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Chi propone i supercompensi dei manager italiani

di Nicola Borzi - 18/04/2006

 

 

È alle decisioni dei consigli di amministrazione che i manager italiani devono i loro compensi, i più alti d’Europa.

Le decisioni sono proposte ai Cda, cui fino alla riforma del risparmio spettava approvarle, da pochi amministratori che suggeriscono chi guadagna, quanto e come: sono i componenti dei comitati per la remunerazione, organismi previsti dalle regole di corporate governance per le società quotate. Un club che si vuole "indipendente" dai soci di maggioranza, ma nel quale le minoranze societarie non trovano quasi posto. Salotti trasversali in cui alcuni occupano più di una poltrona, consessi augusti — e angusti — che fanno e disfano le fortune dei manager. «Plus24» ha analizzato i comitati di remunerazione delle società che appartengono all’indice S&P Mib delle 40 azioni più importanti di Borsa — Alitalia e Fon-Sai non li hanno costituiti — la cui capitalizzazione aggregata supera i 570 miliardi.
La fotografia è in questa
tabella.
Club per soli uomini - Su 147 seggi a disposizione, con 129 consiglieri censiti (alcuni hanno più di un incarico) ben 126 sono maschi. Le sole signore sono la spagnola Ana Patricia Botin, presidente di Banesto e membro del comitato esecutivo di Santander Central Hispano che siede in Generali, Marina Berlusconi e Sabina Grossi, in Luxottica.
Incroci di potere - In 16 hanno più di una poltrona. Marina Berlusconi è la most powerful woman, con tre seggi (in Mediaset, Mediolanum e Mondadori), primato condiviso solo con Gianni Mion: l’Ad di Edizione Holding, consigliere di Benetton Group, Autogrill, Autostrade, Olimpia e Telecom Italia siede nei comitati di Autogrill, Autostrade e Luxottica. Aldo Minucci, consigliere di Generali e Acegas siede in Alleanza e Bnl, Andrea Guerra, Ad di Luxottica, oltre che in «casa» sta anche in Parmalat), Berardino Libonati, in Mediobanca e Pirelli C., Bruno Ermolli, in Mediaset e Mondadori, Carlo Salvatori, presidente di UniCredit, in quelli dell’istituto di Piazza Cordusio e di Mediobanca, Cesare Geronzi, presidente di Capitalia (colpito da provvedimento di interdizione) in quello della banca capitolina e in Mediobanca, Fabrizio Palenzona in UniCredit e Mediobanca. Gabriele Galateri di Genola sta in Mediobanca, da presidente, e in Generali, Gian Maria Gros Pietro in Fiat e Seat Pagine Gialle, Gianfelice Rocca, presidente di Techint, sta in Fastweb e Ras, Mario Greco in Banca Fideuram e Fastweb. Massimo Ponzellini, vice presidente e Ad di Patrimonio dello Stato, siede in Bnl e Terna, Maurizio de Tilla, membro del consiglio generale di Generali, in Alleanza e Finmeccanica, Rodolfo De Benedetti, Ad di Cofide e Cir, in Ras e L’Espresso.
Non passa lo straniero - Dei 129 membri dei comitati appena 11 (l’8,53%) sono stranieri. La pattuglia spagnola, oltre a doña Botin in Generali, conta Alfredo Saenz Abad (l’Ad di Banco Santander Central Hispano siede in SanPaolo Imi) e Juan Enrique Perez Calot (rappresentante di Bbva in Bnl). Ci sono gli olandesi Coenraad Hendrik Adolph Collee (rappresentante di Abn Ambro Bank in Capitalia) e Tom de Waard (il legale di Clifford Chance che siede in Stm), i francesi Didier Lombard (grand commis di France Telecom, Orange, Thomson e Wanadoo) e Gérald Arbola (consigliere di Cogema, Framatome Anp, Areva T&D Holdings, presidente di Areva Finance Gestion, Cogerap e Ft1Ci) in Stm, i tedeschi di Allianz, Detlev Bremkamp (membro del Vorstand) e Michael Diekmann (presidente), in Ras, lo svizzero Karl Janjöri in Italcementi e il franco-tunisino Tarak Ben Ammar in Mediobanca.
Sarà vera indipendenza? - L’"indipendenza" dei comitati per le remunerazioni è talmente sovrabbondante da renderli poco credibili. Su 147 seggi, 129 consiglieri (il 96%) sono indicati esenti da rapporti con chi governa la società: i membri "non esecutivi" sono 51, gli "indipendenti" addirittura 78.
I componenti esecutivi sono solo dieci in otto società: Alessandro Profumo in UniCredit, Andrea Guerra e Leonardo Del Vecchio in Luxottica, Carlo Caracciolo e Marco Benedetto nell’Espresso, Ennio Doris in Mediolanum, Gabriele Galateri di Genola in Mediobanca, Giuliano Zuccoli in Aem, John Elkann in Fiat, Matteo Arpe in Capitalia. Ma il record spetta ai comitati di Mps, Bpm, Bpu e Banco Popolare di Verona e Novara: tutti i loro 17 consiglieri sono "indipendenti".
Forse è tutta questa indipendenza a togliere senso (e spazio) al ruolo dei membri di minoranza, dato che se ne contano appena sette in cinque società: Alberto Santa Maria in Bpm, Aldo Roveri in Pirelli C., Ernesto Monti e Maurizio de Tilla in Finmeccanica, Giuseppe Airoldi e Roberto Lugano in Snam Rete Gas, Marco Reboa in Saipem. La stanza dei bottoni è ancora chiusa.

COMITATI DI REMUNERAZIONE
La tabella con i comitati di remunerazione
La tabella con tutte le cariche dei membri dei comitati di remunerazione