La povertà e la miseria
di Martino Mora - 14/01/2026

Fonte: Martino Mora
Nei suo "Scritti Corsari" Pier Paolo Pasolini espresse almeno una grande verità. Molto profonda. Quella della fondamentale distinzione tra "povertà" e "miseria". Ci sembrano la stessa cosa, ma non lo sono affatto.
La miseria è ignobile, la povertà è nobile. La miseria è priva di dignità, la povertà è dignitosa. La miseria degrada, la povertà innalza.
Cristo nel Vangelo condanna spiritualmente l'opulenza ed esalta la povertà. Non la miseria.
Anche un ricco può essere spiritalmente povero, quando disprezza le sue ricchezze, pur usandole. Purtroppo è ben raro.
Se la miseria è da rifiutare come la peste, la povertà è un grande bene. Nel momento stesso in cui l'Italia ha smesso di essere un Paese povero - ma per fortuna non miserabile- ha perso se stessa.
E' la folle mentalità economicista, tanto nel suo spirito capitalistico- mercantile americanista, storicamente trionfante, che in quello collettivista marxista, storicamente perdente, che è incapace di disinguere tra povertà e miseria. Spirito economicista che è sempre spirito eminenemente profano e desacralizzante, anche quando finge di non esserlo.
La miseria degrada i popoli e le civiltà. L'opulenza li uccide.
