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Siamo nell'era delle rivolte del nulla

di Martino Mora - 03/11/2026

Siamo nell'era delle rivolte del nulla

Fonte: Martino Mora

Mezza Europa occidentale, da Parigi a Milano a Barcellona è stata messa a ferro e fuoco dalle rivolte maranza e studentesche insieme (con prevalenza maranza). 
Nessuna di esse è e sarà una rivoluzione, nel senso convezionale del termine. L'europa non può più farne. 
Perchè  non è più capace di darsi nuovi progetti collettivi. 
I maranza infatti sanno solo distruggere e razziare, unendo  insieme la pulsione nichilista al vandalismo e al teppismo e quella materialista al consumo ipertrofico di beni di lusso tramite saccheggio, Seguendo le incitazioni dei loro laidi maestri rap e trap del sistema orgiastico-mercantile. 
Un progetto collettivo (non importa se comunista, nazionalista o democratico), è ormai impossibile. 
Anche per questo fallì il sogno bossiano della Padania. Era fuori tempo massimo. 
Una società di vecchi non fà più rivoluzioni politiche. 
E non la fa una società di atomi, ormai non più uniti da nulla, né dalla  la religione nè tantomeno da un qualsiasi progetto collettivo. 
E men che meno può farla una società con pochi giovani, per giunta storditi da droga, pornografia e telefonino.
L'era delle rivoluzioni politiche (da non confondersi con la Rivoluzione o Sovversione, processo plurisecolare ancora in marcia, di cui le rivouzioni furono solo un aspetto, sebbene il più visibile) è ormai finita per sempre.  
Come fascismo e comunismo. 
L'era della plutocrazia e del nichilismo individualista non permette più progetti collettivi. 
Come scrive lo storico e demografo Emmanuel Todd, le grandi rivoluzioni per strutturarsi avevano bisogno, per assurdo, della presenza della religione cristiana, che esse stesse contestavano o perseguitavano e di cui costituivano una perversa imitatio tutta politica e tutta immanente. 
Ora che siamo in una società postcristiana, non esiste più energia religiosa convertibile verso mete imnanenti, nè legame sociale  tra le persone, 
La demo-plutocrazia  come insieme di atomi liberi di illudersi  di realizzare se stessi anche degradandosi, di seguire esclusivamente i propri interessi materiali e i propri desideri insaziabili, spesso denominati diritti, non è un'utopia ma una distopia. 
Essa non permette la costruzione di qualsiasi modello comunitario di società, e quindi affoga nell'abiezione nichilista senza che emergano progetti collettivi di rinnovamento sociale. 
L'era delle rivoluzioni  è finita. 
Siamo nell'era delle rivolte maranza. Cioé del nulla.