Repressione: la marcia in più della sinistra
di Riccardo Paccosi - 31/08/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Fino a oggi, la divisione dei compiti fra destra e sinistra è stata la seguente:
a) la destra reprime le piazze, ovvero con interventi come il Decreto Sicurezza di Salvini effettua misure repressive contro la facoltà del popolo di coalizzarsi ed esprimere fisicamente il proprio dissenso;
b) la sinistra reprime le idee, ovvero con interventi come il Digital Services Act europeo e similari, effettua repressione contro la libertà d'espressione garantendo un disciplinamento mentale reggentesi anche sull'autocensura.
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C'è da dire, però, che la sinistra possiede da circa dieci anni una marcia in più.
Ai tempi della Brexit e della prima elezione di Trump, infatti, un'ampio ventaglio di opinionisti progressisti - dal nostrano Eugenio Scalfari fino al politologo americano Jason Brennan - cominciò a teorizzare il superamento del suffragio universale, attraverso un esame o una patente di idoneità al voto, al fine di evitare che i popoli continuassero a votare "in modo sbagliato".
A quel tempo, però, non si erano ancora esperiti gli stati d'emergenza in successione uno dietro l'altro.
Nel post sottostante, pertanto, Corrado Augias butta il cuore oltre l'ostacolo e pensa di utilizzare un'enunciazione emergenziale non già per delimitare la partecipazione elettorale, bensì per cancellarla direttamente.
Il nuovo fascismo non potrà che definirsi antifascista, profetizzò Pier Paolo Pasolini cinquant'anni fa... beh, eccoci qua.
