio Oriente. Un nuovo governo, magari più estremista e genocida, potrebbe riuscire nell’intento di realizzare il progetto della Grande Israele, obiettivo mancato da Netanyahu.

Le condanne italiane ed europee verso il governo attualmente in carica, hanno lo scopo di esorcizzare i crimini di Israele, addossandone la responsabilità esclusiva al governo Netanyahu, conferendo una nuova legittimità e integrità morale ad Israele, quale fondamentale potenza regionale e alleato strategico essenziale degli USA in Medio Oriente. Gli stessi governi europei necessitano di una evidente autoassoluzione dalle loro complicità nelle atrocità belliche di Israele. Pertanto, secondo la narrazione del mainstream ufficiale, con la fine del governo Netanyahu, una volta eliminata questa setta di fanatici impazziti, l’Occidente ne risulterebbe rigenerato, legittimato cioè ad assolvere il ruolo imperialista di civiltà superiore, esportatore su scala planetaria di libertà, democrazia e diritti umani. Ma il ritorno allo status quo ante, di dominio incontrastato dell’Occidente in Medio Oriente e nel mondo, appare, oltre che antistorico, impossibile.

Da tutto ciò emerge la conferma dell’orientamento filo sionista radicato in Italia ed Europa. Un filo sionismo con due differenti versioni, una di destra e l’altra di sinistra, diversificate, ma convergenti. Quella di destra si richiama all’Occidente quale scelta di civiltà, Occidente di cui Israele rappresenterebbe un baluardo insostituibile atto al contenimento dell’espansione islamica e ad affermare il suprematismo bianco nell’area mediorientale. Quella di sinistra invece, si richiama alla "religione dell'Olocausto" un dogma laico volto a giustificare le politiche imperialiste dell’Occidente in Medio Oriente pur condannando i genocidi.

Analoga logica presiede alla narrazione del mainstream riguardo all’attentato di Modena commesso da Salim El Koudri, immigrato marocchino di seconda generazione, nato in Italia. L’autore del crimine è risultato affetto da disturbi psichici, ma le modalità dell’attentato sono simili a quelli perpetrati dall’estremismo islamico in Francia e Germania.

Facendo leva sull’origine arabo – islamica dell’attentatore, si vorrebbero suscitare nelle masse sentimenti di islamofobia nei confronti degli immigrati, includendo in una sintesi semplicistica e demagogica, ma assai efficace dal punto di vista mediatico, le problematiche dell’immigrazione, del terrorismo e dell’Islam. Con l’infondere nella psicologia di massa l’assimilazione trasversale di Hamas, Hezbollah e Iran all’Isis, Al Qaeda e all’estremismo jihadista, si vuole promuovere una campagna di odio basata sull’islamofobia, con rilevanti ricadute nella percezione della pubblica opinione degli eventi della guerra tra Usraele e Iran. Afferma a tal riguardo Franco Cardini: «Non si può generalizzare sull’Islam. La Umma (l’insieme delle comunità islamiche) è composta da un miliardo e 700 milioni di persone, sparse su tutto il globo, e non esiste un Paese dove vivono solo musulmani o dove sono assenti. In parte questa resistenza è causata dall’ignoranza, ma va riconosciuta anche l’esistenza di una certa malafede. Se nel primo caso è possibile fare qualcosa, purtroppo nel secondo è ben più difficile intervenire».

L’immigrazione incontrollata verificatasi in Europa da decenni, genera seri problemi di carattere economico – sociale, ma l’obiettivo delle pulsioni xenofobe presenti nei paesi europei rimane l’immigrazione islamica, mentre assai poco si parla della criminalità organizzata delle mafie cinesi o nigeriane presenti sul territorio europeo. L’islamofobia è una arma di distrazione di massa, messa in atto allo scopo di incanalare il dissenso delle classi subalterne europee contro l’immigrazione islamica criminalizzata, occultando i fallimenti del sistema finanziario neoliberista istaurato dalle classi dominanti della UE.

Le politiche di integrazione si sono rivelate già da tempo fallimentari. Infatti, la vasta presenza di immigrati extracomunitari in Europa ha comportato l’istaurarsi di contrapposizioni di natura culturale ed identitaria, che si antepongono alla ordinaria conflittualità economico – sociale. Le fratture manifestatesi nella società cosmopolita occidentale non sono pertanto sanabili.

Inoltre, evocando la minaccia di una possibile sostituzione etnica degli europei da parte di popolazioni islamiche, di una invasione islamica tesa a sradicare una cultura e una religione cristiana che quasi più nessuno pratica, del diffondersi del fanatismo estremista nelle nuove generazioni, della non assimilabilità   alla società occidentale di ingenti masse di extracomunitari radicate nella propria cultura e religione, si vuole ricompattare l’Occidente, non nella sua cultura identitaria, ma nella contrapposizione ideologica amricanocentrica contro le potenze emergenti del mondo multipolare, specie contro l’Iran.

Identificato nell’Islam il nemico assoluto dell’Occidente, quale religione oscurantista, tirannica, dedita al terrorismo, il mainstream persegue l’obiettivo di occultare i crimini commessi da Israele nel genocidio di Gaza. Anzi, nella psicologia delle masse occidentali assuefatte alla droga mediatica, dinanzi alla minaccia esistenziale dell’aggressione islamica al “mondo libero”, la guerra genocida di Israele verrebbe perfino giustificata, quale estrema difesa dell’Occidente dinanzi a tale nemico irriducibile.

All’islamofobia fa peraltro riscontro la censura sistematica dell’informazione messa in atto dalle autorità della UE, allo scopo di esporre alla gogna mediatica ogni dissenso nei confronti di Israele, con la  criminalizzazione di ogni fonte di informazione alternativa, tacciandola di antisemitismo.

Anche l’islamofobia si differenzia in due versioni diversificate, una di destra e l’altra di sinistra. Quella di destra si richiama alla difesa di una identità etnico - culturale dell’Europa ormai quasi del tutto scomparsa, facendo leva anche sull’espansione demografica degli immigrati islamici (razzismo etnico). Quella di sinistra afferma la superiorità della cultura occidentale sulla base dell’esportazione su scala globale di valori universali dei diritti individuali, della democrazia, dell’LGTB, misconosciuti dalla società islamica bigotta, totalitaria, refrattaria alla emancipazione femminile del “mondo libero” (razzismo ideologico). Trattasi di due forme di razzismo diverse, ma convergenti nell’affermare il suprematismo occidentale. Infatti, al contrario di quanto accaduto con il sostegno incondizionato all’Ucraina invasa dalla Russia, nessuno ha condannato l’aggressione dell’Iran da parte di Usraele, con la palese sconfessione del diritto di autodeterminazione dei popoli sancito dall’ONU. Anzi, l’Occidente ha alla unanimità istigato la popolazione iraniana alla ribellione contro la Repubblica islamica aggredita in nome della democrazia, sostenendo addirittura le pretese dinastiche dell’ex scià di Persia (regime peraltro totalitario e repressivo).

L’Europa attuale sembra aver assunto quali valori unitari la russofobia, l’islamofobia, il filo sionismo. Disvalori virtuali idonei a generare, con la diffusione del terrore mediatico, uno stato di emergenza permanente, imposto da una elite tecnocratico – finanziaria totalitaria, nel folle intento di sopravvivere ad un Occidente ormai condannato alla propria decomposizione interna.

Non sarà certo la minaccia islamica a far dissolvere la UE, perché l’Europa è vittima di se stessa, è essa stessa responsabile del proprio suicidio.