UE-Mercosur: l’ultimo tradimento
di Luigi Tedeschi - 19/01/2026

Fonte: Italicum
L’agricoltura è la vittima sacrificale della UE, immolata sull’altare del dio mercato. Il trattato UE – Mercosur, concluso dopo 25 anni di trattative, è stato approvato il 9 gennaio dal Consiglio europeo, per poi essere firmato il 17 gennaio in Paraguay, ad Assuncion. Dovrà comunque essere ratificato a livello europeo e nazionale per entrare in vigore. Tale trattato istituisce nel settore alimentare l’area di libero scambio più vasta del mondo, coinvolgendo 700 milioni di cittadini, della UE e dei paesi del Sudamerica aderenti al Mercosur: Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Il mainstream ha oscurato quasi del tutto le manifestazioni di protesta degli agricoltori di tutta l’Europa. Tale accordo infatti non potrà che produrre effetti devastanti per l’agricoltura europea, specie per i piccoli e medi produttori. L’agricoltura italiana, che ha subito per decenni danni incalcolabili da una legislazione europea che ha progressivamente falcidiato il nostro settore alimentare, con l’entrata in vigore del trattato potrebbe uscirne devastata.
Nei primi anni ’90 l’Europa aveva raggiunto l’autosufficienza alimentare. L’agricoltura è un settore strategico dell’economia, che incide profondamente, con l’indipendenza alimentare, sulla sovranità stessa degli stati. La UE, dopo la destrutturazione industriale dell’Europa, si appresta, con la liberalizzazione degli scambi con i paesi del Mercosur, a distruggere anche il settore agricolo. Inoltre, occorre considerare il ruolo devastante che avrà la speculazione finanziaria che si innescherà sulla fluttuazione dei prezzi delle derrate alimentari europee, i cui effetti produrranno la decimazione sistematica delle imprese agricole europee.
L’agricoltura rappresenta, con i suoi miti primordiali, il legame antropologico tra l’uomo e la terra, da cui traggono origine i valori identitari di ogni popolo. L’avvento della UE e del libero mercato ne hanno determinato il progressivo sradicamento.
Il Consiglio europeo ha approvato il trattato a maggioranza qualificata, con il voto favorevole cioè di almeno 15 paesi che rappresentino il 65% della popolazione europea. Si sono opposte la Francia, l’Austria, la Polonia, l’Irlanda e l’Ungheria. L’Italia, il cui voto è stato determinante per l’approvazione, da decenni contraria al trattato, ha votato a favore.
Il tradimento del governo italiano (peraltro avallato dall’opposizione), nei confronti degli agricoltori italiani è evidente. Qualora avesse votato contro, il rigetto del trattato avrebbe rappresentato una vittoria dei popoli contro l’oligarchia della UE. Una occasione perduta, dovuta a decisioni politiche sciagurate che graveranno in misura rilevante sui destini dell’Italia e dell’Europa.
Meloni ha giustificato il suo clamoroso voltafaccia con l’accettazione da parte della Von der Leyen di inserire nel prossimo bilancio pluriennale europeo l’erogazione di risorse aggiuntive per gli agricoltori dal 2028 di 45 miliardi. A cosa serviranno i sostegni all’agricoltura, quando larga parte dei coltivatori/allevatori italiani saranno distrutti dalla invasione di prodotti sudamericani a basso costo e di qualità inferiore?
Secondo le previsioni europee le importazioni raddoppierebbero e si verificherebbe un decremento occupazionale stimato in 100.000 unità. E’ del tutto probabile che le pressioni della grande industria e della grande distribuzione abbiano inciso in misura determinante sul voto favorevole dell’Italia. E’ stata inserita comunque, una clausola di salvaguardia: la Commissione potrà intervenire nel caso in cui per i prodotti sensibili, si verifichi un ribasso dei prezzi del 5% associato a un aumento del 5% dei volumi delle importazioni.
Si rileva inoltre, che è la prima volta che un trattato commerciale venga approvato in sede UE a maggioranza qualificata, anziché all’unanimità. La deriva oligarchica e antidemocratica della UE è evidente.
L’agricoltura europea verrà devastata dall’importazione di prodotti dei paesi sudamericani con un costo del lavoro assai più basso. Sui prodotti europei grava inoltre incidenza sul prezzo dei costi sostenuti dalle imprese per l’osservanza delle normative sanitarie sulla sicurezza alimentare. Aggiungasi poi, che l’agricoltura europea è stata già gravemente danneggiata dall’aumento dei costi energetici e dal venir meno di una quota di mercato rilevante, costituita dall’import/export con la Russia. I paesi della UE saranno invasi da prodotti non conformi agli standard sanitari europei. Da una relazione della Commissione europea emerge infatti che il Brasile non può garantire che nei propri allevamenti non vengano utilizzati ormoni per la crescita da decenni vietati in Europa. La liberalizzazione dei mercati ignora la tutela della salute dei cittadini.
Sarà invece favorito l’export della grande industria, che si incrementerà, secondo le previsioni UE di 49 miliardi. Si verificherà dunque questo tragico paradosso: le industrie chimiche europee esporteranno i pesticidi e fertilizzanti in Sudamerica vietati dalle normative europee, con cui saranno coltivati i prodotti esportati in Europa.
Da questo trattato emergono prospettive inquietanti per l’economia europea. L’industria alimentare del Sudamerica è in larga parte controllata da multinazionali americane quali Cargill, ADM, Bunge, Mondelēz International, Kraft Heinz, Kellogg's, Mars, Inc. General Mills. La liberalizzazione degli scambi favorirà dunque l’accesso ai mercati europei delle multinazionali americane, in vista di una loro espansione e predatorio accaparramento del settore alimentare europeo. La logica della selvaggia penetrazione dell’America trumpiana si estende all’agricoltura. Afferma Alessandro Volpi in un post su Facebook: «Dunque, chi beneficerà e chi sarà danneggiato dall'Accordo Mercosur? Sicuramente ne trarranno vantaggio le grandi Corporation americane, che hanno come azionisti i grandi fondi solerti nel finanziarizzare i titoli di tali società, mentre saranno danneggiati i produttori agricoli europei, soprattutto i piccoli produttori, e i piccoli produttori e i coltivatori latinoamericani».
Viene quindi riproposto un versione trumpiana il paradigma del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), già progettato ai tempi della presidenza Obama, ma poi fallito. Si istituisce oggi una vasta area di libero scambio trans – continentale ispirata ad una logica di mercato che si antepone alla sovranità degli stati, ai diritti dei cittadini e alle loro fondamentali tutele.
Rilevanti motivazioni di carattere geopolitico hanno presieduto alla stipula del trattato UE – Mercosur. Questo accordo infatti si inserisce nella strategia di contenimento degli USA nei confronti della Cina. Gli USA, nella prospettiva di ricondurre l’America Latina nella loro area di influenza, intendono far venir meno le partnership economiche istauratesi tra Cina e Sudamerica. I paesi dell’America Latina sono infatti grandi esportatori di prodotti alimentari verso la Cina. Nelle mire di Trump c’è soprattutto il Brasile, quale essenziale esportatore di soia verso la Cina. E’ chiara la volontà degli USA, col trattato UE – Mercosur, di dirottare l’export sudamericano verso l’Europa, onde ridurre drasticamente le esportazioni latinoamericane in Cina di prodotti agricoli indispensabili al fabbisogno alimentare cinese. Si prevede però che gli effetti di tale manovra saranno assai ridotti rispetto alle aspettative americane.
Gli USA non distruggeranno certo la Cina, ma comunque danneggeranno irrimediabilmente l’agricoltura europea. Col trattato UE – Mercosur viene perpetrato l’ennesimo tradimento dell’Europa nei confronti dei suoi popoli (in primis l’Italia, che non conosce la vergogna), e si accelera il suo irreversibile declino.
