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Il regime liberale e il reato di opinione

di Massimo Maraviglia - 09/03/2026

Il regime liberale e il reato di opinione

Fonte: Massimo Maraviglia

La cosiddetta legge contro l'antisemitismo è un aborto giuridico. Non serve analizzare i singoli punti, anche se è istruttivo per capire la protervia e la mancanza di vergogna del legislatore - in questi caso il noto Gasparri, uomo che raccoglie nel suo piccolo tutta la spazzatura morale del destrismo liberalconservatore -, basta solo capire un punto. La legge colpisce opinioni politiche e valutazioni di merito della prassi dello Stato di Israele, che vengono tipizzate in modo tendenzioso per proteggere lo Stato sionista e le lobby mondiali che sostengono e finanziano la sua politica violenta, inumana, genocidiaria. Colpisce financo opinioni teologiche che appartengono a due millenni di tradizione cattolica. Colpisce opinioni storiche e sociologiche, sostenute persino da ebrei figli di deportati. Potremmo anche dire che colpisce opinioni sbagliate: potrebbe anche essere così,  ma colpisce opinioni. Il sistema liberale, che si faceva e si fa vanto di difendere la libertà di opinione e di stampa, manifesta così il suo volto repressivo, offrendo alla discrezionalità di un giudice la nostra possibilità di esprimerci liberamente e pubblicamente, e promuovendo una violenta ortodossia di regime. Se vogliamo i liberali avevano ragione a essere orgogliosi della libertà come architrave dei loro ideali politici. Benché sia stata sempre una libertà spuria, costruita su un modello economico a beneficio delle élites borghesi, era suscettibile di interpretazioni sincere ed estensive e in questo caso era integrabile ma difficilmente confutabile. Ora i regimi liberali hanno perso anche questo punto d'onore si sono rivelati - anche sotto tale profilo - semplici plutocrazie. Che naturalmente non hanno alcuna vergogna nell'imporre con la forza la crudele legge del denaro e la diabolica gerarchia della menzogna.