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Il fardello dell'uomo bianco

di Antonio Catalano - 19/01/2026

Il fardello dell'uomo bianco

Fonte: Antonio Catalano

NEL NOSTRO MONDO “LIBERO” NON C’È SICUREZZA NELLE CITTÀ, RISCHIAMO GUERRE CIVILI, SI DISTRAGGONO RISORSE DALLA SPESA PUBBLICA A FAVORE DEL RIARMO, SI RIDUCONO I DIRITTI SOCIALI… MA BISOGNA SCENDERE IN PIAZZA PER LA "LIBERTÀ" IN IRAN… IL FARDELLO DELL’UOMO BIANCO!
Per il momento sembra rifluire l’emergenza Iran, e felicemente prendiamo atto del fatto che in quella grande nazione il popolo non abbia nessuna intenzione di abboccare all’esca avvelenata calata dalle solite agenzie di intelligence per sovvertire un governo che non piace. Il discorso è semplice, non capire che questo è il nodo è ingenuità. 
Ma con questa ingenuità bisogna fare i conti, perché è quella su cui si fa leva per creare un ampio consenso di massa ad operazioni che altrimenti dovrebbero essere definite semplicemente tentativi di rovesciamento esterno di un ordine costituito. 
L’ingenuità può essere compresa per quanto riguarda la stragrande maggioranza della popolazione, che si è trovata massicciamente sottoposta a un bombardamento mediatico teso a coinvolgerla emotivamente per sostenere il tentativo di rovesciamento di quell’ordine. Sappiamo come vanno queste cose, quando si attiva la macchina della propaganda istituzionale per sostenere una certa causa diventa è dura mettersi contro. 
Ce lo hanno insegnato, recentemente, sia la gestione pandemica sia il conflitto in Ucraina. In entrambi i casi c’è stato l’azzeramento di qualsiasi voce dissenziente: si sono picchiati e licenziati lavoratori nel triennio pandemico; criminalizzata come filo-putiniana qualsiasi iniziativa che non coincidesse con le ragioni Nato. 
Ma quando si tratta di forze politiche non c’entra l’ingenuità, entrano in ballo logiche e dinamiche che rispondono agli interessi cui fanno riferimento. Abbiamo avuto una certa conformità di posizioni nell’ambito dei partiti di entrambi gli schieramenti (destra/sinistra), ovunque a strillare che bisognava "fare qualcosa" per aiutare il popolo iraniano. 
A dimostrazione che al di là delle schermaglie, che servono ad animare il teatrino politico nazionale, nella sostanza non c’è divaricazione sistemica tra questi. Dalla estrema destra all’estrema sinistra. Estremi che non si toccano ma che appartengono allo stesso corpo. 
Chi si è sottratto a questo schema, e ha cercato di portare elementi di comprensione della realtà fuori dal velo dell’ideologia ha avuto – ma non è una novità né bisogna lamentarsi per questo trattamento – scarso o nullo peso mediatico. 
L’altro giorno ho scritto un commento a un post dell’on. M5s Vittoria Baldino, ricevendo tantissime approvazioni (più di 200 like, al momento) ma anche tante risposte (140, al momento). Ciò che mi ha colpito delle risposte è la prevalente ingenuità, la non comprensione del contenuto del mio commento, la mancanza di abitudine a ragionare, la rabbia di aver osato contraddire la propria beniamina (che spesso va in tv), uno spaccato chiaro di cosa sia l’ex popolo grillino (anche se non c’è più Grillo ne rimane sicuramente il segno). 
Ma non riguarda solo quel mondo, le stesse reazioni si registrano anche in altri mondi, solo apparentemente lontani da quello del M5s. 
Questo per sottolineare come sia stato molto ampio e intenso il lavoro di propaganda per convincere le persone che in Iran si stavano consumando arresti ed eccidi di massa… omettendo di riportare che i molti caduti sono dovuti a scontri armati, sì perché l’esercito è intervenuto per neutralizzare le squadre armate e organizzate che si muovevano sotto precisi comandi esterni. Esterni come quelli israeliani, i quali tramite il loro potente Mossad ha mosso le file di questa “resistenza”. Strano quindi che in molte “libere” manifestazioni sventolasse la bandiera israeliana? 
Per il momento, grazie a Dio, ma innanzi tutto grazie al popolo iraniano che ha saputo reagire compatto, sembra essere scongiurata una nuova Maidan, ma non tutto ancora è dato. 
Morale della favola. Il popolo iraniano, sottoposto a un brutale regime di sanzioni economiche da quasi 50 anni, non può neanche permettersi la libertà di protestare contro il proprio governo per rivendicare il miglioramento delle proprie condizioni di vita che subito si calano come sciacalli i neo-colonialisti occidentali per sfruttare la circostanza e agitare il drappo rosso dell’oppressione della donna… in una nazione dove il ruolo delle donne, sia nelle istituzioni dello Stato che della cultura che della scienza, è notoriamente molto alto.