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Gli scienziati studiano i bimbi che ricordano le loro vite precedenti

di Maurizio Molinari - 26/06/2006


IL DIRETTORE DELLA CLINICA DI PSICHIATRIA INFANTILE ALLA VIRGINIA
UNIVERSITY "MOLTISSIMI I CASI ACCERTATI. UN FENOMENO PRESENTE SOLO TRA I 2 E I 6 ANNI"

SE avete un figlio che improvvisamente inizia a parlare della sua vita
precedente, la persona da cui portarlo è Jim Tucker, direttore della
clinica psichiatrica infantile all'Università della Virginia nonché
autore del libro "Life Before Life: A Scientific Investigation of
Children's Memories of Previous Lifes", ovvero il risultato di anni di
ricerche condotte sui bambini che affermano di ricordare vite vissute
nel recente passato. Come nasce il libro "Vita prima della vita"? "Dai
casi che sono stati studiati negli ultimi 45 anni di ricerche, qui
all'Università della Virginia, e che riguardano bambini che ricordano
dettagli precisi di vite precedenti, vissute nel passato, prima di
nascere". Chi sono questi bambini? "Provengono da ogni angolo del
Pianeta e da ogni tipo di famiglie. Da quando abbiamo inaugurato il
nostro sito Internet abbiamo trovato 100 nuove famiglie solo negli Stati
Uniti. Il dottor Ian Stevenson, che inizò questa ricerca, ha già
pubblicato un libro sui casi europei ed ora io ho fatto lo stesso su
quelli americani". Stevenson ha studiato anche dei casi italiani? "Nel
suo libro si parla di Luigi Gioberti, nato a Venezia nel 1958: all'età
di tre anni iniziò a dire di sognare di essere un aviatore ed a 11 anni
diceva di essere un pilota britannico di nome John Graham, abbattuto su
Montecassino dall'artiglieria tedesca. Ma le ricerche fatte a Londra non
hanno fino ad ora confermato l'esistenza di un pilota con quel nome".
Come svolgete la ricerca: siete stati voi a trovare le famiglie o sono
state loro a farsi avanti? "L'uno e l'altro". Che cosa intende dire
quando afferma che questi bambini "ricordano una vita precedente"? "E'
una situazione nella quale un bambino, spontaneamente e in genere
attorno all'età di 2-3 anni, inizia a parlare di che cosa rammenta della
famiglia precedente, come il luogo dove ha vissuto, i nomi di conoscenti
e le circostanze della morte". Come fate a sapere che un bambino di 2 o
3 anni sta dicendo la verità? "Verifichiamo. In molti casi i ricercatori
sono andati di persona nei posti indicati dai bambini ad incontrare le
persone di cui avevano parlato, riscontrando che avevano detto la
 verità". I bambini sono consapevoli di parlare di vite precedenti o
siete voi ad affermarlo? "I bambini non usano l'espressione "vita
precedente", ma parlano con chiarezza di ciò che gli è avvenuto in
passato". Può fare l'esempio di un caso dove avete verificato che la
memoria corrispondeva ad eventi realmente avvenuti? "Certo. Un bambino
turco diede molti dettagli alla sua famiglia sulla città di Istanbul,
che si trovava molto lontano da dove abitava, aggiungendo i particolari
di parenti avuti in passato con nomi armeni assieme ai relativi
indirizzi di casa. Ricordava anche i nomi della moglie e dei figli. In
un'altra occasione una bambina indiana ha iniziato a parlare del suo
passato, quando aveva 3 anni, descrivendo la vita passata in una città
di 200 mila persone e lontana 40 chilometri da dove è nata. Uno dei suoi
zii prese nota delle affermazioni della bambina e volle accertarsi se
erano vere prima ancora di contattarci. Ebbene, appurò che la bambina
aveva detto con precisione i nomi del figlio e del nipote, il fatto che
lavorava con il martello, che vicino alla casa c'era uno stagno". Perchè
alcuni bambini ricordano le vite passate ed altri non lo fanno? "E' una
buona domanda. Si può rispondere però tenendo presente che nel 70% dei
casi i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non naturali,
incidenti o episodi traumatici, improvvisi". Che spiegazione dà a questo
tipo di fenomeno? "Ci sono occasioni in cui memoria ed emozioni
sopravvivono e ciò porta a dire che la coscienza non è un prodotto del
cervello, ma piuttosto un'entità distinta, capace di sopravvivere anche
dopo la morte del corpo". Ciò significa spingersi fino a giustificare la
teoria della reincarnazione delle anime? "Preferisco non usare il
termine "reincarnazione" per la connotazione che ha assunto nel corso
del tempo. Meglio è affermare che esistono prove concrete sulla
sopravvivenza delle emozioni umane in presenza di alcune circostanze
specifiche". Ma lei personalmente crede nella reincarnazione? "Non sono
un buddhista nè un induista e non seguo altri credi simili. Passo il mio
tempo a fare ricerca e verificare l'esistenza di prove scientifiche,
concrete. Sulla base di quanto finora abbiamo trovato la reincarnazione
non può essere esclusa del tutto". Vi siete mai imbattuti in adulti che
ricordano vite precedenti? "Può avvenire di trovare casi di adulti che
ricordano di aver parlato di vite precedenti quando erano bambini, ma in
genere questo tipo di memorie svaniscono passata l'età di 6 o 7 anni".
Come reagiscono le persone che vengono a contatto con i vostri studi?
"In modo differente. Nel mondo della scienza, della medicina, prevale
ancora lo scetticismo, ma con il passare degli anni sta aumentando il
numero di chi considera le nostre ricerche con maggiore interesse, anche
all'interno nelle principali associazioni mediche degli Usa". {Testo}
Jim B. Tucker, psichiatra, è autore di "Life Before Life: A Scientific
Investigation of Children's Memories of Previous Lives": il saggio è una
sintesi di oltre 40 anni di ricerche sui bambini e i loro ricordi di
vite precedenti condotti all'università della Virginia, presso il
dipartimento dei "Personality Studies". IL SITO INTERNET
http://www.wie.org/bios/jim-tucker.asp LA TEORIA ESTREMA Se Tucker è lo
scienziato, Ervin Laszlo è il filosofo: ha elaborato una nuova teoria
sulla reincarnazione nel saggio "Science and the Akashic Field: An
Integral Theory of Everything" (Inner Traditions, 2004). Sostiene l'
esistenza di un "campo di informazioni" (chiamato Akashic field o
Quantum field o, ancora, Zero-Point Field), nel quale si raccolgono le
esperienze degli esseri viventi: uomini e anche animali sarebbero in
grado di "consultare" le informazioni in questa sorta di banca dati
universale e, in particolare, i bambini prodigio avrebbero la capacità
di leggere ricordi remoti.