Del nobile e dell'ignobile
di Antonio Terrenzio - 16/08/2026

Fonte: Antonio Terrenzio
Dopo le confessioni di Lavitola come mandante dell'attentato, appare davvero difficile che Ranucci fosse all'oscuro di tutto. Nonostante questo il Fatto e L'Editore collettivo continuano impereterriti a difendere il paladino dell'"informazione libera" anche qualcuno ha cominciato a sfilarsi. Report è l'espressione massima del giornalismo della sinistra di potere, un programma usato per danneggiare il Governo Meloni tramite personaggi ad esso vicini, e ad alimentare la suggestione dell'elettore PD/5Stelle di sentirsi moralmente superiore al popolo delle destre. Subito dopo la bomba piazzata davanti la villa del conduttore di Report, gli organi di stampa di sinistra hanno subito additato il Governo come mandante morale della bomba a Ranucci; la Shlein si poi è profusa in ciò che agli esponenti della sinistra di palazzo riesce meglio: sputtanare l'Italia all'estero.
Adesso che Valter Lavitola ammette davanti ai Pm che il finto attentato era volto alla creazione del martire e dargli scorta, per poi lanciarlo nella candidatura a leader del Campo Largo, solo Travaglio può far finta di non credere che il conduttore di Report non sapesse. Del resto, se voglio simulare un attentato alla mia persona, devo essere al corrente del momento e della modalità in cui esso avverrà per evitare che possa rimetterci le penne. Come se non bastasse, Ranucci e Lavitola sono rimasti in contatto anche dopo l'attentato, nonostante l'ex faccendiere si Berlusconi fosse già nel mirino degli inquirenti. La costruzione di un alibi? Probabile a questo punto. D'altronde altri giornalisti e magistrati hanno ricorso alla bomba auto da fé per acquisire l'aura del martire e l'avvocato di Lavitola alla domanda se Ranucci sapesse qualcosa, ha risposto con un "no comment" che lascia pochi spazi ad altre interpretazioni.
Il nostro "martire" in un twitt si è poi paragonato alle vittime della mafia Falcone e Borsellino in un delirio di megalomania. "Chiamate gli Infermieri" ha titolato proditoriamente Alessandro Sallusti su Libero. Ad aggiungere ancora un po' più di ridicolo alla vicenda ranucciana arriva, Selvaggia Lucarelli, la regina del gossip che non colpisce mai a caso, ha poi scoperto che Il nostro Sigfrido si firmava le recensioni da solo su Amazon, nel libro dove racconta le sue mirabili inchieste e avventure di "tomber de femme".
Quello che possiamo constatare da questa turpe vicenda, dove gli uomini dalla schiena dritta finiscono protagonisti del più losco degli intrighi, è che chi costruisce la propria immagine sulla propria superiorità morale finisca sempre per essere nei fatti peggiore dei soggetti bersaglio delle sue false accuse.
La sinistra poi, da Berlinguer in poi, ha sostituito la morale alla politica. Per autoinvestura, il progressista si percepisce come antropologicamente superiore anche se poi sovente i suoi rappresentanti si rendono protagonisti degli abusi di potere e corruzione dei peggiori. Questo artificio ideologico ha avuto ed ha come base un antifascismo di maniera che all'atto pratico conferisce una patente di intoccabilità che sfocia in impunità tracontante. Se un reato è commesso da un esponente di destra, allora è sufficiente l'illazione, il sospetto di reato presentato come prova già chiara di colpevolezza. Un metodo che ormai conosciamo benissimo di un giornalismo fazioso e di potere che ha da tempo perso ogni credibilità e che coi suoi droni colpisce la destra di governo. La reazione della sinistra di potere che ancora celebra Ranucci come paladino del giornalismo indipendente e senza macchia è il solito refrain che va in scena pur di non arrendersi nemmeno di fronte all'evidenza e alle amicizie più infrequentabili.
In questo delirio narcisistico il giornalista-conduttore continua a recitare la parte del martire perseguitato e con lui i suoi familiari, quando il minimo sindacale sarebbe quello di fare le valige e chiudere una trasmissione che tra inchieste pilotate, teoremi sgangherati e vere e proprie calunnie, ha collezionato oltre 200 querele. Ma il moralista dalla doppia morale deve continuare a recitare il ruolo del professionista integerrimo ed incorruttibile vittima del Governo di estrema destra (non ridete) dato che la platea del coglioname sinistro gli tiene bordone. Del resto anche la bomba a Ranucci si inscrive a pennello nelle ricostruzioni e nei teoremi della destra criminale che dalle stragi di Mafia finisce alle illazioni sul Ministro Nordio del calibro:"da una fonte ci è pervenuto ma la notizia è da verificare".
"L'attentatuni" doveva rappresentare l'atto finale del Governo Fascio-eversivo che minaccia il giornalismo libero e nemico del malaffare. Ma qualcosa è andato storto anche per il giornalista d'inchiesta più potente d'Italia e applaudito dall'ANM. Aldo Grasso si è defilato dal Sigfrido dicendo che ha perso ogni credibilità e che il divismo mediatico deve dare alla testa. Auguriamoci solo che non finisca tutto in una bolla di sapone come nelle inchieste di Report, per poi vedere il nostro riabilitato con tutti gli onori e le scuse postume manco fosse un novello Tortora. Sospendere Report sine die e qualora si dovesse appurare la certezza materiale della connivenza del Campione dell'informazione militante, chiederne definitivamente la chiusura così da silenziare una volta per tutte quel giornalismo canagliesco che occupa le case matte dell'informazione e che ha la faccia di parlare di Telemeloni.
È inquietante come il gotha del giornalismo di potere continui ad operare con senso di impunità che è ravvisabile solo tra le file dell'ANM. L'impune Ranucci riferisce che se gli toglieranno la trasmissione fara i nomi delle chat e "ci divertiremo". Il ricatto plateale e la posa arrogante di chi non fa un passo indietro nemmeno di fronte alla più imbarazzante delle macchinazioni e le amicizie più equivoche. È lo stereotipo comportamentale di chi si sente intoccabile e che si paragona ai martiri di Stato quando è al centro di un operazione più che losca non si può immaginare. Nessun segno di resipiscenza, anzi minacce e risentimento per chi si sente vittima di calunnie quando lui con la sua trasmissione ha rovinato vite e reputazioni con inchieste al fil di diffamazione, quel "metodo Report" che adesso li giornalista idolo dell'ANM vede applicato su se stesso, con l'unica differenza che nel suo caso gli elementi per pensare ad un suo coinvolgimento in questa torbida storia sono molti più seri e coerenti rispetto alle ricostruzioni improbabili e tendenziose cui ci abituato l'idolo del giornalismo d'inchiesta.
