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Il '68 è stato l'auto-riforma del capitale

di Francesco Petrone - 15/07/2026

Il '68 è stato l'auto-riforma del capitale

Fonte: Francesco Petrone

Costanzo Preve che è stato un importante filosofo, saggista e politologo espose la sua tesi in cui asseriva che il '68 è stato un movimento "Anti-borghese, non anticapitalista". Era arrivato a sostenere che il '68 è stato il più grande movimento di rivolta della piccola borghesia della storia. Per Preve la contestazione era rivolta contro la borghesia tradizionale che aveva come punti di riferimento la famiglia, la Chiesa, i doveri, il risparmio, l'autorità del padre. Ha sparato a zero sul matrimonio, la carriera, la morale, il "posto fisso". In questo senso è stato profondamente anti-borghese. Secondo il filosofo il movimento era a favore del capitalismo avanzato. Questo perché il '68 chiedeva più mercato, più mobilità, più consumo, più individualismo, più "realizzazione di sé". Tutto ciò di cui il capitalismo aveva bisogno per passare dal modello "fordista": fabbrica, operaio, sindacato, collettivo, al modello "post-fordista": precario, creativo, flessibile, narciso. Il capitalismo degli anni '70 aveva bisogno di distruggere le vecchie gerarchie per vendere meglio. Mentre gli studenti occupavano le università in nome della "liberazione", il capitale delocalizzava e smontava la fabbrica. Quando la borghesia tradizionale è crollata, non è arrivato il comunismo. È arrivato il mercato totale. Per questo Preve chiama il movimento "la rivoluzione che il capitale ha fatto contro se stesso". "Il '68 è stato l'unico movimento di massa che ha fatto gli interessi oggettivi del capitale credendo di combatterlo." Per Preve il '68 è stato nichilismo più mercato. Non è stata una rivoluzione ma una modernizzazione capitalista vestita da rivoluzione. È stato il funerale del mondo contadino/borghese e l'inaugurazione del nuovo capitalismo. Anche Pasolini aveva avuto la stessa intuizione e lo scrisse dicendo che gli studenti erano figli della borghesia a differenza dei poliziotti che erano figli di contadini e operai del sud. Con queste parole polemiche voleva dire che il '68 era una guerra civile interna alla borghesia. Non una lotta di classe. Pasolini detestava la "borghesia" ma odiava maggiormente il nuovo potere del consumo, della TV, della "omologazione". Pasolini disse che dal 1961 al 1975 l'Italia ha cambiato razza. Abbiamo perso i contadini, gli operai, i dialetti, i corpi, i riti. Al loro posto sono arrivati i "ragazzi di vita" del benessere: tutti uguali, tutti che parlano italiano della TV. Pasolini diceva nel 1975: "Il benessere ha ucciso l'Italia più di quanto avrebbe fatto una guerra". Preve ha detto nel 2000: "Il '68 è stato l'auto-riforma del capitale". Entrambi hanno detto che il '68 non ha abbattuto il capitale. Gli ha fatto il favore di abbattere tutto ciò che il capitale non riusciva ad abbattere: la famiglia, la vergogna, la tradizione.