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Il Natale del Sole festeggiato da tutti i poli della Terra

di redazionale - 29/12/2006

 

 

Il 25 dicembre fin dall'antichità molti popoli festeggiavano la nascita di un dio.
In Persia già 3.600 anni fa veniva festeggiata la nascita dì Mitra (Mithra), figlio del Sole e Sole egli stesso.
In Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro. In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa.

In effetti l’icona della madre con il figlio neonato risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la Madre Terra che produce i suoi frutti.
In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello Yucatan quella del dio Bacab.
Anche il dio azteco Huitzilopochtli
vede la luce il 25 dicembre, mentre gli scandinavi festeggiavano lo stesso giorno la nascita del dio Freyr In Grecia nasce invece Bacco ed in Siria Adone. L'elenco potrebbe essere ancora lungo e tutte le divinità risultano legate alla simbologia del Sole.  

Mitra (Mithra) Tammuz Freyr  

 

Quetzalcoatl   Huitzilopochtli Bacab

Vene da domandarsi perché tutte queste "nascite sacre " avvengano il 25 e non il 21 dicembre, giorno del solstizio.
Solstitium, significa "Sole fermo" e nei giorni dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi. Il 24, il Sole sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po' più verso l'alto fino al Solstizio di Estate.
Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo astronomica ma anche esoterica. Un mito racconta infatti che nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra un Raggio Verde parta dal più profondo dell'Universo ed attraversi per un istante la Terra stessa. E' il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori.

Nell'antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell'agricoltura, i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed, in tale periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l'anno era proibito, nella città, il gioco d'azzardo; ma poiché era strettamente, legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d'obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi (queste sono le lontane radici della attuale usanza della tombola).

Il giorno 24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra. Con l'espandersi dell'Impero verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione,  che nel 274 d.C. l'Imperatore Aureliano lo ufficializzò. E poiché anche Mitra simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto, il 25 dicembre, come già avveniva in Persia. Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo. Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman (Arimane), spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole.  


Busto di Arimane (Ahriman) di Rudolf Steiner

Il Natale cristiano si è insomma inserito su miti già esistenti, come spesso è accaduto per le "nuove religioni".
Il Solstizio resta comunque una delle più importanti occasioni di festa per il genere umano