Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Solo nella consapevolezza che il male trionferà risiede la speranza

Solo nella consapevolezza che il male trionferà risiede la speranza

di Riccardo Paccosi - 09/03/2026

Solo nella consapevolezza che il male trionferà risiede la speranza

Fonte: Riccardo Paccosi

Il conflitto geopolitico globale che stiamo attraversando - che secondo Jeffrey Sachs coinciderebbe con i primi e inconsapevoli giorni della terza guerra mondiale - ha perlomeno il pregio di far affiorare sempre più un nodo problematico che negli ultimi dieci anni io e pochi altri abbiamo dovuto affrontare in solitudine, scontando spesso lazzi e irrisione: ovvero il nodo delle caratteristiche ideologiche e psicosociali della èlite occidentale e la non riconducibilità di tali caratteristiche né alla razionalità economica né al principio di autopreservazione.
.
Scrive il filosofo russo Alexander Dugin:
"L’essenza del sionismo risiede nel suo essere una sorta di “satanismo ebraico”. Se l’ebraismo ortodosso classico insiste sull’attendere il Messia, l’esistenza stessa dello Stato di Israele è, agli occhi dei sionisti, la prova che invece loro stessi sono il Messia. Dunque oggi non resta loro che un passo: far saltare in aria la Moschea di Al-Aqsa e procedere alla costruzione del Terzo Tempio.
Siamo nel pieno di scenari escatologici e superanti di gran lunga i limiti delle consuete spiegazioni banali – economia, mercati, prezzi del petrolio, borse, interessi nazionali e così via – che diventano sempre più contraddittorie e persino assurde."
.
Scrive il politologo americano Tucker Carlson:
"Il fatto che qualcuno stia anche solo considerando di utilizzare le armi nucleari, ci mostra che la spinta, l’impulso, che vediamo è una spinta suicida. É per questo che personalmente credo che il nostro mondo spirituale sia stato abusato da una spinta demoniaca, che vediamo ovunque."
.
Scrive lo psicologo e saggista italiano Marco Della Luna:
"Nessuno lo dice apertamente, ma stiamo arrivando a una terza guerra mondiale perché la politica estera dell’Occidente è diretta da pazzi religiosi che la vogliono, quelli dentro e intorno al governo Netanyahu, appoggiati da decine di milioni di Christian Zionists in America.
Ma intorno al sionismo troviamo anche sette chabadiste, lebovitzer, frankiste che mirano all’ascesa attraverso la discesa, cioè a scassare questo mondo ormai irrecuperabile mediante la deliberata trasgressione di tutte le fondamentali regole, e mediante la profanazione di tutti i più alti valori – proprio le cose che abbiamo visto fare nel Circolo Epstein, praticate in modo sistematico, fino ai sacrifici infantili e ai pasti cannibalici.
Sotto la guida del suo melekh-molokh, nutrito di continui sacrifici, frattanto rimane invincibile il dominio del Binomio USA-Israele (perciò non credete se vi dicono che l’Iran sta vincendo), quindi è probabile la realizzazione dello scenario bellico-messianico."
.
Se lo scenario che viene delineato dall'insieme dei tre interventi di cui sopra è - come io credo - tanto caotico quanto puntuale, va da sé che niente e nessuno, allora, può oggi impedire il trionfo dell'istanza satanica volta all'ascesa attraverso la discesa, ovvero attraverso la distruzione del mondo.
Le diffuse e ricorrenti considerazioni sulla crisi strutturale e di senso dell'Occidente sono materialmente fondate ma, proprio per questo, esse peccano del voler ricondurre tutto entro uno schema razionalistico-economico che la costruzione escatologica della èlite occidentale ha invece superato. Le teorie sul crollo imminente dell'Occidente, infatti, vengono smentite platealmente, ogni mese, da una nuova conquista occidentale di territorio e di risorse e dalla forzata acquiescenza delle superpotenze avversarie - Russia e Cina - dinanzi al fatto compiuto.
.
Tutto questo riconduce al tema filosofico su cui scrivo e pubblico dall'avvento dell'emergenza pandemica nel 2020, ovvero l'imperativo etico di accettare il trionfo del Male come prerequisito di qualsiasi speranza futura.
Non si tratta di un paradosso, ma di una completa fuoriuscita dell'etica dalla visione lineare-progressiva del tempo storico, dall'ottimismo illusorio, e del riagganciamento dell'etica medesima al pensiero tragico greco.
Il pensiero degli eroi omerici a cui la certezza della sconfitta non impedisce di obbedire all'imperativo etico, è il medesimo che si ritrova nel grido "Dio mio perché mi hai abbandonato?", che si eleva dal Cristo nell'atto del sacrificarsi per amore dell'umanità.
Occorre assumere con pienezza e coraggio la sconfitta, in nome di un amore per gli uomini che non teme la morte e che, quindi, nessun vitalismo barbarico-bellicista e nessun fanatismo religioso assetato di sangue potranno mai sussumere o annullare.