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Decrescita e produttività

di Nello De Padova - 24/01/2013


 

La gran parte delle innovazioni tecnologiche di processo sono finalizzate ad aumentare la produttività, ed una delle principali contestazioni che vengono a chi perora le ragioni della decrescita e della depilazione sono collegate con la falsa idea che queste porterebbero ad una minore produttività.

In realtà invece scopo ultimo della decrescita e della depilazione è l’ulteriore aumento della produttività che è un ottimo modo per migliorare le condizioni di vita dell’uomo. Quello che cambia è il fine per cui la produttività deve aumentare. Chi crede nella crescita ritiene che gli aumenti di produttività debbano essere utilizzati per fare più cose con le stesse risorse. Chi crede nella decrescita ritiene che gli aumenti di produttività debbano essere utilizzati per fare le stesse cose con meno risorse.

Il fatto è che da sempre tutti gli esseri viventi cercano di aumentare la propria produttività: questo comportamento è naturale, è l’essenza stessa del processo evolutivo. I ragni, ad esempio, hanno sviluppato la capacità di tessere le reti per catturare con minor sforzo una quantità (ed una qualità) maggiore di prede. Raggiunta la capacità di produzione (quantità di prede catturate al numeratore) adeguata ai propri bisogni -cioè alle sue necessità alimentari- ha perfezionato le tecniche che gli consentono di ridurre le risorse impegnate (tempo e saliva, al denominatore, da dedicare alla tessitura, ed alle riparazioni della rete) cercando di migliorare anche la qualità delle prede, specializzandosi nella scelta della posizione della rete per catturare quelle più di suo gusto. Fatto questo i ragni dedicano la gran parte del loro tempo ad attendere le prede in un sano ozio che, se fossero dotati di intelletto, utilizzerebbero per leggere un libro o, al più, per scambiarsi con altri ragni le idee migliori per ridurre ancora maggiormente le risorse da utilizzare.

L’unica specie che ha usato la sua capacità di aumentare la produttività per aumentare a dismisura la produzione (peraltro solo da un paio di centinaia di anni a questa parte) è quella umana. Ciò è innaturale (nel senso che in natura non esiste un analogo esempio, e noi umani siamo pur parte della natura, non dobbiamo scordarcene). Questo comportamento, indotto dall’insana cultura consumistica che ha caratterizzato l’umanità da quando ha avuto energia (risorsa fondamentale in tutti i processi produttivi, anche quelli dei ragni) a bassissimo costo, sta portando il sistema (socio, ecologico ed anche -finalmente- economico) al collasso.

L’innovazione tecnologica del futuro quindi deve essere finalizzata alla riduzione degli sprechi ed all’aumento dell’efficienza e della produttività, ma solo a condizione che tutto ciò serva per fare “meglio con meno” e non “sempre di più” (spesso anche con qualità che peggiora).

Questo significa veramente aumentare la produttività. Il comportamento attuale del sistema (quello che usa la produttività per fare sempre di più) è invece finalizzato all’aumento della “redditività”.
Tutto questo è spiegato efficacemente in questa presentazione (denominata I CICLI) utilizzata spesso negli incontri da Nello De Padova.