Diritti
di Martino Mora - 29/10/2026

Fonte: Martino Mora
Non possiamo uscire dalla crisi del presente se non riconoscendo che i valori su cui si fonda l’attuale civiltà occidentale sono fondamentalmente falsi, perché corrispondono ad un’inversione totale della loro autentica gerarchia.
Tra questi valori falsi perchè invertiti, accanto all’esagerata importanza attribuita al benessere materiale, e quindi alla dimensione mercantile e finanziaria che ci asservisce, ed a un esasperato erotismo, vi é senz’altro l’ideologia dei diritti dell’uomo.
Ha scritto acutamente il professor Massimo Maravaglia: “Nel concetto di diritto umano si trova una carica eccezionale di violenza… il diritto soggettivo è una pretesa rivolta ad altri - mai interpellati - nei confronti dei quali, solo in ragione di un'enunciazione apodittica e di una dichiarazione non argomentata, si dovrebbe generare un dovere”.
L’amico Maraviglia ha ragione. E non importa se questi diritti siano imposti dall’Onu, dalla Ue o dallo Stato italiano, poiché nel momento stesso in cui informano la legislazione vigente impongono una carica di arbitrio soggettivo che è l’esatto contrario della giustizia rettamente intesa.
Cosa ben diversa dal giusnaturalismo classico e tomistico, che non conosceva il soggettivismo individualista dei moderni e riconosceva l’esistenza di beni trascendenti e primari rispetto all’arbitrio individuale.
Pensiamo alle numerosissime guerre “umanitarie” che sono state condotte dagli yankee in nome dei diritti dell’uomo.
Oppure all’immigrazione di massa, imposta negli ultimi decenni ai popoli europei, in nome degli stessi diritti umani.
Oppure all’utilizzo dell’ideologia dei diritti per imporre, più o meno negli stessi anni, la normalizzazione delle aberrazioni sessuali contro natura, e la lotta contro le “fobie” immaginarie della neolingua.
L’ideologia dei diritti è la nuova religio liberale obbligatoria dei nostri tempi, a tal punto che persino i Pontefici cattolici conciliari, compreso l’attuale, sembrano credervi molto più intensamente di quanto non credano ai dogmi di fede.
Nei diritti dell’uomo si impone tutta la violenza rivoluzionaria dell’umanitarismo astratto, che come spiegavano Max Scheler e Gilbert Chesterton, è una contraffazione laica del cristianesimo, il prodotto del risentimento sottilmente anticristiano dello spirito borghese e secolare moderno.
Che è del tutto incapace di concepire l’uomo diversamente da un individuo astratto, come lo concepisce l’homo oeconomicus. Ci siamo liberati da Marx, occorre liberarsi anche da Locke.
Perché una società sana, autenticamente comunitaria, non può essere una semplice somma di individui astratti, cioè una massa di atomi reclamanti diritti, uniti da un contratto immaginario.
Come non può essere una somma di avidi consumatori, cioè una massa di materialisti pratici.
Né infine una somma, e quindi una massa, di libertini narcisisti in preda ad un esasperato quanto sterile erotismo, edonisti senza cuore (nonostante tanto proclamato buonismo), senza prole e responsabilità.
Eppure, dimenticando Cristo, siamo diventati tutto questo.
Il dominio dei falsi valori deve essere infranto.


