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A proposito della professoressa accoltellata

di Antonio Catalano - 21/09/2026

A proposito della professoressa accoltellata

Fonte: Antonio Catalano

L’aggressione alla professoressa di una scuola media da parte di un tredicenne, e l’intervento di un ragazzino di origine congolese a difesa della docente, ha scatenato una sequela di commenti che mostrano a quale livello di degrado sociale e culturale si è giunti. Dagli ambienti cosiddetti progressisti arrivano commenti di questo tipo: visto, la professoressa di destra, che vuole la remigrazione, è stata salvata da un ragazzo africano che lei “odiava”? La contraddizione, secondo questi veri e propri mestatori di realtà, sarebbe nel fatto che guarda caso è stato proprio un ragazzo di “colore” (pessima abitudine a indicare la provenienza “nera” di un individuo, come se i “bianchi” non fossero anche loro di “colore”), che lei vorrebbe “remigrare”, a salvarle la vita. E qui emerge tutta la malafede, la strumentalità di una certa parte politica che finge di essere più umana e sensibile ma alla fine mostra di essere non solo fuori del mondo della vita ma di basare le proprie “buone” convinzioni su pregiudizi ideologici che rasentano il razzismo. In base a quale balordo ragionamento la professoressa, di destra, avrebbe dovuto avere in odio il ragazzo di origine congolese? Il ragionamento banale, quanto infido, è che proprio lei, che si pronuncia per la remigrazione, è stata salvata da un figlio di immigrato. Un ragionamento (ammesso che qui si ragioni) che da per scontato il fatto che una persona “buona” non può essere contro l’immigrazionismo. Confondendo quindi il lato morale, che riguarda il comportamento del singolo, con una posizione politica, che riguarda invece la sfera sociale. Si finge cioè di non capire che non c’entra nulla l’indole morale con la politica. Una persona buona può essere politicamente malvagia e viceversa. Ma questa semplice e banale considerazione cozza con un pensiero fortemente condizionato da sentimentalismo ed emozionalità, utilizzati nella società contemporanea per “corrompere” e confondere gli individui, abituati così a non comprendere la differenza tra sentimenti “umani” e idee politiche. L’idea politica va oltre, ed è giusto che sia così, si pone nell’ottica di gestire la vita pubblica in tutte le sue dimensioni. Per cui, parlando di immigrazione, è del tutto legittimo che si possano avere idee sul fenomeno diverse da quelle promosse da una certa ideologia che invece pretende che si consideri questo fenomeno positivamente. Essere contro l’immigrazionismo, perché lo si considera un fenomeno indotto da interessi miranti a disgregare i rapporti sociali e quindi a beneficiare a vari livelli di questa disgregazione, non significa avercela con i singoli soggetti immigranti. Ma questa semplice e in altre epoche banale considerazione, oggi risulta un esercizio di grande difficoltà se non di vera e propria impossibilità