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La fine ingloriosa dei "patrioti"

di Massimo Maraviglia - 06/01/2026

La fine ingloriosa dei "patrioti"

Fonte: Massimo Maraviglia

Il mondo al contrario: Capezzone, prode sostenitore del macellaio di Tel Aviv, chiama Khamenei "macellaio di Teheran", mentre inneggia contemporaneamente a Trump, promotore e sostenitore della prassi dell'assassinio politico e della guerra di conquista. La destra vomitevole, patriota di patrie altrui, serva di interessi altrui, impotente ammiratrice della potenza altrui, capace di volere solo ciò che i suoi protettori vogliono, senza orgoglio, senza onore. In essa l'anticomunismo ha un ruolo fondamentale: un pretesto ignobilmente elettorale da parte di chi aveva detto che non ha senso l' antifascismo in assenza di fascismo, un pretesto che funziona dagli anni Sessanta e giustifica le posizioni politiche più ignobilmente contrarie alla nostra identità culturale, patriottica e ai nostri interessi nazionali, in base all'assunto delirante per il quale gli interessi dell'Alleato sono sempre i nostri. Quanto a Maduro, Trump non ha liberato nessuno, alla peggio il popolo venezuelano ha solo cambiato padrone, passando da uno interno a uno esterno (il che è certamente peggio). In più esso si prepara a vedere le sue risorse saccheggiate dal nuovo dittatore. Voglio proprio vedere la "prosperità" del Venezuela nei prossimi anni...Sempre ammesso che una guerra civile non distrugga quel minimo di ordine che sussisteva sotto il presidente deposto e condanni ancora più alla miseria i venezuelani. Insomma, chi dice che sotto Maduro si stava bene, dice una falsità, ma la colpa non è solo di Maduro bensì delle sanzioni occidentali che hanno cercato di strozzare l'economia del paese sudamericano, affamandone i cittadini.  Chi invece sostiene l'intervento americano, dice che un paese ha diritto a invaderne un altro che non lo minaccia (solo una serva ignobile come la Meloni può affermare che si tratta di "legittima difesa", rubando il mestiere di comico al suo amichetto Zelensky), che può arrestare un presidente e capi di Stato esteri, sindacando la loro legittimità, che può bombardare civili a suo piacimento, che può rubare risorse economiche in tutti i territori del mondo, contando sul ricatto e sulla superiorità militare. Naturalmente, si argomenta che il diritto internazionale non ha mai funzionato e il fatto che Trump accumuli più violazioni che Totò Riina con le leggi italiane non ha rilevanza in un mondo dove contano solo i rapporti di forza. Un bel ragionamento, non c'è che dire! Il problema è che la destra non ha cultura né memoria storica, nemmeno dei suoi grandi padri spirituali. Carl Schmitt, un autore realista che spesso ha mostrato come di fatto le manipolazioni del diritto non siano infrequenti da parte di potenze egemoni, ha fatto la storia dello jus gentium sottolineando come la sua vigenza nella civiltà dell' Europa moderna (da Westfalia in poi) sia indisgiungibile da una politica di equilibrio fra attori internazionali, che si mettono d'accordo per dare la forma della giustizia alle loro relazioni, ponendo un limite, per quanto provvisorio e instabile, allo stato di natura che vige tendenzialmente laddove non vi sia un' autorità superiore riconosciuta. Ciò come soluzione alternativa all' accettazione della prepotenza imperiale, sul modello del discorso degli Ateniesi ai Meli, che o assume forme sprezzanti ogni legalità (come oggi accade con Trump e Netanyahu) oppure manipola sistematicamente la legalità a proprio uso e consumo (come recentemente è accaduto con Obama e Biden). La considerazione secondo cui finalmente gli Usa saltano gli ostacoli legali e fanno quello che vogliono tradisce l'accettazione di una dittatura internazionale fondata sul disequilibrio per il quale nel mondo c'è uno che comanda e gli altri eseguono. Ecco la fine dei democratici di destra: la mostruosità di un potere che vige perché vige, della forza bruta di un fatto senza ragione e senza legge, di un modello da cowboy o da pirata, che è, peraltro, il modello anglosassone dominante. Eccola lì la fine ingloriosa dei "patrioti".