Libido e potere
di Francesco Petrone - 25/10/2026

Fonte: Francesco Petrone
Ricordo che quando frequentavo ancora le medie superiori iniziava la rivoluzione culturale ed erano consuete le immagini che rappresentavano le Guardie Rosse, giovani e ragazze che esibivano con orgoglio il libretto rosso con le massime del presidente Mao. Le ragazze sembravano tutte uguali con le treccine, la frangetta e il cappellino con la stella rossa. Erano gradevoli alla vista nonostante indossassero una asessuata tuta unisex.
Oggi su Tik Tok si vedono le nipotine di quelle ragazze che si esibiscono in balletti sexy con microscopiche minigonne, quasi orgogliose di mostrare liberamente la propria fisicità dopo il lungo inverno dell' estremo puritanesimo rivoluzionario.
Il puritanesimo maoista aveva un sapore repressivo, non era una castità naturale anche se in Cina il Confucianesimo nella tradizione cinese non ha mai incoraggiato gli eccessi. Quelle ragazze con le trecce, non erano asessuate, ma erano desessualizzate di proposito. Mao diceva che l'amore, la moda, il trucco erano borghesi. L'unica libido permessa doveva essere diretta verso il Presidente, verso la Classe, verso la Rivoluzione.
Per questo la Rivoluzione Culturale, che è durata dal 1966 al 1976, è stata così violenta. Quando viene repressa la libido individuale, non la si cancella, la si sublima in fanatismo collettivo. Le stesse giovani che oggi ballano, allora urlavano slogan, scrivevano dazibao, denunciavano i professori, marciavano. Era una carica erotica enorme, ma traslata. Se il corpo non poteva sedurre, doveva servire. E quando quella energia non trova un corpo su cui posarsi, trova un nemico su cui scaricarsi. Da lì i milioni di morti, le umiliazioni pubbliche, la violenza purificatrice. Non è un caso che le Guardie Rosse avessero 16-22 anni, l'età esatta di massima carica libidica. La cosa strana fu che molti giovani che in Italia si battevano per la liberazione sessuale, sembravano guardare con simpatia alla rivoluzione culturale cinese di cui non capivano le vere motivazioni.
Deng dal 1978 in poi dice: arricchirsi è glorioso. Il corpo torna ad essere proprietà privata, non proprietà dello Stato. Se prima era doveroso coprirlo perché era borghese mostrarlo, ora si deve mostrarlo proprio perché è borghese, cioè moderno, cioè vendibile, desiderabile, individuale.
La tuta serviva a rendere tutti uguali, non riconoscibili come uomini e donne. Il balletto su TikTok serve a rendere ognuna riconoscibile, unica, desiderata. È il passaggio dal noi siamo tutti un mattone della Grande Muraglia al io esisto e guardami.
La libido non è apparsa ora. C'era anche allora, solo che ballava in piazza Tiananmen con il Libretto Rosso in mano. Oggi balla su TikTok con la minigonna. Il ritmo è lo stesso, è cambiata la musica e chi ha il permesso di guardarla.
In Italia il totalitarismo, che pure era moralista a parole, invece aveva bisogno della donna esibita. Il dopoguerra democristiano, che era libertario a parole, aveva bisogno della donna coperta.
Il fascismo doveva mostrare un'Italia giovane, sana, prolifica. Quindi via le gonne lunghe dell'Italia liberale, arrivano i saggi ginnici al Foro Mussolini, le ragazze dell'ONB in calzoncini corti bianchi, le nuotatrici, le atlete, le divise coloniali in Africa. Il corpo femminile serviva come manifesto di razza. Si poteva scoprire la gamba se era per la patria, non per sedurre.
Dal 1936 al 1943 le donne al cinema sono molto più scoperte che nel 1950. Assia Noris, Alida Valli, Doris Duranti in costume da bagno intero ma scollato, gambe in primo piano. Il regime lo tollerava perché era evasione controllata, erotismo borghese, non sovversivo. Censurava la politica, non il décolleté.
Le copertine di Le Grandi Firme, di Grazia primi anni, o i manifesti di Gino Boccasile: la donna è pin-up, labbra rosse, seni evidenti. Boccasile fa le veline per il regime e poi farà le pin-up per gli americani senza cambiare una pennellata.
Finito il fascismo, arrivano due moralismi che si alleano. Abbiamo la Chiesa che torna al centro, Famiglia Cristiana, il Codice di Autocensura cattolico che dal 1949 al 1962 è più severo della censura fascista. Una coscia è peccato.
Il Partito Comunista, ha bisogno della donna compagna, seria, madre, lavoratrice, non frivola. Togliatti rimprovera le compagne truccate.
Così dal 1948 al 1958 si vedono le stesse attrici che prima scoprivano le gambe, ora sono coperte fino al collo, la gonna lunga, il velo in chiesa, la censura usa tagliare i baci di 3 secondi come si vede in "Nuovo cinema Paradiso".
Il potere decide sempre in che direzione deve essere diretta la libido.
Quando il potere vuole mostrarsi forte e moderno, permette di scoprire il corpo perché così mostra che il popolo è sano e vitale. Quando il potere vuole mostrarsi puro e stabile, lo fa coprire perché così mostra che è lui a proteggere.
In Italia il fascismo ha esibito la donna per esibire la salute e la vitalità dopo la fame e la gracilità. La DC l'ha coperta per proteggere la famiglia.
