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Democrazia=rapimento

di Giovanni Petrosillo - 04/01/2026

Democrazia=rapimento

Fonte: Giovanni Petrosillo

Al di là dei retroscena che ovviamente non ci è dato conoscere  (anche perché non mi risulta sia mai accaduto prima che un Paese straniero rapisse il capo di Stato di un altro Paese) e senza escludere che Maduro possa essere finito dentro trame e connivenze che coinvolgono tanto settori dell’esercito quanto gruppi politici interni, oltre ai noti oppositori ai quali era inviso, ciò che mi interessa sottolineare riguarda due aspetti fondamentali.
Il primo. I tifosi e gli esaltati del multipolarismo non hanno minimamente capito che cosa sia davvero il multipolarismo. Quello che vediamo oggi è esattamente il multipolarismo: un sistema di rapporti di forza instabili, mobili, conflittuali, un mutar quasi repentino di prospettive e una destrutturazione e riconfigurazione di alleanze che toglieranno a tutti la voglia di fare il tifo per qualcuno. Ci si concentri sul proprio Paese innanzitutto dove i problemi sono enormi. E invece costoro si sono fatti prendere dallo sconforto perché Russia e Cina non sono intervenute in Venezuela. Non siamo allo stadio. Una reazione veramente isterica, da menti prive del lume della ragione. Due superpotenze extra-continentali, anche se immensamente più forti, non interverrebbero mai direttamente in un’area storicamente dominata da un’altra superpotenza. Esattamente come gli Stati Uniti ora combattono in Ucraina per interposta nazione. Sono finiti i tempi unipolari in cui, con la Russia in ginocchio, si poteva bombardare la Serbia senza conseguenze. Uno scontro diretto potrebbe avvenire solo nel contesto di una guerra mondiale, ma questo, almeno per ora, non mi sembra il frangente, benché grandi cervelli della nostra epoca già annuncino la III, almeno per domani o al massimo dopodomani.
Il secondo aspetto è ancora più rivelatore. Se mai avessimo avuto bisogno di ulteriori prove, ora è chiaro fino a che punto la nostra democrazia sia corrotta dentro e i nostri sedicenti democratici siano autentici delinquenti e farabutti. Costoro giustificano un’azione di puro gangsterismo sostenendo che Maduro sarebbe un dittatore. Ma chi lo ha stabilito? Loro? E ci raccontano anche che adesso il Paese sarebbe libero e pronto a ricominciare su nuove basi. Non esiste libertà in un Paese in cui i suoi rappresentanti vengono scelti, selezionati e imposti da uno Stato straniero. Ricordate Caraco: Per un paese che fa la Storia, ce ne sono venti che la subiscono; e in quei venti ogni partito, anche se si proclama nazionalista, è il partito dello straniero. Ora pensate alle dichiarazioni dei nostri nazionalisti, i primi a sperticarsi le mani per le malefatte di Trump. Per me era piuttosto normale che gli Usa in declino, in crisi in molti scenari globali (checché ne pensino i nostri multipolaristi umorali) ricominciassero a mettere ordine da dove sono partiti, ciò dal loro giardino di casa. 
Questi nostri servi sono gli stessi che piagnucolavano per l’Ucraina, oggi ovviamente cambiano registro e la vedono in tutt’altro modo. Il Venezuela è lontano, ma noi abbiamo già visto all’opera i nostri Machado e quelli che in caso di reali cambiamenti in Italia ci venderebbero al nemico esterno, sono sempre loro i nostri nemici, quelli che farebbero esattamente la stessa cosa in patria se si verificasse una situazione analoga. Il Venezuela non è stato liberato; è accaduto l’esatto contrario. Al Venezuela è stato detto: se non fai come vogliamo, rapiremo i tuoi leader. La democrazia, che prima era rapina, ora è anche rapimento. 
Ribadisco: una simile operazione non sarebbe mai potuta avvenire senza un tradimento interno, anche da parte di gruppi vicini a Maduro. Ma questa è un’altra storia. Ora resta solo da vedere come evolverà la situazione.