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Un bonifico da Mosca

di Maurizio Murelli - 14/05/2026

Un bonifico da Mosca

Fonte: Maurizio Murelli

Ricevuto con fastidioso ritardo il periodico bonifico da Mosca per spingermi a riprendere la propaganda putiniana e, contestualmente, ricevuta una PEC da Zelensky che con decreto presidenziale mi autorizza per la sola giornata di oggi ad esprimere il mio pensiero senza che questo comporti un attacco di droni sulla mia abitazione sita in una via da me ribattezzata “via del Cremlino”, eccomi qui con la mia mostruosa esternazione propagandistica filoputiniana.
Al termine delle celebrazioni per la ricorrenza del 9 maggio – effettuate in un formato ridotto rispetto al passato e sul perché si è strologato senza limiti nulla concedendo al vero perché – Putin ha tenuto una conferenza stampa nel corso della quale, rispondendo a precise domande, ha tra l’altro detto “penso che la faccenda [guerra con l’Ucraina] stia arrivando alla fine” e poi ha auspicato un diverso approccio da parte dei vertici della UE alla questione relativa alla designazione di un degno e serio interlocutore, ad esempio Schröder – comunque non di certo una persona tra quelle che hanno vomitato “immani porcherie sulla Russia”. Ovviamente i media occidentali hanno subito liquidato l’ex cancelliere tedesco come “putiniano” sorvolando sul fatto che se la Germania ha goduto di notevole benessere economico è stato in grazia del fatto che Schröder ha accettato la nomina di Gazprom a capo del consorzio Nord Stream AG, occupandosi della costruzione dell’omonimo gasdotto e in seguito alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2: “servo di Putin”, e non persona che ha fatto gli interessi della Germania. Questione del profilo dell’eventuale interlocutore europeo a parte, la stampa occidentale ha voluto sostenere che Putin si è piegato a più mite atteggiamento grazie all’indomita resistenza dell’Ucraina, che ha portato la Russia sull’orlo della sconfitta, con Putin costretto a vivere in un bunker, a prendere precauzioni per tema di un golpe e via delirando. Bastava seguire i TG russi che tutti i giorni documentano gli impegni di Putin e quindi i luoghi che frequenta per avere contezza della fregnaccia, così come basterebbe andare sul sito del Cremlino che riporta tutte le esternazioni di Putin per verificare cosa ha veramente detto nella conferenza stampa della sera del 9 maggio. Ma tant’è. E che la Russia stia abbassando la cresta relativamente al conflitto lo prova quanto accaduto tra ieri pomeriggio e questa notte, con il lancio di 1560 ordigni – tra lavatrici e pale del 1800 – che, stante la narrativa farlocca, hanno avuto di mira la popolazione civile riuscendo a fare una vittima e alcuni feriti. Poi, una volta rimosse le macerie magari le vittime saranno più di una, come accaduto questa mattina in Libano, dove con una decina di missili Israele ha fatto 12 vittime civili e poi si scoprirà che sono state 20: pari pari, la stessa cosa e lo stesso modus operandi.
Ma, alla fine, con le lavatrici depredate alle famiglie ucraine la Russia cosa sta effettivamente colpendo? La stampa occidentale, bontà sua, ammette che oltre a strutture civili, asili, orfanatrofi e via elencando, colpisce infrastrutture energetiche e logistiche. Stranamente tace su altri obbiettivi. Non ci raccontano, per esempio, che nel quadro degli accordi russo-statunitensi stipulati con il trattato di Yalta 2.0, da mesi nel mirino sono entrati obiettivi economici americani, per (al momento) un ammontare di due miliardi di dollari. Qualche giorno fa è stata la volta del terminale del colosso agricolo americano Cargil: sette droni in tre minuti, che lo hanno incenerito (verificato dal “New York Times”, mentre al “Corriere della Sera” & C. si occupavano delle crostate di Nonna Papera). La Cargil, ultimo obbiettivo dopo: stabilimento della Coca-Cola, Boeing, Mondelez (snack e alimentari), Philip Morris (tabacco)… tanto per elencarne qualcuno e prescindendo da strutture minori riconducibili a Francia, Inghilterra e Germania.
Forse  non i propagandisti occidentali – per carità, in Occidente abbiamo solo dispensatori di verità oggettive – dovrebbero comprendere che in Russia è molto apprezzato Rossini e si ha un debole per i cosiddetti “crescendi rossiniani”, tanto da applicarli anche alla strategia militare: e al momento siamo nella fase in cui il “crescendo” sta raggiungendo il suo livello più roboante, una fase nella quale, dato lo stato delle cose sul piano geopolitico internazionale, a presentarsi al Cremlino con il cappello in mano sarà qualche emissario della UE perché la sete di gas e idrocarburi comincia a farsi sentire…
Ecco, caro Putin, io ho fatto il mio dovere come da contratto sottoscritto. Ora manda un altro bonifico se vuoi che continui. Diversamente me ne sto buono buono in silenzio, limitandomi a sorridere mentre leggo le fesserie degli ucrainofili italici che ogni giorno si bevono, con tutti i boccaloni nostrani al seguito, ogni cretineria propalata dalla democraticissima e veritiera stampa occidentale. Ma manda i rubli prima del convegno economico a San Pietroburgo all’inizio di questa estate (con tanto di sorpresina) e del discorso del 25 luglio che Donaldo terrà in occasione del duecentocinquantesimo anniversario della fondazione degli USA, allorché brama di dichiarare che grazie a lui per la tua guerra ha trovato la soluzione definitiva. Mi raccomando, che sia un bonifico sostanzioso.