Forgiare nel fuoco della battaglia
di Diego Fusaro - 20/08/2026

Fonte: Diego Fusaro
Difendere l'Ucraina sarebbe "l'occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea". Così ha scritto, testualmente, Massimo Giannini in un suo editoriale apparso sulle pagine di "La Repubblica", rotocalco turbomondialista e voce del padronato cosmopolitico. Si tratta di una surreale retorica che, francamente, pensavamo e speravamo di esserci lasciati per sempre alle spalle e che invece ora torna a fare repentinamente la sua epifania nel quadro della tumultuosa guerra d'Ucraina. Non ci stupiremo davvero se, presto o tardi, gli elefanti dell'ordine europeisticamente corretto ci spiegassero che la guerra è "la sola igiene del mondo". Parafrasando il Giannini, combattere per il guitto di Kiev, attore Nato, e quindi per le ragioni di quell'imperialismo occidentale che vuole piegare la Russia in quanto resistente, sarebbe doveroso non solo per tutelare Kiev, ma anche per forgiare l'Unione Europea nella "difesa". E dire che i cantori dell'incubo dell'Unione Europea ci avevano garantito che, grazie al costrutto tecnocratico e repressivo di Bruxelles, non vi sarebbero state più guerre in Europa: oggi li troviamo in prima linea nel propugnare le ragioni della guerra e del riarmo e nell'attaccare senza pietà quanti a quelle irragionevoli ragioni provino a opporsi. Sarebbe d'uopo domandare al Giannini da chi mai dovrebbe difendersi l'Europa, perché il nostro più che fondato sospetto è che i cantori del verbo unico europeisticamente corretto celebrino come difesa la guerra imperialistica che l'occidente compie contro tutti quei governi che ancora non siano subalterni rispetto alla sua dominazione planetaria. Sarebbe altresì doveroso ricordare al Giannini, con una piccola e facile lezione storica, che la Russia non ha mai invaso l'Europa e, semmai, è stata da quest'ultima più volte attaccata, sempre con esiti catastrofici per l'Europa stessa.
