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Viva l’Iran, muoia il capitalismo con tutti i filistei

di Sonia Savioli - 06/03/2026

Viva l’Iran, muoia il capitalismo con tutti i filistei

Fonte: Sonia Savioli

Il peccato mortale non è lapidare le adultere, massacrare gli omosessuali, torturare e uccidere gli oppositori politici, rinchiudere nei lager i lavoratori immigrati alla fine dell’orario di lavoro: queste cose succedono, per esempio, in Arabia Saudita, ma non turbano gli occidentali difensori dei diritti umani a suon di bombe, sono anzi un “nuovo Rinascimento”, come ha detto il “nostro” Renzi, a cui l’Arabia Saudita ha ravvivato i conti in banca. D’altra parte, non ha tutti i torti, visto la fiumana di turpitudini che fu il Rinascimento europeo. Che non era fatto solo di bei quadri e sculture.

Il peccato mortale è la nazionalizzazione. E’ il togliere l’osso di bocca alle multinazionali, impedire loro il saccheggio del proprio paese, ridistribuire le ricchezze così ricavate dallo Stato fornendo al proprio popolo servizi, infrastrutture, pensioni.

Ecco, quando gli togli l’osso di bocca, il capitalismo diventa un nemico mortale.

Irak, Libia, Siria, Russia, Venezuela, Cuba, Iran… La loro colpa è questa. Aver nazionalizzato il petrolio, il gas, le grandi fabbriche, i servizi pubblici: il capitalismo lo considera un furto a proprio danno, perché tutto il mondo deve essere a sua disposizione per ricavarne profitto economico e potere politico.

E i primi a loro disposizione sono proprio gli Stati Uniti, che nelle prime 24 ore di guerra contro l’Iran hanno speso 779 milioni di dollari, versati nelle tasche delle industrie degli armamenti. (1)

Il capitalismo non perdona, e i governi USA sono stati e sono il suo strumento formidabile per punire i buoni, il più potente, feroce, privo di scrupoli, spudoratamente ipocrita. Dal 2001 gli USA hanno bombardato 12 paesi più e più volte, mentre passavano da un presidente all’altro, da un repubblicano a un democratico e viceversa. (2)

L’Europa segue a ruota ma, per fortuna, non tutta, non sempre; per fortuna, l’Europa non è un unico Stato, anche se vorrebbe diventarlo e diventare l’Impero gemello. Per ora è solamente il satellite e forse comincia a capire che satellite deve rimanere, se vuole continuare a godere dell’amicizia e condiscendenza degli USA.

In compenso, i filistei, questo ceto politico europeo occidentale, abbassano le orecchie e dimenano la coda tra le gambe ad ogni ringhio del Moloch statunitense. L’ipocrisia è la loro arma politica, e giunge al ridicolo. Di fronte al genocidio dei palestinesi, inconfutabile, manifesto, a tutti evidente, parlano di “diritto di difesa” di Israele; di fronte alla legittima difesa di un Iran attaccato e bombardato a tappeto, che colpisce le basi militari di chi lo ha attaccato e da cui partono i bombardamenti, l’albergo dove si riuniva il comando militare USA, dicono “Inaudito!”

L’unica cosa mai udita è una loro dichiarazione umana e ragionevole.

Un’eccezione la Spagna, che ha negato agli USA l’uso delle basi Nato sul suo territorio per colpire l’Iran. Spagna che è già stata minacciata dal megafono Trump. Chissà se deraglieranno altri treni in Spagna.

Sono una donna e non mi piace uno Stato che impone alle donne di coprirsi il capo e portare lunghe vesti in pubblico. Sono un’ecologista e vorrei che il petrolio non rappresentasse più la ricchezza di nessun paese. So, però, che qualsiasi Stato e qualsiasi popolo, se continuamente criticato, minacciato, aggredito, si aggrapperebbe alle usanze che vengono criticate dai suoi nemici, come manifestazione di resistenza e di dignità, giusto o sbagliato che sia. So che nessuna società può trovare la strada per diventare ecologica e modificare profondamente la propria economia, se deve sostenere spese militari che la strangolano.

So anche che qualsiasi Stato e governo che vuole il benessere del popolo, come hanno dimostrato coi fatti i governi iraniani dalla rivoluzione in poi, fornendo elettricità, acquedotti, scuole a tutte le zone rurali, che prima ne erano prive, aumentando stipendi e dando pensioni; se lasciato in pace, si aprirebbe alle richieste che vengono dal proprio popolo. (3)

Questo succederebbe in un mondo di rispetto e collaborazione.

Un mondo senza capitalismo, un mondo dai molti socialismi diversi, come diverse sono le culture e le storie dei popoli, ma pacifici e umani, come il socialismo dovrebbe essere.

Quanto ai presunti iraniani che festeggiano in alcune piazze dell’Occidente i bombardamenti del proprio popolo, i bombardamenti di ospedali e di scuole, di case e di famiglie; che festeggiano centossessanta bambine disintegrate assieme alle loro maestre, per sapere chi sono non c’è bisogno di arzigogolare. O non sono iraniani e hanno preso la “diaria” per essere falsi e miserabili, o sono i figli e i nipoti dei mostri che sostenevano la Scià, quando l’Iran era una dittatura così feroce e senza scampo da perseguitare e uccidere i propri oppositori anche in capo al mondo.

Comunque finisca questa ennesima sporca guerra di USA e Israele, e anche se finisse con la distruzione e la sconfitta dell’Iran, non sarà una vittoria per loro. Gli iraniani, donne e uomini, stanno dimostrando un coraggio e una dignità che ne fanno un popolo unito, un popolo vero e non una “massa”. Auguriamoci che questo popolo possa resistere e prosperare in pace.

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Potrai descrivermi nella tua storia

con le bugie più contorte e cattive

potrai calpestarmi nel fango,

ma sempre, come la polvere, mi solleverò…

Come le lune e come i soli,

come la certezza delle maree,

come la speranza che rinasce,

così mi solleverò.

(Maya Angelou)

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1)https://tass.com/world/2096027

2)https://www.aljazeera.com/news/2026/3/3/how-many-countries-has-the-us-bombed-since-2001-and-how-much-has-it-cost

3)https://mei.edu/publication/irans-islamic-revolution-and-its-future/