Da Flaiano a Ranucci, il passo è breve
di Massimo Mazzucco - 09/07/2026

Fonte: Massimo Mazzucco
Con una intuizione folgorante, una volta Flaiano disse: “In Italia la situazione è grave, ma non è seria”.
E’ una specie di ossimoro che sembra ripetersi quotidianamente. Da ministri degli esteri che affermano sereni che “il diritto internazionale esiste fino a un certo punto”, a presidenti del consiglio che chiedono ai cittadini se “preferiscano la guerra o il condizionatore”, sembra esserci sempre una sfumatura di cialtroneria clownesca, anche nelle cose più serie.
Accade così anche per il più recente evento di cronaca: l’attentato (presunto, dovremmo dire a questo punto) a Sigfrido Ranucci.
Non dimentichiamo che l’attentato a Ranucci era stato denunciato unanimemente da sinistra (con sdegno teatrale) e persino da destra (obtorto collo) come “attacco inaccettabile alla libertà di parola”. La sinistra poi se ne approfittò in modo ignobile, quando ad Amsterdam, davanti ad una platea internazionale, Elly Schlein disse: “la libertà di parola è a rischio quando la destra è al governo”.
Lei aveva già deciso che a mettere la bomba era stata la destra, perchè ovviamente Ranucci è uomo di sinistra. (Destra=cattivi e ingiusti, sinistra =buoni e giusti).
Ora invece salta fuori che l’attentato (senza vittime) sarebbe stato organizzato da un amicone di Ranucci, per dare visibilità e credibilità al conduttore “integerrimo”, in vista di una sua possibile candidatura politica.
Praticamente, un petardo piazzato nel mezzo della notte, per attirare l’attenzione e trasformare Ranucci in un “eroe popolare”.
Come vedete, il passaggio da “grave” a “poco serio” è spesso istantaneo.
Come qualcuno ha scritto da qualche parte, “tanto Ranucci la macchina doveva cambiarla comunque”.
Che tristezza, ragazzi.
