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La discriminante tra Destra e Sinistra è venuta meno

di Silvio Della Torre - 05/09/2026

La discriminante tra Destra e Sinistra è venuta meno

Fonte: Silvio Della Torre

La discriminante tra Destra e Sinistra è venuta meno. Lo dico senza compiacimento. Mi sono formato nel Novecento e provo una grande nostalgia per le passioni e gli ideali forti. Devo però prendere atto che le categorie del passato sono evaporate. Ciò che avviene in questi giorni ne è una chiara dimostrazione.
La questione della guerra in Ucraina è di gran lunga la più importante per la vita di tutti noi. Dopo quattro anni di un conflitto sanguinoso ( non sappiamo quanti siano i morti, ma devono essere moltissimi perché le armi moderne colpiscono con una precisione un tempo impensabile) l'Europa si trova di fronte a scelte improrogabili. La popolazione dell'Ucraina, che nell'89 era di 52 milioni ora si aggira attorno ai 25. Ogni anno i decessi superano di quattro volte le nascite. La gente, quando può, scappa all'estero per evitare l'arruolamento. È evidente che in queste condizioni la lotta non può continuare a lungo.
  Per evitare il tracollo ci sono allora due possibilità. O si cerca un accordo che tenga conto della situazione sul campo di battaglia e degli interessi di lungo periodo della Russia o si rilancia.  È questa seconda strada quella che le classi dirigenti inglesi, tedesche e francesi sembrano intenzionate a percorrere. Esse si propongono di fornire a Zelenski nuove e più micidiali armi e non escludono una diretta partecipazione al conflitto degli eserciti europei.
Di fronte a questa prospettiva da brivido la cosiddetta Destra e la cosiddetta Sinistra, che pure si insultano quotidianamente sulle questioni più inessenziali, hanno delle posizioni indistinguibili.
In Italia tutto questo assume delle caratteristiche a dir poco farsesche. Pietro Fassino, ultimo segretario del partito post-comunista, concorda con Ignazio La Russa, presidente del senato ed ex colonnello del partito post-fascista,  sulla necessità di armare l'Ucraina. Fratoianni , segretario del partito più di sinistra del parlamento italiano , concorda con Tajani, ministro degli esteri del governo più di destra della storia repubblicana, sulla necessità di sostenere Kiev. Gli articoli di fondo russofobi del quotidiano comunista Il manifesto sono intercambiabili con quelli del Foglio fondato da Giuliano Ferrara. 
La cosa è tanto più impressionante in quanto a questa sostanziale unanimità delle elite politiche e culturali corrisponde un atteggiamento ben diverso, se non opposto,  da parte dell'opinione pubblica.
L'uomo della strada, a prescindere da ogni valutazione di ordine etico, si rende conto di non aver nulla da guadagnare dalla guerra. Se anche non si arrivasse ad un'escalation, la politica di riarmo sottrarrà risorse alla sanità, all'istruzione e all'assistenza, rendendo più costosi l'abbonamento dell'autobus, la retta per per l'asilo del figlio, la bolletta della luce e del gas.
Avviene così il paradosso per cui l'elite politica e culturale, sia essa di destra o di sinistra , è favorevole alla guerra, mentre le persone comuni , siano esse di destra o di sinistra, chiedono solo di essere lasciate in pace e non ne vogliono sapere di un conflitto con un paese col quale l'Italia non aveva e non ha nessun contenzioso.