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Tre populisti grandi e tre piccini

di Marcello Veneziani - 04/05/2014

Fonte: Il Giornale


In principio il populismo era il demonio e Berlusconi il populista da scacciare. Ma in Italia prima danno tutti addosso alla bestia, poi si fanno simili a lei. Così sono diventati tutti populisti


In principio il populismo era il demonio e Berlusconi era il populista da scacciare. Ma come spesso accade in Italia, prima danno tutti addosso alla bestia; poi, se non riescono a eliminarla, si fanno simili a lei. Da noi si usa così: esorcismo o mimesi, demonizzare o imitare. Così sono diventati tutti populisti. Tenete a mente questa formula magica: tre virgola tre. Per le europee si fronteggiano tre populisti grandi e tre piccini.

I grandi sono Grillo, Renzi e Berlusconi. Grillo è la versione strong del populismo, urlato e apocalittico. Renzi è la versione light del populismo, piacione e compiacione. Berlusconi è il prototipo dell'ego-populismo, a volte falco, a volte colomba. Per la prima volta non dovrà vedersela con antagonisti ma con imitatori, uno in versione estremista e agitata, l'altro in versione governativa e pastorizzata. Renzi ha usato gli 80 euro come lui usò l'Imu e sceneggia di risolvere i problemi al volo, imitando lo slogan «Fatto» del governo Berlusconi. Grillo esaspera l'antipolitica e l'antieuro del berlusconismo. Ma Beppe è forcaiolo, promette di meno e minaccia di più: non la casa a tutti, ma tutti a casa.

I tre populisti piccini sono invece Meloni, Salvini e Tsipras. I primi due non sono imitatori ma populisti doc. Tsipras si presenta da noi come l'antidoto ai populismi ma deve il suo successo in Grecia alla lotta populista contro le oligarchie europee, le banche e i poteri forti. Così il populismo fu prima scomunicato all'unanimità e poi fu votato all'unanimità. Ecumenici o paraculi?