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La conquista di Mocha

di Daniele Perra - 11/09/2026

La conquista di Mocha

Fonte: Daniele Perra

La conquista di Mocha (al-Mukha) da parte delle truppe yemenite legate ad Ansarullah è pessima notizia per il binomio USA-Israele (più alleati). Mocha è il terzo porto più importante dello Yemen dopo Hodeida (già sotto controllo di Ansarullah) e Aden. Non solo, Mocha è ancor più vicina allo Stretto di Bab el-Mandeb e la possibilità di chiudere al traffico commerciale l'intero Mar Rosso si fa sempre più concreta. Questa opzione è infatti considerata concreta dalle Guardie Rivoluzionarie Iraniane in caso di una escalation degli attacchi USA sulle infrastrutture civili (rete elettrica ed idrica) della Repubblica Islamica, spesso minacciata dall'amministrazione Trump ("back to the Stone Age"; "an entire civilization will die tonight", ed altre simili amenità). È chiaro che una simile azione aumenterebbe in modo esponenziale le leve di Teheran in ambito negoziale, al momento bloccato soprattutto per la palese incapacità dei negoziatori USA, gli impresentabili Kushner e Witkoff, senza considerare Vance e Rubio. Chiudere uno Stretto costa assai poco. Riaprirlo, invece, richiede costi alti e tempi assai lunghi. Bessent afferma che lo Stretto di Hormuz tra qualche anno sarà inutile in quanto aggirato da gasdotti e oleodotti terrestri. Bessent, tuttavia, ignora il fatto che gli oleodotti (come ampiamente dimostrato in questi anni), oltre ad essere degli obiettivi facili da colpire, costano molto, a differenza del traffico marittimo. Ansarullah e Iran stanno letteralmente mettendo in crisi il modello egemonico globale USA. Non ci sono più portaerei USA nel Golfo Persico; quella che doveva stare nel Mar Rosso, la Ford, è tornata alla base a seguito di un incendio dalle origini incerte. La Lincoln è arrivata in Thailandia in condizioni pietose. La Bush si tiene a debita distanza da Hormuz, nel Mare Arabico, conscia della sua vulnerabilità di fronte alle nuove tecniche militari.