La grande menzogna su immigrazione e calo della natalità
di Riccardo Paccosi - 10/07/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Sul Corriere della Sera di oggi, è comparso un articolo che potrebbe essere preso come esempio magistrale di retorica neoliberale camuffata da logica.
Secondo l’Osservatorio Regionale sul Lavoro del Veneto, qualora la crescita economica italiana proseguisse a livelli minimali come oggi, fra quattro anni risulteranno comunque mancanti 189.000 lavoratori mentre, se la crescita dovesse aumentare, all’appello ne mancherebbero 300.000.
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Che fare, dunque?
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La risposta dei liberali è sempre la stessa, presentata di solito con una modalità espressiva molto pacata: come a dire che tanto, in ogni caso, non è razionalmente possibile essere in disaccordo con loro...
La strada indicata dall’Osservatorio veneto è difatti la seguente: “Lo squilibrio può essere colmato agendo su due direttrici principali: da un lato valorizzando il contributo dei flussi migratori dall’altro aumentando i livelli di partecipazione al mercato del lavoro degli occupati over 65”.
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Come per tutti i suoi indirizzi strategici cruciali, dalla globalizzazione economica alla guerra russo-europea, anche sull’immigrazione l’ideologia neoliberale si avvale d’un parere “scientifico” che, selezionato fra i tanti - ovvero omettendo pareri diversi e aspetti collaterali della questione - viene ammantato da un’aura di ineluttabilità; questo in continuità con quella percezione deterministico-progressiva del tempo storico che la maggior parte degli esseri umani, da circa due secoli, considera come l’unica percezione possibile del tempo.
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Per far funzionare questo dispositivo che trasforma la scienza in superstizione, come accennavo sopra, è necessario omettere molti elementi correlati:
per esempio, il fatto che i salari reali in Italia risultino, oggi, inferiori del 6,1% rispetto al 2021 (fonte: OCSE);
oppure il fatto che i salari, dal 2019 a oggi, abbiano visto una perdita di potere d'acquisto dell'8,6% (fonte: ISTAT);
oppure che 7 neolaureati su 10, per le ragioni di cui ai punti sopra, rifiutino i tanti lavori al di sotto dei 1.500 euro mensili (fonte: AlmaLaurea).
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Ma non si tratta solo di costo della vita: la retorica determinista deve anche propagandare l’assioma secondo cui non vi sarebbe alcuna possibilità d’intervenire sul calo della natalità laddove, invece, l’unica certezza che abbiamo è che non solo un simile intervento non è mai stato seriamente attuato ma la politica ha anzi nel corso degli ultimi decenni incoraggiato il fenomeno, sia con leggi di precarizzazione del lavoro che hanno reso la natalità sempre meno sostenibile sia attraverso cultura e media svolgenti apologia della condizione di single.
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Il dato che ci presenta l’Istat, a riguardo, lascia pochi dubbi: secondo una rilevazione del 2025, tra i 9,8 milioni di persone tra i 18 e i 49 anni che esprimevano l'intenzione di non avere figli in futuro, solo una piccola parte affermava che i bambini non rientravano nel proprio progetto di vita (il 5,5%). Tre su dieci avevano già ottenuto i figli che desideravano, mentre una quota enorme del 62% ha affermato di aver rinunciato a realizzare il proprio desiderio di natalità “per problematiche di varia natura, a partire dalla sfera economico-lavorativa”.
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La visione deterministica deve presupporre anche l’interiorizzazione a livello di massa di assiomi ulteriori e volti a dare per scontati aspetti dell’economia politica che, invece, sono stati storicamente frutto di precise scelte ideologiche e, specificamente:
a) l’assioma secondo cui l’economia debba volgere prioritariamente verso la competizione internazionale anziché verso il soddisfacimento della domanda interna;
b) l’assioma secondo cui non sarebbe catastrofe bensì “normalità” il sottostare a vincoli esterni e trattati di stabilità che, come quello dell’Unione Europea, impediscono qualsiasi politica espansiva e azzerano qualsiasi margine di scelta.
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L’impianto generale del neoliberalismo è stato fatto proprio dalla sinistra vuoi per adesione diretta come nel caso del PD, vuoi per adesione indiretta ovvero attraverso un’interpretazione in senso messianico-moralista dell’immigrazionismo come nel caso dei movimenti "antifa".
La destra sostiene invece di volersi opporre a questo disegno ma, all’atto pratico, o considera il paradigma neoliberale della sottomissione della società al mercato condivisibile per pavloviano riflesso anticomunista o, in ogni caso, non lo considera un problema malgrado l’evidente devastazione che la società mercatista-liberale determina sulle tradizioni.
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In ogni caso, la tesi della necessità di aumentare esponenzialmente l'immigrazione in ragione della denatalità, rappresenta la quintessenza della mistificazione ideologica: una menzogna che va narrativamente decostruita e politicamente denunciata.
