E gli americani, evidentemente, lo hanno preso in parola
di Gabriele Repaci - 04/11/2026

Fonte: Gabriele Repaci
Donald Trump è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: far sembrare Caporetto una ritirata strategica e Waterloo una vittoria ai punti.
Il grande cazzaro biondo aveva invitato gli americani a votare come se il suo nome fosse sulla scheda. E gli americani, evidentemente, lo hanno preso in parola.
I democratici conquistano entrambe le Camere del Congresso. I repubblicani perdono seggi persino in Texas, South Carolina e Kansas. KANSAS! Uno Stato che non eleggeva un senatore democratico dal 1932. Novantaquattro anni. All'epoca Franklin Delano Roosevelt non era ancora entrato alla Casa Bianca e Hitler non era ancora diventato cancelliere della Germania.
Bisogna riconoscerglielo: per interrompere una tradizione repubblicana lunga quasi un secolo ci voleva un talento fuori dal comune.
Prima delle elezioni Trump prometteva di diventare «Mr. Veto», bloccando qualsiasi iniziativa dei democratici. Dopo aver visto i risultati, improvvisamente si è scoperto un appassionato del dialogo bipartisan. Ancora un po' e lo vedremo presentarsi al Congresso con una copia del Manifesto del Partito Comunista sotto il braccio.
E pensare che aveva promesso di rendere l'America di nuovo grande. Per il momento è riuscito a rendere grandi soprattutto le maggioranze democratiche.
Ma non preoccupatevi: tra poco ci spiegherà che è stata la più grande vittoria repubblicana della storia, che nessuno aveva mai visto una vittoria così bella e che persino Napoleone, da Sant'Elena, gli avrebbe telefonato per congratularsi.
MAKE AMERICA LOSE AGAIN!


