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Botta e risposta con Piergiorgio Odifreddi

di Pier Giorgio Odifreddi - Fabrizio Fratus - 10/06/2011

Fonte: antidarwin



Il professor Piergiorgio Odifreddi ci ha inviato le seguenti considerazioni con riferimento ad un precedente post; di seguito la risposta in collaborazione con il professor Pier Maria Boria.

Caro Fabrizio,

grazie del suo post. devo darle atto di aver mantenuto le critiche a un livello signorile, e dunque non ho difficoltà a risponderle.
1) le mie critiche a zichichi che lei cita non erano generiche, ma riferite a un suo libro sull’infinito. poichè quel libro era pieno di strafacioni, credo che fossero giustificate. citate fuori dal contesto, come nel suo post, possono risultare offensive e sgradevoli, ma la lettura dell’articolo intero dovrebbe mostrare che erano inserite all’interno di un pezzo umoristico, almeno nelle intenzioni.
2) le mie critiche a von neumann riguardavano le sue idee politiche, e non certo il suo (indiscusso) valore matematico. purtroppo, fa parte della condizione umana poter essere grandi scienziati e pessimi uomini.
3) lei dice che “non le era mai occorso di incontrare un evoluzionista che ricorresse all’equazione di hardy e weinberg per sostenere matematicamente l’evoluzione”. temo di poter dedurre dalle sue parole che lei non ha mai guardato nessun testo di biologia del liceo, in italiano o in inglese, perchè praticamente tutti i testi scolastici riportano l’argomento.
4) temo anche che non le sia familiare l’elementare principio logico secondo cui, se da certe premesse segue una certa conclusione, dalla negazione della conclusione segue la negazione di almeno una delle premesse. ed è esattamente quel principio che serve per usare l’equazione di hardy e weinberg per dedurre le condizioni per l’evoluzione (a meno che lei neghi non solo la spiegazione dell’evoluzione fornita da darwin, cioè le premesse, ma il fatto stesso che le specie evolvono, cioè la conclusione).
5) le richieste che lei (tramite zichichi) fa a una teoria matematica dell’evoluzione sono completamente irrealistiche, e totalmente antiscientifiche: non esiste NESSUNA teoria scientifica che le soddisfi! ad esempio, la sua critica si applica perfettamente anche alla meccanica newtoniana, che certo non è in grado di descrivere nei dettagli le orbite dei pianeti (già nel caso di tre soli corpi), o anche solo della formazione delle nuvole (tanto per fare un esempio a caso). chi ponga quelle richieste, non è antievoluzionista, ma antiscientifico.
6) per quanto può interessare, un intero libro sulle antinomie, logiche e non, l’ho già scritto. si chiama “c’era una volta un paradosso” (einaudi, 2003).
7) la sua conclusione, che se l’evoluzionismo fosse provato allora non ci sarebbero movimenti antievoluzionisti, è doppiamente fallace, e non dimostra nulla.
da un lato, esistono infatti da sempre negazionisti di qualunque teoria scientifica. io stesso continuo, ad esempio, a ricevere lettere di gente che ritiene di aver quadrato il cerchio, nonostante le dimostrazioni di impossibilità.
dall’altro lato, esistono altrettanto da sempre convinti seguaci delle più svariate e strampalate favole, sacre e profane. provi a leggere “forse queneau. enciclopedia delle scienze anomale” di paolo della bella e paolo albani (zanichelli).
in altre parole, il mondo è pieno di sordi che non possono sentire, e di idioti (con una d sola) che non possono capire. e anche di finti sordi, che non vogliono sentire, o di matti che non vogliono capire.
alla sua conclusione manca ovviamente un “terzo escluso”. che la spiegazione sia corretta, e che lei e altri non possiate o non vogliate capirla. per motivi ideologici anche comprensibili, che non è il caso di specificare, essendo comunque evidenti.

cordialmente! Pgo

RISPOSTA

Caro professor P. Odifreddi

credo che le sue critiche al Prof Zichichi siano pretestuose. Zichichi è uno dei massimi scienziati italiani nel mondo (http://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Zichichi) e i vari strafalcioni a cui si riferisce sono solo interpretazioni non condivise.
Le critiche alle persone e alle idee che hanno portato avanti variano nel tempo e, quindi, sono irrilevanti nelle argomentazioni di Zichichi. Von Neumann, come scrive lei, è indiscutibile sotto il profilo scientifico ed è probabile che ogni uomo abbia un vantaggio relativo ai suoi elaborati anche grazie alle sue personali idee. Anche lei sicuramente valuta ed interpreta la realtà basandosi sulle sue convinzioni. Si verifichino i risultati non il pensiero personale.
I libri di testo sono un po’, come dire, datati? Riportano ancora fantomatici alberi evolutivi, false trasformazioni di diverse specie in altre, classificazioni dei viventi ormai obsolete e tante altre questioni ormai completamente riconsiderate come i famosi organi residuali. Sull’equazione di Hardy e Weinberg, nello specifico, le risponderò con il contributo del fisico P. M. Boria; la conclusione è che voi evoluzionisti fate confusione, l’evoluzione non avviene. Ciò che è dimostrato è la cosi detta “microevoluzione”, evoluzione verificabile, non la “macroevoluzione, che non è osservabile in nessun modo e viene negata da ogni verifica empirica (fossili, biochimica, complessità etc. etc.). La Vostra ostinazione nel credere che piccole variazioni (microevoluzione) possano produrre nell’arco di milioni di anni esseri viventi differenti non è stata dimostrata mentre il fatto che ogni qualvolta vi è microevoluzione si ha perdita di informazione è verificabile sempre… E’ per me difficile comprendere come l’accumulo di perdita di informazioni, microevoluzione/selezione naturale, possa sviluppare nuove specie e ritengo che questa idea sia quantomeno bizzarra. Sappiamo benissimo che la storiella dell’antiscientifico non sta in piedi. Il curriculum di A. Zichichi parla da se ma le faccio altri nomi: K. H. Wanser (fisica, professore alla California State University), J. R. Rankin (fisica matematica Università La Torbe Australia), A. McIntosh (matematica Università di Leeds), W. Gitt (direttore Grman Federal Istitute of Physics and Techology in Germania), J. M. Ciambala (ingegnere meccanico Pennsylvania State Uneversity) etc. etc. Loro la pensano come il nostro caro fisico, sono solo alcuni, ovviamente.
La mia conclusione è che la teoria di Darwin non è esaustiva, non rientra nel campo della scienza come ha dichiarato l’evoluzionista e filosofo della biologia M. Ruse. Mentre nel mondo la critica alla teoria di Darwin è sempre più argomento di attualità (presso la libreria di Harvard di Cambridge il testi che negano validità al neodarwinismo sono quasi equivalenti ai testi che la sostengono) in Italia si nega l’evidenza: un ampio movimento di scienziati è ormai cosciente del fallimento della scuola Spenceriana/Darwiniana.
Nelle sue considerazioni mi sottopone qualche libro da leggere, la ringrazio, ma allo stesso tempo la invito a leggere qualcosa anche io: Charles Darwin, oltre le colonne d’Ercole di M. Georgiev, Le balle di Darwin di J. Wells, L’illusione di Dawkins di Alister McGrath. Senza pregiudizi ma cercando di comprendere che la verità assoluta, nel caso vi fosse, non può essere la Vostra e andrebbe ricercata in altro campo da quello della scienza. Qui, tra i sordi idioti e un po’ matti, ci troviamo a cercare verità verificabili e non dogmi falsamente scientifici.
R. Lewontin, 1997 (Genetica, Harvard):

“Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni e la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie… perchè abbiamo un’impegno materialista aprioristico… Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obbligano ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali… Questo materialismo è assoluto…”
Cordialmente.

Fabrizio Fratus.