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Le femministe di destra o di sinistra tali sono

di Antonio Terrenzio - 30/09/2026

Le femministe di destra o di sinistra tali sono

Fonte: Antonio Terrenzio

Ma esiste una differenza tra donne di destra e di sinistra? La vulgata del mainstream ha polarizzato la questione in maniera progressiva alla polarizzazione politica della società, il momento Meloni, seguito dal ben più radicale momento Vannacci, ha portato tale divario  all'estremo. Ma riguardo al tema in esame, già il ventennio Berlusconiano aveva portato ad una frattura (apparente) tra donne di destra e di sinistra. Oggi, in ambito conservatore, sono in molte le donne a dire di volere proteggere la società occidentale dall'attacco dell'Islamizzazione conseguente all'immigrazione fuori controllo. Le donne di "destra" si distinguono da quelle di sinistra per opporsi al fenomeno dell'Islam che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza della società occidentale. Ma attenzione, perché per le donne quando si parla di salvaguardia del "nostro stile di vita", intendono esclusivamente il loro. Ciò che temono di una colonizzazione musulmana è infatti la perdita di diritti conquistati in quella sciagurata e devastante stagione sessantottina: emancipazione sessuale, libertà di divorzio e di aborto. La loro vera paura è che milioni di musulmani allupati ed imbestialiti le riportino indietro nelle lancette della storia, quando alla donna l'unico diritto/dovere concesso era quello di procreare. Chiedete infatti ad una donna di destra, paladina dei valori e principi cristiani se rinuncerebbe al diritto al divorzio? Avete idea dove mi manderebbe? Per non parlare del diritto all'aborto, alla libertà sessuale. Anche la donna che si dice cristiana non farebbe un minimo passo indietro rispetto a quelle conquiste ottenute durante le stagioni di lotta della rivoluzione studentesca. Della maggioranza delle donne "conservatrici" e devote alla religione cristiana, quante di loro arrivano vergini al matrimonio? L'1% sarebbe una percentuale ultra-ottimistica. Eppure la religione cristiana prescrive espressamente di preservare la castità fino al giorno del matrimonio, di non divorziare, di non abortire... Trovare donne che professino di essere cristiane solo prendendo in considerazione questi tre parametri sarebbe più difficile di trovare acqua su Marte. Ma prima di essere lapidato con insulti, di essere rimasto al medioevo e di essere un fanatico maschilista, chiedo a tutte quelle donne moderne che si riconoscono nella fede cristiana, in cosa consiste questo credo se non se ne osservano i precetti basilari? Sarebbe come continuare a dirsi cattolici praticanti anche se non si osservano i sacramenti. Detto in parole più semplici: o si pratica un certo credo con una condotta personale in accordo con i precetti e principi che esso richiede, oppure si guadi altrove. Il problema di molte donne moderne, e specie aderenti al mondo "conservatore" (ma non troppo) è quello di volere la botta piena e la moglie ubriaca. Da un lato ci si spende per la difesa dell'Occidente cristiano (concetto molto sfuggente) dalle orde selvagge del Medio Oriente venute a riportare la donna in uno stato di schiavitù, dall'altro ci si erge a novelle Giovanna d'Arco pur nei fatti non rifiutando nulla delle conquiste del mondo femministe, incluso la libertà di fare sesso con chi voglio, divorziare o peggio abortire. Troppo comodo verrebbe da dire alle femministe di destra che pensano di non esserlo! Ed anche a voler essere permissivi, a stare al passo con i tempi, ad abbracciare una visione post-conciliare della Chiesa cattolica, o più comodamente parlare di una religione "fai da te", anche passando sopra tutti quei capisaldi che rendono una donna cristiana e realmente tradizionale, in cosa si distinguono le donne di destra da quelle di sinistra se entrambe condividono una visione solipsistica dell'esistenza? Se le donne di destra temono per la sopravvivenza e la sicurezza della nostra civiltà, perché esse non fanno più figli? Perché lasciano che l'Europa venga invasa e colonizzata da un Islam che figlia a più non posso mentre loro decidono di condurre uno stile di vita emancipato che mette di fronte, studio, esperienze, divertimento e infine, quando raggiungono il giro di boa dei trenta, iniziano ad entrare nel panico per voler trovare un marito che non è mai all'altezza delle loro irrealistiche aspettative?
Sappiamo che la tematica a questo punto diventa complessa e che molte altre variabili entrano in gioco, ma se una donna che dice voler difendere l'Occidente ed il suo stile di vita, le libertà civili e le conquiste della ordine liberal-democratico, perdonate, ma non può defezionare anche in questo. Mi verrebbe da dire, rinunciate alle pantomime, alle parole d'ordine, alla difesa delle nostre Chiese e tutto il resto se non siete in grado nemmeno di garantire la nostra riproduzione. Perché vedete, non basta darsi una patente nobilitante di cristianità, magari per vendere quella purezza e quell'onestà che non avete più, dato che siete state interamente inghiottite dalla corruzione della modernità, per salvare quell'Occidente a cui tanto tenete; servono azioni, opere, scelte che richiamino ad un responsabilità personale. A tal proposito come avevamo detto, la differenza tra donne di destra o di sinistra non esiste perché entrambe hanno abbracciato quei diritti/privilegi che le hanno anche esonerate da qualsiasi vincolo politico e comunitario. Oggi, se la differenza tra destra e sinistra è più rinvenibile in fenomeni di costume perché entrambe all'interno del paradigma liberale, tale differenza viene meno quando si parla di comportamenti e di scelte femminili. Tutte le donne, oggi nel 2026, senza timore di smentita, possono essere considerate femministe non potendo ammantarsi nemmeno di quella copertura cosmetica di cui possono ancora usufruire destra e sinistra. 
La donna moderna ha rotto il patto sociale 
L'obiettivo di questo articolo non è di ricostruire la cronogenesi di tutti quegli eventi che dal dopoguerra ad oggi, anzi dal 1920, per indicare la data in cui in Europa le donne hanno avuto accesso al voto, si è arrivati allo stato attuale. Di sicuro quello che possiamo dire con buona dose di certezza è che la donna moderna ha rotto un patto sociale. E ciò che fa scalpore è che non sentano il minimo senso di colpa o responsabilità per essere arrivati a questo stato di cose, complice una mainstream giornalistico e televisivo che continua ossessivamente a descriverle come eternamente vittime dell'oppressione "patriarcale".
Per decostruire questa menzogna basta dare uno sguardo ai figli per coppia che in Europa ed in Occidente viaggiano al di sotto del livello di sostituzione. Nell'arco di 50 anni o poco meno, la popolazione Europea sarà sosvrastata da popolazione non autoctona, di origine nordafricana e subsahariana. Attribuire a questo fenomeno semplicemente delle cause legate alla geopolitica dei flussi migratori ed alle guerre che l'Occidente ha mosso destabilizzando il sud del mondo, spiega una parte del fenomeno, non tutto. Non quello appunto di un inverno demografico che vede uomini e donne responsabili,
ma in maggior modo la donna moderna che scegliendo una dimensione solipsistica ed egoistica, ha deciso spontaneamente, per quanto influenzata dalle menzogne del femminismo, di distruggere l'Istituto della coppia tradizionale e soprattutto di preferire la carriera ed il divertimento, il sesso libero e disimpegnato, alla prospettiva di procreare e di costruire una famiglia. 
A tutte coloro che cercano di bollare questa constatazione prevedibilmente come maschilista, invitiamo a dare un'occhiata un po' agli indici di divorzi, da chi tra i due sessi nella stragrande maggioranza sono richiesti, ed al fatto che la stessa stragrande maggioranza delle donne oggi non sceglie la monogamia nei primi 20 anni, riducendo in modo drammatico le possibilità di fare più di un figlio per coppia. La donna ha ruolo fondamentale nella comunità che è quello di procreare, il compito dell'uomo, oltre ad esso, è stato sempre quello di provvedere e di difendere la propria compagna e la propria prole. Dal momento in cui la donna si è sentita liberata dall'"onere", le femministe più sciamannate direbbero "l'obbligo", di avere figli, grazie alla pillola, all'aborto ed al divorzio, questo patto sociale è andato progressivamente sfaldandosi. Tali "conquiste" sociali hanno investito direttamente la donna che ha scelto, spesso influenzata da una cultura libertaria che l'ha illusa di emanciparsi da chissà quali catene e vincoli, di poter scegliere ciò che era meglio per lei. Nel farlo però ha dimenticato quelle responsabiltà e quei vincoli sociali che danno una "gravitas" alle nostre azioni e alle conseguenze che esse portano con sé.
Nel vocabolario femminista più codino ed ipocrita quando declinato a destra, difendere l'Occidente declinante e sotto attacco dei barbari islamici, non vuol dire difendere il destino e la sopravvivenza della Civiltà Cristiana, ma quello di continuare a fare i propri porci comodi, sesso libero in primis, e che non arrivi nessuna cultura beduina a mettere loro la Niqba o il Burqa, od impedire di indossare la minigonna. Il Cristianesimo che negli anni 50-60 era visto come retrogrado ed oppressore, ora ritorna utile nella versione "light" e permissiva alla donna moderna per sventolare e rivendicare quelle libertà che oggi l'Islam vuole toglierle. Ecco quindi in cosa consiste li conservatorismo delle femministe di destra, o  "tradcons" come vengono chiamate in America. Un tentativo furbo quanto ipocrita di preservare i propri diritti/privilegi, rivestendoli di una patina di sacralità cristiana, esigendo da quegli uomini a cui non sanno nemmeno più figli, il "dovere di difederla", ovvero di difendere il loro stile di vita edonista e deresponsabilizzato che di cristiano e conservatore non possiede assolutamente nulla. Alla fine il paradigma femminista ritorna in piena regola anche nel campo liberal-conservatore: estrarre il massimo vantaggio dalla società dando poco o nulla in cambio. Le femministe di destra o di sinistra tali sono.